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Grottaglie: No alla discarica!
La lotta della
popolazione tarantina contro l'ennesimo ecomostro
Domenico Friolo
Un'importante mobilitazione che
vede impegnato il PdAC sul territorio pugliese è quella contro la prossima
apertura, nei pressi di Grottaglie, vicino Taranto, di una nuova discarica di
seconda categoria (tipo B), che si andrebbe ad aggiungere alle due già presenti
nella stessa zona ed alle oltre settanta discariche di vario tipo presenti sul
territorio tarantino. Il progetto s'inscrive sulla scia di quella che è la
politica perpetrata da anni sia da forze di centrosinistra che di centrodestra
in Puglia: si va dai progetti per i rigassificatori di Taranto e Brindisi al
termovalorizzatore di Modugno, sino alla decine di discariche, tutti progetti che
stanno trasformando la Puglia
in un immondezzaio per il capitalismo nostrano.La discarica oggetto dell'ultima
protesta popolare si trova in località "La Torre Caprarica",
equidistante dai comuni di Grottaglie e San Marzano. Viene presentata come
l'ampliamento di due lotti per discariche di rifiuti speciali già presenti, ma
in verità è giusto parlare di una discarica nuova di zecca, poiché tra il
secondo ed il terzo ipotetico lotto vi è una strada statale che funge da
divisorio. L'estensione complessiva dei primi due lotti è di circa 1.600.000 metri cubi
distribuiti su 3,5 ettari
di terreno, mentre il terzo conterebbe da solo una capienza di oltre 3.000.000 metri cubi
per 26 ettari
di terreno.La questione principale è che
l'area che ospiterà la discarica, non essendo a grande densità industriale, non
può giustificare tali quantità di rifiuti (e di discariche). L'unico grande
stabilimento industriale nella provincia jonica è l'Ilva di Taranto che peraltro
smaltisce il 90% dei rifiuti al suo interno. Ricordiamo, tra l'altro, che per
legge i rifiuti industriali dovrebbero essere smaltiti nelle prossimità del
luogo di produzione.
La nascita del presidio permanente
L'amministrazione comunale di
centrosinistra di Grottaglie con una delibera comunale datata 2004 è la prima
artefice di questo vero e proprio scempio ambientale, appoggiata in questo dalla
provincia e del governo Vendola che ha avallato in maniera latente, ma talvolta
anche con prese di posizione palesi, le concessioni del comune al padrone di
turno.Il 16 Settembre 2007, dinanzi al
secondo lotto della discarica di "La Torre Caprarica", è sorto un presidio permanente in
seguito a tre anni di lotte portate avanti dal Comitato "Vigiliamo per la
discarica". Il presidio è diventato in poco tempo un forum di discussione
continua sulle tematiche ambientali e, nell'arco di due mesi, ha organizzato
varie contestazioni durante i consigli comunali di Grottaglie e tre cortei che,
a dispetto d'ogni malpensante, sono riusciti a portare in piazza oltre 3000
persone (su una popolazione di 30.000 abitanti). Il 26 Ottobre le fiamme gialle
hanno apposto i sigilli dinanzi al primo ed al secondo lotto, sequestro
convalidato dal Pm di Taranto Daniela Putignano, con iscrizione nel registro
degli indagati dell'Ecolevante per violazione di tutela ambientale.Nel frattempo il presidio (che
inizia a far paura a più di qualcuno) continua nel suo lavoro costante d'informazione
e monitoraggio, stando attenti a non divenire pane per i denti di chi vuole che
si resti ancorati ad un mero localismo, rischiando di compiere solo una
protesta di facciata utile ai pescecani della politica che vi girano attorno (non
ultima la presenza in riunioni del presidio di un papabile candidato sindaco
del centrodestra).Il PdAC all'interno del presidio
lavora affinché la linea adottata dal movimento vada ad assumere i connotati di
un'autentica e reale critica a questo sistema che, pur di garantire il profitto
di pochi speculatori, intacca ogni diritto fondamentale della maggioranza dei
cittadini; la lotta per la difesa ambientale deve rientrare in questo solco e non
ne può essere indipendente. Questo è un rischio in cui i movimenti non guidati
da un'avanguardia comunista, che ponga al centro l'alternativa di sistema,
vanno inevitabilmente a cadere. Compito dei comunisti è quello di collegare
ogni lotta, anche minima, ad un programma transitorio che indichi, come unica
soluzione, un governo dei lavoratori alternativo alla barbarie del capitalismo.
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