In Brasile l'Incontro Latinoamericano e dei Carabi
(Elac)
Una dimostrazione di internazionalismo
dei lavoratori
di Pia
Gigli
Nell’ottobre del 1938 Trotsky, criticando la
costituzione di una Confederazione di Lavoratori Latinoamericani costituitasi
nello stesso anno, per il suo carattere totalmente burocratico imposto allora
dallo stalinismo e per il legame della maggior parte dei partecipanti ai
rispettivi governi borghesi, auspicò una vera unificazione del proletariato
latinoamericano sulla base di alcuni presupposti fondamentali tra i quali “la
totale indipendenza del movimento sindacale dal proprio governo borghese e da
tutto l’imperialismo straniero” e la “preparazione onesta di un congresso
sindacale latinoamericano con la partecipazione attiva delle masse lavoratrici,
cioè con una discussione seria e senza restrizioni sui compiti del proletariato
latinoamericano e sui suoi metodi di lotta”.
Dopo sessant’anni, in condizioni storiche diverse, l’attualità delle proposte
politiche di Trotsky hanno trovato riscontro nell’incontro Latinoamericano e
Caraibico dei Lavoratori (Elac) che si è svolto a Betim in Brasile il 7 e l’8
luglio 2008.
L’incontro è stato convocato da Conlutas (Coordinamento
Nazionale delle Lotte, il sindacato brasiliano nato dalla scissione in seno alla
Cut e in cui militano i lavoratori del Pstu, la sezione brasiliana della Lit),
la Cob (Centrale Operaia Boliviana, storico sindacato del Paese andino,
protagonista della Rivoluzione boliviana del 1952), Battaglia Operaia
(un’importante organizzazione rivoluzionaria haitiana con influenza politica,
sindacale e popolare in quel Paese, e alla testa di un ampio movimento di lotta
contro l’occupazione militare da parte delle truppe inviate dall’Onu a tutela
degli interessi delle multinazionali americane) e da Tcc (Tendenza Classista e
Combattiva, organizzazione sindacale dell’Uruguay). Durante la costruzione
dell’incontro si sono aggiunte altre due organizzazioni, Ccura (Corrente
Classista Unitaria Rivoluzionaria e Autonoma) del Venezuela e Mecosi (Tavolo di
coordinamento sindacale) del Paraguai.
Emozionati, i 150 rappresentanti delle
delegazioni internazionali ed i 350 rappresentanti brasiliani, hanno aperto i
lavori cantando l’Internazionale tutti insieme in lingue
diverse.
Delegazioni da 21 Paesi
Le delegazioni presenti provenivano da 21 paesi: Argentina,
Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, El Salvador, Equador, Haiti, Messico,
Paraguai, Perù, Uruguai, Venezuela, Brasile, Usa, Svezia, Russia, Portogallo,
Irlanda, Sudafrica e Spagna.
I partecipanti all’incontro rappresentano oggi
l’avanguardia delle lotte nei loro Paesi e da loro è emersa una profonda
coscienza internazionalista per la quale, proprio a partire da un’esperienza di
unità nel continente latinoamericano, è possibile e necessario costruire un
ponte con la classe operaia degli Stati Uniti, dell’Europa e di tutto il mondo.
La radicale piattaforma di convocazione, nata su un’imprescindibile esigenza
di unire e coordinare le lotte per far fronte agli attacchi del capitalismo e
dei suoi governi di destra e di sinistra che spesso si risolvono con atti
repressivi contro la classe operaia, è stata confermata e arricchita dalle
elaborazioni dei gruppi di lavoro tematici che si sono riuniti durante i due
giorni. L’obiettivo fondamentale è stato ben sintetizzato in apertura da Didier
Dominique di Haiti (Battaglia Operaia), “far emergere da questo incontro un polo
di resistenza, di azione, non solo di riflessione sui problemi dei vari paesi,
ma di lotta comune. Esiste la possibilità di situazioni rivoluzionarie e, di
fronte a questo, abbiamo una responsabilità storica. Le organizzazioni qui
presenti hanno già fatto un passo fondamentale, l’accordo sull’indipendenza di
classe, riconoscendo i tradimenti. Questo passo di indipendenza rispetto ai
propri governi è qualcosa che ci unisce. Se pensiamo alla proiezione finale
della lotta, questo incontro deve essere un germe che genera il suo superamento
permanente, ogni passo deve superare se stesso per arrivare ad un futuro”.
I
gruppi di lavoro hanno affrontato i seguenti temi: risorse naturali, gioventù,
servizi pubblici, educazione, donne, diritti umani e dei neri, lavoratori
dell’industria, dei trasporti, lavoratori dell’agricoltura e dell’agroindustria,
lavoratori dei servizi privati, contro la criminalizzazione dei movimenti
sociali. Ogni gruppo tematico ha relazionato sui propri lavori e presentato
documenti che fanno parte integrante delle risoluzioni dell’Elac insieme al
manifesto generale
dell’incontro.
Un orizzonte internazionalista di
lotta
Le risoluzioni dei gruppi hanno indicato la
necessità di unificare le campagne e le lotte dei diversi settori all’interno di
ciascun Paese, anche con lo scambio costante di informazioni attraverso reti e
siti. Infine è stato elaborato e votato il manifesto generale dell’Elac che
traccia un’analisi della congiuntura internazionale, riconosce il ruolo “di
servi del capitale” di tutti i governi, compresi quelli “progressisti”,
valorizza le lotte di resistenza eroica della classe lavoratrice e popolare come
quelle degli insegnanti di Neuquén e Santa Cruz in Argentina e di Oaxaca in
Messico, dei minatori in Bolivia, Perù e Cile, degli operai edili del Brasile,
dei siderurgici di Sidor in Venezuela, dei contadini del Perù e del Paraguay,
degli impiegati pubblici dell’Uruguay, del popolo haitiano contro l’occupazione
e le grandi manifestazioni contro il Tlc in Costa Rica. Allo stesso tempo si
riconosce come queste lotte siano atomizzate e tradite dalle direzioni
tradizionali e quindi prive di una direzione conseguente. Si fa inoltre
riferimento ai brutali attacchi repressivi che i governi mettono in atto per
contenere le lotte. Da tutto questo deriva la necessità di unificare le lotte e
di costruire une nuova direzione. Il manifesto conclude con un appello all’unità
di tutti coloro che lottano nel continente a partire proprio da questo incontro.
Dal punto di vista operativo sono state indicate campagne e iniziative
comuni: la costruzione di un nuovo incontro tra la fine del 2009 e l’inizio del
2010 e una riunione delle organizzazioni entro l’inizio del 2009. Le
organizzazioni costruiranno insieme le manifestazioni del 1° maggio 2009 e
saranno impegnate in una settimana di lotta antimperialista dal 13 al 17 ottobre
2008.
Questa settimana di lotta, le campagne e le iniziative si
concentreranno intorno ai sei assi principali approvati nell’incontro: la lotta
contro la criminalizzazione dei movimenti sociali e in difesa del diritto di
organizzazione (a cominciare da quello che accade in Colombia con la
persecuzione e l’assassinio dei dirigenti dei movimenti); la lotta contro i
piani di militarizzazione imperialista (a cominciare dalla lotta contro
l’occupazione di Haiti); la lotta contro l’imperialismo e per il non pagamento
del debito pubblico; la lotta contro le riforme neoliberali e le loro
conseguenze; la lotta per le risorse naturali e l’energia; e, da ultimo, la
lotta contro gli impatti della crisi alimentare nel mondo.
“Il grande
successo di questo incontro ci pone di fronte a sfide immense che, tra l’altro,
non sono una novità. Questo anno commemoriamo il Manifesto Comunista.
Dunque qui non stiamo facendo nulla di nuovo. Ciò che stiamo facendo è
rivendicare il Manifesto Comunista e la solidarietà internazionalista. Il
compito di ciascuno di noi è mettere in pratica quello che Marx ed Engels hanno
scritto nel Manifesto: “Proletari di tutto il mondo unitevi”, così ha concluso
l’incontro Dirceu Travesso parlando a nome della
Conlutas.
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