|
Viaggio nel mondo delle “ecoballe”campane
Intervista a Pina
Elmo, membro del Presidio permanente “Taverna del Re” di Giugliano
a cura di Michele Scarlino
Nelle ultime settimane si sta
molto parlando dell’emergenza rifiuti in Campania. La popolazione locale è
ormai esasperata da una situazione che è “emergenza” da ormai 14 anni. La
connivenza tra poteri politici e camorristici ha portato a questa disastrosa
situazione. Ad oggi il 43% dei territori inquinati in Italia si trova in
Campania e a pagarne le conseguenza, come al solito, sono i lavoratori, i
bambini e le popolazioni locali, che pagano un conto salatissimo fatto di
tumori ed immondizia per le strade. Dopo 14 anni di inutile commissariamento
plenipotenziario la situazione è solo peggiorata ed anzi, per risolverla, hanno
inviato un “supercommissario”, De Gennaro, che ha pensato bene di mandare i
rifiuti in Germania, facendoli smaltire al prezzo di 270 euro la tonnellata (i
costi di smaltimento sono di 105 euro la tonnellata).
Giugliano è un comune di 110.000
abitanti alle porte di Napoli. Nel comune è ubicata una discarica di
“ecoballe”, che in realtà di eco non hanno proprio niente: sono solo balle e
con dentro immondizia. Il problema delle “ecoballe” campane presenti a
Giugliano, come quelle presenti in tutta la regione, è che sono fatte di
immondizia incelofanata. Aprendo una balla ci si trova il sacchetto
dell’immondizia classico, con dentro di tutto: dai fondi di caffé ai rifiuti
ospedalieri. A Giugliano è presente un sito di stoccaggio di balle e la
popolazione locale sta lottando affinché il sito venga smantellato.
Intervistiamo per Progetto Comunista
Pina Elmo, membro del presidio permanente “Taverna del re”.
Qual è il lavoro del presidio di “Taverna del re”?
Il presidio è nato il 26 ottobre
del 2007 per cercare di reagire alla disastrosa situazione dei rifiuti campana.
Ci avevano detto che avrebbero rivalutato questa zona ed ora ci ritroviamo con
piramidi di balle di immondizia che scaricano i dannosissimi liquami
direttamente nel terreno. Siamo all’incirca una ottantina di persone che si
danno il turno notte e giorno per presidiare il sito. Ad oggi il nostro lavoro
è di far conoscere la situazione di Giugliano e di sensibilizzare la gente. Qui
siamo ottanta e Giugliano conta centomila abitanti… Stiamo pensando di fare un
manifesto che svegli un po’ la gente. A volte proviamo a bloccare i camion
carichi di immondizia che entrano e scaricano balle nel sito, ma la polizia
interviene subito. Stamattina il bilancio è stato di due manifestanti (una casalinga
malata ed un pensionato) in pronto soccorso…
Quella di “Taverna del re” è una grande discarica: che business c’è
attorno alle balle?
Quello dei rifiuti è un business
grossissimo che fa gola a molti e su cui parecchi speculano. “Taverna del re” è
gestita dalla Fibe, società Impregilo, che ha vinto l’appalto (essendo l’unica
candidata) nel 2003. E’ stato il commissariato che ha dato l’appalto alla Fibe.
Una ecoballa costa 55 euro. Basti pensare che solo qui ce ne sono sette
milioni… immaginiamo che giro d’affari c’è. Ogni giorno da qui passano 140
camion circa che scaricano immondizia, ognuno con 22 balle. E’ da sottolineare
il fatto che nell’area attorno al sito i contadini coltivano tranquillamente.
Da questa gestione irrazionale dello smaltimento dei rifiuti gli abitanti
campani sono fortemente danneggiati.
I partiti di governo, compresi quelli di sinistra, che risposte vi
hanno dato?
Nessun tipo di risposta. Siamo
completamente abbandonati, infatti il presidio non è gestito da alcun tipo di
partito. Il governo di centrosinistra, compresi i partiti radicali, non ha
mantenuto nessuna delle promesse che aveva fatto. Per questo ci siamo
organizzati indipendentemente da loro. Del resto qui in Campania i partiti
hanno gravissime responsabilità nella criminale gestione dei rifiuti. Ci sanno
mandare solo la polizia.
Cosa chiede il presidio? Come uscire dall’emergenza rifiuti?
Noi vogliamo che la discarica
venga immediatamente chiusa perché la zona è già altamente inquinata. Gli
abitanti di Giugliano aspettano da anni la chiusura del sito; l’incidenza di
tumori e feti malformati in questa area della Campania è altissima. Ci
opponiamo con forza agli inceneritori perché producono diossina. E’ una
menzogna il fatto che quelli “di ultima generazione” non ne producono.
Semplicemente, bruciando i rifiuti ad una temperatura più elevata, rendono più
rarefatte le particelle di diossina. Questa è una zona già martoriata e di
inceneritori non ne vogliamo. La battaglia sembra impossibile ma il coraggio
non ci manca. Facciamo appello a chiunque voglia aiutarci di unirsi a noi nella
nostra lotta. Ai campani chiediamo un aiuto per resistere. La nostra lotta è la
lotta di tutti e la nostra vittoria sarebbe una vittoria per tutti.
|