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Manifestazioni antigovernative in Lettonia
Basta corruzione!
Giuliano dall’Oglio*
Nella giornata del 3 novembre si è svolta a Riga, sotto una neve che ha
imbiancato l’intera capitale lettone, una manifestazione antigovernativa e di
protesta contro la corruzione. Alla manifestazione,convocata per le ore in
Piazza del Duomo, hanno partecipato circa 8000 persone grazie a un passaparola
girato in Internet ed ha visto la partecipazione di personalità appartenenti al
mondo della cultura e della musica. Ci sono stati diversi interventi dal palco
allestito nella piccola piazza ed ha visto la presenza, un po’ a sorpresa, del
Presidente della Repubblica Lettone, Valdis Zatlars.
La situazione politica in Lettonia
Nel 2004 ci sono state le elezioni nazionali in Lettonia e i risultati
hanno dato la vittoria al Partito Popolare che ha deciso di creare una
coalizione formata dal Partito Popolare stesso, l’Unione dei Verdi e Contadini,
il Partito della Nuova Era e il Primo Partito della Lettonia. Come Presidente
del Consiglio, è stato eletto il capo del Partito Popolare, il trentanovenne
Aigars Kalvitis. I politici lettoni non si sono dimostrati meno corrotti o
tendenti alla corruzione dei burocrati gorbaceviani dell’allora Unione
Sovietica: infatti, fu rinvenuto, nelle elezioni del Consiglio Cittadino della
città di Jurmala (55400 abitanti) un tentativo di ricatto politico per far
vincere Juris Hlevickius, candidato del Primo Partito della Lettonia. Kalvitis,
per evitare la crisi di governo e proteste di piazza, decise di chiedere le
dimissioni del Ministro dei Trasporti, Ainars Slesers, ritenuto consapevole
dell’accaduto.
Il 12 marzo del 2006 le televisioni nazionali hanno trasmesso le
registrazioni telefoniche avvenute proprio in quel periodo tra un commerciante
di Jurmala, Ainars Slesers e l’ex Primo Ministro Andris Skele in cui appare
evidente il tentativo di ricatto politico. Dopo la bufera mediatica, nell’aprile
del 2006 il Partito della Nuova Era ha deciso di lasciare il governo e Kalvitis
ha guidato un governo di coalizione minore fino alle elezioni dell’ottobre 2006
che ha visto la coalizione di governo mantenere il potere e ai tre partiti se
ne aggiunto un altro, il Partito Madrepatria e Libertà (nazionalista). Nonostante
ciò, gli episodi di corruzione sono continuati ed hanno portato la gente in
piazza a protestare e tra le ultime di queste manifestazioni c’è quella del 3
novembre, poco pubblicizzata dai media nazionali ma riuscita.
Lettonia: quale futuro?
La
Lettonia è una
delle ex repubbliche sovietiche resasi indipendente il 21 agosto 1991. Ha aderito all’Unione
Europea nel 2004 ma la sua economia presenta diversi problemi come ad esempio
la disoccupazione e il costo dei beni immobili che sale a ritmi vertiginosi. La
sua moneta, il Lats, e´ abbastanza forte (1 euro = 0,69 lats) ma la decisione, a
partire dal 2008, di aderire al Trattato di Schengen e all’Euro potrebbe dare
la mazzata finale alla fragile economia del Paese Baltico e potrebbe portare l’inflazione
a livelli disastrosi. L’opposizione al governo, formata tra gli altri dal
Partito Socialista Lettone e dal Partito Socialdemocratico Lettone, rappresenta
per lo più gli interessi della minoranza russa nel Paese ed ha la sua
roccaforte nella città di Daugavpils, dove il 90% circa della popolazione è di
etnia russa ma che considera il lettone una lingua inferiore. Per risolvere il
problema della corruzione e lo sfruttamento capitalistico dei lavoratori
bisogna promuovere la creazione di un partito multietnico, comunista e
rivoluzionario, che sappia rispettare le differenze etniche in Lettonia come
nelle altre repubbliche baltiche.
Per una federazione socialista delle
repubbliche baltiche! Stop alla corruzione!
*Corrispondente dal Baltico
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