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Emergenza rifiuti
Stato di assedio in Campania!
Giuseppe Guarnaccia
L'emergenza dei rifiuti a Napoli e
nella regione Campania inizia convenzionalmente l'11 febbraio del 1994 con
l'istituzione del primo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale n. 35 del giorno successivo. Con questa disposizione
il governo prendeva atto dell'emergenza ambientale che si era venuta a creare
nelle settimane precedenti in numerosi centri campani, a causa della
saturazione di alcune discariche. Si individuava, per questa ragione, nel
Prefetto di Napoli l'organo di governo in grado di sostituirsi a livello
territoriale a tutti gli altri enti territoriali coinvolti a vario titolo e
preposto quindi a gestire i poteri commissariali straordinari.
Tra il 1994 ed il 1996 la gestione
dell'emergenza rifiuti passò attraverso l'ampliamento della capacità di
versamento grazie alla requisizione di diverse discariche private in tutta la
regione, poi date in gestione all'Ente per le nuove tecnologie, l’energia e
l’ambiente. Successivamente, il governo interviene nuovamente, affidando al
Presidente della Regione il compito di redazione del Piano Regionale per gli interventi urgenti in tema di
smaltimento. Nel corso degl’anni, la situazione rifiuti in Campania non
migliora e si succedono ben nove Commissari Straordinari. Ultimo in ordine di
nomina è il “super poliziotto” Gianni De Gennaro, attualmente capo di gabinetto
del Ministero dell’Interno. La nomina di De Gennaro a commissario straordinario
è stata voluta direttamente da Romano Prodi e dal governo. La tragedia che
stiamo vivendo in Campania sembra ancora oggi non trovare soluzione, anzi
appare aggravarsi. Napoli e quasi tutta la regione vivono sotto assedio da
ormai quindici anni. L’emergenza rifiuti riesplosa da qualche settimana ha
raggiunto livelli intollerabili. Per le strade marciscono mucchi enormi di
spazzatura, tonnellate di pattume che non riescono a trovare una destinazione
finale o un modo per essere smaltite in fretta.
Termovalorizzatori, siti di stoccaggio e la protesta di Pianura
La Campania sarà dotata di
almeno tre termovalorizzatori ad Acerra, Santa Maria La Fossa e Salerno. Intanto, nel
quartiere periferico di Pianura ( Napoli ), continua la protesta dei cittadini
contro l’apertura della discarica a cielo aperto a poche centinaia di metri dal
centro abitato. Le famiglie del rione chiedono la rimozione dei rifiuti e che
sia messa in sicurezza la collina dei Camaldoli che con le piogge spinge il
fango a valle. Con i temporali dei giorni scorsi via Vicinale ai Monti, via
Monet e via Santaniello, tre strade nel quartiere di Pianura, si sono allagate
di acqua e fango proveniente proprio dai costoni dei Camaldoli. Dopo gli
scontri con la polizia dei giorni scorsi la situazione non sembra migliorare e
i cittadini di Pianura continuano a presidiare la discarica per bloccare
l’accesso al sito. Dunque, a pochi mesi dal caso Serre ( Salerno ), anche i
cittadini del quartiere Pianura, sono pronti a tutto per difendere l’ambiente e
la salute pubblica. Romano Prodi ha annunciato l’invio delle forze armate per
situazioni di straordinaria necessità ed urgenza, ed inoltre, saranno
individuati in base alla legge 87 del 2007 nuovi siti di stoccaggio per lo
smaltimento dei rifiuti normali e speciali.
La storia infinita dell’emergenza rifiuti impone ai
comunisti una riflessione seria e ponderata sul che fare. Il PdAC sostiene e
partecipa alle lotte dei cittadini e dei comitati civici per la difesa della
salute e del territorio, consapevole che solo un programma dichiaratamente
anticapitalista potrà risolvere la questione ambientale, economica, politica e
sociale. Solo un governo dei lavoratori e per i lavoratori potrà sviluppare e
risolvere coerentemente e compatibilmente con l’ambiente la questione dei rifiuti.
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