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La battaglia per la
ricostruzione della Quarta Internazionale
La Lit verso il
IX Congresso
Valerio
Torre
Quando,
nel marzo scorso, a San Paolo del Brasile si tenne l’iniziativa per commemorare
i vent’anni dalla scomparsa di Nahuel Moreno (il fondatore della Lit di cui il
PdAC costituisce la sezione italiana), non si celebrò soltanto un giusto e
doveroso omaggio ad un grande rivoluzionario che ha dedicato l’intera sua vita
alla ricostruzione della Quarta Internazionale. In realtà quell’evento cadeva
nel momento in cui più evidente appariva l’attuale processo di raggruppamento
rivoluzionario a livello internazionale intorno alla Lit.
Questa
fase è coincisa con l’ingresso del nostro partito in questa, che è la più
grande tendenza internazionale che si richiama ai principi del trotskismo
conseguente, e con la decisione del Cito (Centro Internacional del Trotskismo
Ortodosso, che raggruppa sezioni in vari paesi del Centro e del Sudamerica: dal
Pst colombiano al Prt costaricense, alla Ls peruviana, al Gos argentino) di
riunificarsi – dopo una scissione avvenuta nel 1994 – alla Lit.
Questo
processo di raggruppamento rende reale la possibilità che la Lit faccia un salto in avanti
nella propria costruzione: che non è, come abbiamo più volte sostenuto,
funzionale a se stessa; ma a sua volta significa la possibilità altrettanto
reale di un importante balzo nella ricostruzione della Quarta Internazionale.
Una nuova fase, una
nuova Lit: il quadro generale
È
però significativo constatare che il processo di cui stiamo parlando[1] si sviluppa
intrecciandosi dialetticamente con la situazione della lotta di classe a
livello mondiale ed il processo di riorganizzazione del movimento di massa.
Ferme
restando le differenze fra i detti fenomeni di avvicinamento alla Lit, non può
negarsi che in comune fra loro vi sia il fatto che questi partiti e tendenze
cercano di costruire un’organizzazione internazionale e che, in questa ricerca,
incontrino la Lit.
Ciò
dipende dal fatto che, nonostante i suoi limiti e debolezze, la Lit ha invertito la tendenza
che nel 1994 la portò quasi alla completa distruzione: ed oggi esiste, con la
sua direzione, col suo programma, con un regime interno basato sul centralismo
democratico, con organi di stampa che divulgano elaborazioni teoriche e
politiche notevoli. E questo accade in un quadro che vede, da un lato, una
situazione rivoluzionaria mondiale, e, dall’altra, quello che abbiamo più volte
definito “alluvione opportunista”. In questo contesto, la Lit viene oggettivamente vista
come un riferimento da parte di quei settori, benché minoritari, che non hanno
abbandonato l’idea – o vi si stanno approssimando – di costruire partiti
rivoluzionari ed un’Internazionale rivoluzionaria.
Naturalmente,
non dobbiamo abbandonarci al fatalismo pensando che questo processo di
raggruppamento intorno alla Lit sia lineare ed irreversibile: al contrario!
Esso è contrastato, oltre che dall’alluvione opportunista, dal castro-chavismo[2] e dalle sue varianti
nazionali, che non possono tollerare l’esistenza di partiti rivoluzionari e di
un’Internazionale rivoluzionaria.
L’Incontro Sindacale
Latinoamericano ed il IX Congresso
La Lit si è data il gran
compito di ricostruire la propria organizzazione per poter ricostruire la Quarta Internazionale
e sta cercando di portarlo avanti con enormi sforzi e tra mille difficoltà,
perché ricostruire la Quarta
è molto più che una proposta organizzativa: è la necessità del Partito mondiale
della Rivoluzione fondato sui principi del marxismo.
I
due prossimi tasselli nella battaglia per la ricostruzione della Quarta sono
l’Incontro Sindacale Latinoamericano (convocato per il prossimo mese di giugno da
Conlutas[3], la Cob[4], Batay Ouvriyé[5] e da un’ala di Ccura[6]) ed il IX Congresso
della Lit, che si celebrerà a luglio.
L’Incontro
si configura come un’iniziativa che potrà avere un significato storico: già la
convocazione congiunta da parte di queste organizzazioni ha un reale peso
politico autonomo. Ma il fatto che la piattaforma condivisa dagli organizzatori
sia così ampia[7] e sia il frutto delle
lotte di questi anni in America Latina significa che questa manifestazione
potrà costituire un progresso molto importante nella riorganizzazione del
movimento di massa in tutto il continente.
Al
tempo stesso, l’Incontro non si sarebbe potuto mettere in campo se non vi fosse
stato un avanzamento delle lotte e della riorganizzazione che si stanno
verificando in Sudamerica, sullo sfondo della situazione rivoluzionaria in atto
nel continente.
L’altro
asse politico della Lit nel prossimo periodo è il IX Congresso, che, proprio
nel quadro del processo di raggruppamento richiamato, dovrà avere un carattere
politico aperto rispetto ad organizzazioni politiche che abbiano posizioni
politiche chiare e conseguenti nei confronti dei governi fronte populisti e
della corrente castro-chavista.
Anche
in questo caso, il Congresso potrà essere il trampolino di lancio per una Lit
ancora più salda nella lunga e difficile battaglia per la ricostruzione della
Quarta Internazionale.
Ed
i militanti del PdAC sapranno dare il loro contributo!
[1] Che non si esaurisce con l’ingresso del
PdAC e del Cito nella Lit, ma continua con l’avvicinamento ad essa di numerose
altre organizzazioni del Centro (Costa Rica, El Salvador, Panama) e del
Sudamerica (Venezuela, Argentina e Brasile), e l’interlocuzione sempre più
forte con altre organizzazioni internazionali sempre centroamericane, oltre
all’instaurarsi di una strettissima relazione con Batay Ouvriyé,
un’organizzazione rivoluzionaria haitiana con un’importante influenza politica,
sindacale e popolare in quel paese, ed alla testa di un ampio movimento di
lotta contro l’occupazione militare da parte di truppe dell’Onu (per un
resoconto approfondito, http://www.alternativacomunista.org/index.php?option=com_content&task=view&id=577&Itemid=1).
[2] Si veda al riguardo l’inserto del Correo Internacional pubblicato su
questo numero di Progetto Comunista.
[3] Il sindacato brasiliano nato dalla
scissione in seno alla Cut e diretto dal Pstu, la sezione brasiliana della Lit.
[4] Central Obrera Boliviana, storico
sindacato del paese andino, protagonista della Rivoluzione boliviana del 1952
[5] V. nota 1.
[6] V. nota 2.
[7] Lotta contro i piani neoliberali, contro
i trattati di libero commercio, contro il pagamento del debito interno ed
estero, contro la criminalizzazione dei movimenti sociali, per la
nazionalizzazione delle risorse naturali ed il ritiro delle truppe straniere da
Haiti e per la liberazione del continente dalle mani dell’imperialismo.
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