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Decreto sicurezza e
politiche di discriminazione
Fermiamo l'ondata razzista!
Fabiana Stefanoni
Il 2007 è finito nel peggiore dei
modi: il Consiglio dei ministri ha votato all'unanimità
il cosiddetto decreto bis sulle espulsioni. Si tratta di un decreto che,
incredibile a crederci, riesce a peggiorare il precedente di novembre,
sostituito perché conteneva un errore formale. Nella sostanza, poco cambia: su
segnalazione dei sindaci, i prefetti potranno allontanare un cittadino
comunitario "quando abbia tenuto comportamenti che costituiscono una
minaccia concreta, effettiva e grave alla dignità o ai diritti fondamentali
della persona ovvero all'incolumità pubblica, rendendo urgente l'allontanamento
perché la sua ulteriore permanenza sul territorio è incompatibile con la civile
e sicura convivenza". L'allontanamento è, invece, di competenza del
ministro dell'interno "per motivi di sicurezza dello Stato". In
entrambi i casi, il divieto di reingresso dura 5 anni, in caso di violazione il
trasgressore è punito con il carcere fino a 3 anni.
Si apre la caccia a rom e rumeni...
Non occorre essere esperti in
diritto per intuire che una norma tanto generica lascia un ampio margine di
discrezionalità: l'espulsione non avviene in conseguenza di un reato, ma sulla
base di un "ben fondato" sospetto. È un provvedimento scandaloso, che
serve per dare la caccia a rom, rumeni e altri cittadini comunitari sgraditi
all'italiano purosangue. Non a caso, il "pacchetto sicurezza" è stato
varato, nella sua prima versione, all'indomani della violenta aggressione di
una donna da parte di un rom. Atto gravissimo, certo; ma che solo un governo
ignobile poteva utilizzare a pretesto per lanciare una feroce campagna
anti-immigrati. È un esempio estremo di come i media possano distorcere la
realtà delle cose, volgendola a favore delle classi dominanti: un indagine
dell'Istat, relegata in un invisibile trafiletto del Corriere della sera dell'11 dicembre 2007, dimostra che 9
stupratori su 10 sono italiani, senza contare le violenze in famiglia. Come
afferma la direttrice generale dell'Istat "tra tutte le violenze ad opera
di estranei e sconosciuti (...) gli immigrati sono al massimo uno su
dieci". Mentre la vera insicurezza si sconta nei luoghi di lavoro, nella
difficoltà di gran parte delle famiglie ad arrivare a fine mese, nella
precarietà della vita di tutti i giorni, il governo Prodi apre la caccia allo
straniero. Da questo punto di vista, la seconda versione del decreto è
ulteriormente peggiorativa: è previsto l'allontanamento dei cittadini
comunitari sprovvisti di mezzi di
sussistenza e, addirittura, un cittadino europeo può essere rimpatriato a scopo preventivo se
"sospettato" di terrorismo. È un copione degno di uno Stato di
polizia, che addirittura aggrava il decreto Pisanu, emanato dal precedente
governo di centrodestra, estendendolo ai cittadini dell'Unione Europea. È evidente
che si intende colpire i cittadini comunitari dei Paesi più poveri, costretti a
emigrare per questioni di sopravvivenza. Non bastasse, accogliendo le rimostranze
dei cattolici oltranzisti dell'Unione (Binetti in testa), è stato cancellato
qualsiasi riferimento a norme anti-omofobia, rimandate a data e luogo da definirsi:
difendere gli omosessuali desta scandalo nel regno della sinistra di governo! È
la dimostrazione che questo governo non riesce a garantire nemmeno una minima
difesa dei diritti civili, come dimostra tragicamente il dibattito in corso
sull'aborto.
Soprattutto, il Consiglio dei
ministri ha varato il decreto con voto
unanime dei ministri, compresi quelli della neonata Sinistra arcobaleno
(cos'abbia a che fare con la pace nessuno lo capisce). In particolare, il
ministro Ferrero, di Rifondazione comunista, per uno strano scherzo del destino
ministro alla "Solidarietà sociale", ha votato questo ignobile
decreto, in cambio di un generico impegno a modificare la legge Bossi-Fini.
Siamo al giro di boa. Rifondazione, dopo aver votato le peggiori leggi contro i
diritti dei lavoratori degli ultimi cinquant'anni, ora si rende protagonista di
politiche di esclusione razziale. Ormai possiamo aspettarci di tutto.
Se così si è concluso l'anno
vecchio, quello nuovo è iniziato sotto i peggiori auspici. Per festeggiare il
nuovo anno, mentre Ferrero stappava lo spumante, il ministro degli interni
Amato, insieme al capo della polizia Manganelli e al capo di gabinetto Gianni
De Gennaro (vi ricordate il G8 di Genova?), ha firmato un accordo con la Libia sul pattugliamento
delle coste libiche, per preservare l'Italica nazione dall'invasione di orde
d'immigrati... Anche qui, il governo Prodi scavalca a destra il governo
Berlusconi, poiché Amato è riuscito a ottenere quello cui Pisanu aveva solo
aspirato. Dal 2008, verrà attuato un programma di pattugliamento italo-libico,
con navi garantite dall'Italia, delle coste della Libia, per stroncare sul
nascere ogni tentativo di immigrazione nel nostro Paese... Alla faccia della
solidarietà sociale e dell'accoglienza!
Una preoccupante recrudescenza xenofoba
Al di là della gravità in sé del
decreto, l'aspetto più inquietante sta nel contesto in cui cade. Si
moltiplicano, quotidianamente, i fenomeni di intolleranza nei confronti degli
immigrati. I recenti provvedimenti non fanno altro che legittimare una serie
inquietanti di misure (adottate localmente sia dalle giunte di centrodestra e che
da quelle di centrosinistra) che, negli ultimi mesi, hanno segnato le pagine
della cronaca. Basta ricordare le esternazioni estive degli sceriffi di
centrosinistra, Domenici e Chiamparino, contro i lavavetri per accorgersi che
il fenomeno è trasversale ai due schieramenti. Più di recente, i sindaci di
varie cittadine del Nord si sono scatenati nella caccia all'immigrato,
legittimati dalla campagna xenofoba lanciata dal governo. Solo per fare un
esempio, a Cittadella (Padova) a metà novembre è entrata in vigore un'ordinanza
che stabilisce un reddito minimo annuo per gli immigrati che vogliono avere la
residenza: a questo si è ispirato il recente decreto sicurezza - votato anche,
ricordiamolo, da Rifondazione comunista, che si diceva "scandalizzata"
per la vicenda della cittadina padovana - che prevede, infatti,
l'allontanamento degli immigrati "sprovvisti dei mezzi di
sussistenza".
C'è da chiedersi se il governo
intenderà ispirarsi anche agli altri recenti provvedimenti dei sindaci di
centrodestra. A Verona, il sindaco nazi-leghista Tosi, oltre a dilettarsi con
sgomberi e ordinanze assurde per ostacolare i lavoratori immigrati (come il
divieto di mangiare per strada, per mettere in difficoltà i venditori di
kebab), emette un provvedimento che introduce controlli sul reddito e sulla
"pericolosità sociale" per gli stranieri che fanno domanda di
residenza (i quali però fanno comodo a padroni e padroncini del nordest, che li
dissanguano con orari di lavoro disumani e paghe miserrime). Il 2 dicembre, il
sindaco leghista di Caravaggio (Bergamo) obbliga gli stranieri che si vogliono
sposare a presentare il permesso di soggiorno: dopo pochi giorni l'esempio è
seguito da altri 43 comuni del bergamasco. A Milano, il sindaco Moratti per la
prima volta esclude dall'iscrizione alle scuole materne comunali i piccoli
immigrati in attesa di permesso di soggiorno. A Treviso, il sindaco Gentilini,
di nota fama xenofoba, vieta agli immigrati musulmani di utilizzare una
palestra, loro concessa dal proprietario, per la preghiera, definendoli un
"tumore". A rincarare la dose, un consigliere comunale invita a
"fare come le SS". Similmente, il sindaco sceriffo di centrosinistra,
Cofferati, vieta a Bologna la costruzione di una moschea, caccia i Rom, sfratta
gli immigrati, introduce decreti sulla sicurezza in concerto con Alleanza
nazionale. Dulcis in fundo, al VII municipio di Roma, Rifondazione comunista
(!) presenta una mozione, sostenuta anche da Sinistra democratica e dal
centrodestra, che prevede la separazione dei bambini rom dagli altri bimbi
sugli scuolabus...
Costruiamo una grande campagna antirazzista!
Questa recrudescenza dell'intolleranza
razziale e xenofoba non cade dal cielo. In una fase storica caratterizzata da
crisi economica e dalla ripresa su larga scala del colonialismo imperialista, i
fenomeni migratori non possono che accentuarsi. Similmente, nei Paesi a
capitalismo avanzato, come l'Italia, lo smantellamento delle garanzie e dei
diritti dei lavoratori, la precarizzazione delle condizioni lavorative,
l'attacco al costo del lavoro, la perdita del potere d'acquisto dei salari
accentuano, purtroppo anche all'interno della classe operaia, gli atteggiamenti
di esclusione sociale dell'immigrato. Occorre, fin da subito, avviare una
grande campagna antirazzista europea, che coinvolga i lavoratori e le
lavoratrici, gli studenti, i sindacati e le associazioni umanitarie. Occorre
costruire, in tutte le città, comitati di lavoratori in solidarietà agli
immigrati, sulla base della comune appartenenza alla classe degli sfruttati.
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