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Protocollo del 23
luglio e resistenza operaia nelle aziende venete
Il no al referendum a Padova
Susanna Sedusi
L’andamento della partecipazione
dei lavoratori alla votazione e i risultati ottenuti a Padova e nel Veneto non
si discostano molto dal dato nazionale. A Padova e provincia la partecipazione
al voto è stata del 60%, i Sì hanno ottenuto l’81% e i No il 19%. Lo stesso
risultato mostrano i dati regionali: in Veneto hanno votato circa il 60% dei
lavoratori e i No hanno ottenuto il 22% mentre i Sì sono stati il 78%. Se
invece mettiamo in evidenza i risultati ottenuti nella categoria dei lavoratori
metalmeccanici vediamo che in Veneto i No hanno ottenuto il 49% dei voti mentre
il Sì ha vinto con il 51%. A Padova, sempre nella categoria dei metalmeccanici,
i No hanno ottenuto il 42% mentre i Sì hanno vinto con il 58%. Tenendo per
buoni questi dati (che buoni non sono per le note condizioni in cui si è svolta
la consultazione) possiamo affermare che vi è stata una larga manifestazione di
dissenso verso la firma del Protocollo del 23 luglio 2007 a cui dobbiamo dare una
prospettiva sindacale e politica con l’obiettivo di costruire un’opposizione di
classe al Governo Prodi.
Due esempi significativi
Quella che si è svolta alla Aps-Acegas
il 26/9/07, è stata una delle prime assemblee a Padova sul Protocollo del 23
luglio. Aps-Acegas è un’azienda di proprietà dei Comuni di Padova e Trieste a
maggioranza. È nata negli anni Sessanta come cooperativa di lavoratori, è
diventata azienda municipalizzata del Comune di Padova per giungere qualche
anno fa (dopo la fusione con l’azienda di Trieste) allo status di azienda
privatizzata e quotata di borsa. Ma torniamo all’assemblea sul protocollo del
23 luglio: è stata una delle più partecipate degli ultimi tempi: infatti, dopo
il processo di privatizzazione lo scollamento tra lavoratori e associazioni
sindacali è aumentato e la partecipazione a scioperi, assemblee o riunioni
sindacali ne ha risentito in maniera negativa. Erano presenti quella mattina
circa 200 lavoratori della divisione ambiente. Bisognava aprire un dibattito tra
i lavoratori e riuscire a ricavare uno spazio per far emergere le ragioni del
no al referendum, obiettivo raggiunto proponendo la votazione di un ordine del
giorno contrario all’approvazione del Protocollo del 23 luglio 2007.
Nonostante le proteste e le
minacce del sindacalista di turno, i lavoratori hanno votato l’ordine del
giorno presentato che invitava a respingere l’accordo con solo tre contrari tra
i lavoratori presenti e 195 voti favorevoli. In seguito, prima del referendum,
il pressing del sindacato ha fatto riguadagnare spazio ai sostenitori del Sì ma
non abbastanza da impedire comunque una netta vittoria del No, che è passato
con il 75% dei voti. Pochi giorni dopo si è svolta l’assemblea per preparare lo
sciopero per il rinnovo del contratto scaduto dal dicembre 2006. Anche questa
assemblea è stata molto partecipata e l’adesione allo sciopero per il rinnovo
contrattuale è stata molto alta. Purtroppo le OOSS non avevano previsto alcun
tipo di manifestazione esterna all’azienda, e quindi questa lotta non ha avuto
la dovuta visibilità (in città Aps-Acegas è una delle aziende più significative
per dimensione).
Un’altra realtà lavorativa
significativa in termini di tradizione di lotta dei lavoratori è la Fip di Selvazzano, Comune
adiacente al territorio di Padova, dove sono impiegati circa 350 lavoratori
della categoria dei metalmeccanici. La Cgil-Fiom rappresenta la minoranza dei
lavoratori; sono presenti Fim (in maggioranza) e Uilm (entrata da poco). Il
paziente lavoro dei delegati di fabbrica, poco supportati dalla categoria
(Fiom), di spiegazione delle ragioni del no al referendum, in preparazione
dell’assemblea sul protocollo del 23 luglio e della successiva votazione, ha
dato i suoi frutti: i No hanno vinto anche se di misura. L’amara riflessione di
T., lavoratore della Fip, è che questa votazione, tanto sbandierata come prova
di democrazia sindacale, si sia in realtà dimostrata una pura” illusione di
democrazia” e poche sono le aspettative di cambiamento del protocollo sul
welfare e precarietà in seguito al passaggio parlamentare (anzi sono forti le
previsioni di un peggioramento). Lo sciopero del 30/10 per il rinnovo
contrattuale (anche i metalmeccanici sono impegnati in questa vertenza) ha avuto
successo con un altissima adesione e una buona partecipazione al corteo che ha
percorso le strade della città fino a presidiare la sede della Associazione
Industriali in Piazzale Stanga.
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