Partito di Alternativa Comunista
Logo
Menu principale
Home Page
Politica italiana
Politica internazionale
Sindacato
Notizie locali
Il nostro giornale
teoria e formazione
Appuntamenti
Per ricevere le circolari
Per contattarci
Link
Fotografie
Chi Siamo
GADGETS

CLICCA QUI

PER L'ACQUISTO DI 

  GADGETS e LIBRI DEL

PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA

  cd5

 

Archivio Leon Trotsky
 
 
archivio trotsky

Simbolo del Partito di Alternativa Comunista

simbolo_pdac 

  simbolopermodulo

 

Documenti da scaricare


Supplementi speciali
sulla Crisi e sul Partito

 

sindacato e lavoro
 
 
Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale
logo lit-ci
 
Sciopero generale europeo PDF Stampa E-mail
mercoledì 18 giugno 2008
Sciopero generale europeo
contro le 65 ore settimanali!
 
dichiarazione delle sezioni europee

della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale

 

 

 

dipinto

 (Gli spaccapietre di Gustave Courbet, membro della Comune di Parigi)

 

L'Unione Europea cala la maschera del "modello sociale europeo" e pretende di imporre ai lavoratori un passo indietro storico. La direttiva sull'orario di lavoro è stata approvata all'unanimità dai ministri del Lavoro e ora è in discussione al parlamento europeo. L'argomento che stanno utilizzando per sostenerla, così come hanno fatto con la direttiva sul Ritorno (vergognosa), è che si tratta di una norma "garantista", cioè che garantirà un tetto massimo alle ore di lavoro. Il problema è che il tetto che impone ci riporta indietro al XIX secolo, alla giornata lavorativa di 10-12 ore su 6 giorni lavorativi settimanali.

L'Oil accettò nel 1917, in conseguenza di una grande lotta operaia per le 8 ore e sotto la pressione dell'ondata di mobilitazioni che si produsse contro la carneficina della Prima guerra mondiale, il tetto massimo di 48 ore, finora vigente nell'Unione Europea. Ora, la direttiva permette di ampliare la giornata lavorativa e di arrivare da 48 a 60 ore settimanali, e perfino a 65 ore per i settori che fanno turni di guardia, come nella Sanità, se il padrone e il lavoratore raggiungono individualmente l'accordo. Questa presunta garanzia, inoltre, si applicherà solo ai contratti di durata superiore alle 10 settimane, mentre quelli di durata inferiore non avranno nessun limite orario.

 

Bisogna sottolineare che questa direttiva, ponendo come requisito l'accordo individuale tra il lavoratore e l'azienda, distrugge quell'altra conquista storica dei lavoratori che è la contrattazione collettiva e la stessa rappresentanza sindacale. L'accordo tra lavoratore e padrone ci fa cadere nella finzione criminale di considerare i due soggetti alla pari, come se il lavoratore individualmente potesse decidere di non accettare l'aumento della giornata lavorativa che gli viene imposto dall'azienda.

 

 

Si rivela la vera natura dell'Unione Europea

 

Nel momento in cui si iniziano a vedere gli effetti della crisi economica, invece di ridurre la giornata lavorativa, proibire gli straordinari, anticipare l'età pensionabile per garantire i posti di lavoro e i salari, la Ue, strumento dell'imperialismo europeo, prende la strada opposta, quella della cancellazione dei diritti dei lavoratori per garantire i profitti dei padroni.

 

Il trattato di Lisbona deve già fare i conti con il No nel referendum in Irlanda ma i governi non si arrischiano a nuove sconfitte come quella che in Francia e in Olanda hanno fatto fallire la Costituzione europea nel 2005. Le masse popolari europee possono vedere con sempre maggiore chiarezza che le promesse di benessere sociale che ci sono offerte nell'Unione Europea non sono altro che menzogne per mascherare il vero volto della Ue. I sondaggi rivelano che anche in Gran Bretagna la maggioranza della popolazione chiede che si realizzi un referendum e che essa voterebbe contro.

 

Il trattato di Lisbona, la direttiva Bolkestein (che inizia ad essere applicata con sentenze che danno ragione alle aziende che trasferiscono lavoratori di Paesi con salari più bassi), la direttiva sul Rimpatrio, che permette la detenzione senza diritti fino a 18 mesi dei lavoratori immigrati senza permesso, il "processo di Bologna" che privatizza l'educazione, sono i passi che hanno portato alla direttiva sulle 65 ore. L'approvazione di questa norma costituirà una sconfitta storica per la classe operaia europea che ha oggi ancora alcuni dei diritti conquistati con le lotte di cui è stata protagonista negli ultimi due secoli.

Coloro che promettono il progresso con il capitalismo e dichiarano la morte del socialismo, in realtà non hanno altro da offrire che un ritorno nel passato, al XIX secolo. Le giornate di lavoro interminabili, i salari da fame e la perdita delle conquiste sociali in materia di istruzione, pensioni, sanità: è quanto ci garantiscono per assicurare alle multinazionali di mantenere e aumentare i loro profitti ogni anno.

 

 

La necessità di uno sciopero generale europeo

 

E' sconcertante vedere come di fronte a un attacco di tale gravità i principali sindacati europei non hanno fatto altro che critiche verbali, invece di organizzare in termini immediati una risposta continentale, che non può essere altro che uno sciopero generale in tutta l'Unione Europea.

I lavoratori della Sanità, il settore più colpito dalla norma, hanno dovuto annunciare in solitudine la possibilità di uno sciopero generale del settore in tutta Europa laddove venga approvata la direttiva.

 

E' necessario organizzare un movimento che obblighi le organizzazioni sindacali a convocare le mobilitazioni necessarie ed urgenti, fino allo sciopero generale, per il ritiro della direttiva sulle 65 ore. E' necessario che tutte le aree di opposizione alle burocrazie sindacali si mobilitino unitariamente e a livello continentale per iniziare a dare una risposta e per imporre quella risposta di lotta che le burocrazie sindacali organizzate nella Ces (Confederazione Europea dei sindacati) non stanno dando.
 
Articoli correlati
Sottoscrizione

 Sostieni Alternativa Comunista

donando (in modo sicuro)

anche pochi euro

per aiutarci a costruire l'organizzazione

che serve per un'alternativa di società

paypall


 

Ultimi articoli
NEWS Progetto Comunista n33
  progetto  com 33
MODENA 28 GENNAIO

ORE15.00

presso

l'ISTITUTO STORICO

DELLA RESISTENZA

 

via CIRO MENOTTI  

incontro-dibattito

  modena28gennaio

CREMONA 21 GENNAIO

  
  
  
TROTSKY IN LIBRERIA

 PROGRAMMA DI TRANSIZIONE

Grazie a una coedizione Massari Editore

e Progetto comunista 

programma di transizione

CONGRESSO PDAC 2010

clicca qui per leggere

 

foto congresso primo piano

 

Abbonati subito a Progetto Comunista

 
abbonamento progetto 1


Sito realizzato con Joomla CMS realizzato sotto licenza GNU/GPL. Amministrazione. Sito in versione Alfa.