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Facciamo come la Francia!
Scioperi e occupazioni
nelle scuole e nelle facoltà!
Luca Bonomo
Il duo d'attacco Mussi-Fioroni, schierato dal governo
Prodi poco più di un anno fa, sta portando nelle casse dei poteri forti molti
liquidi e sta svuotando le tasche, invece, dei poveri studenti, costretti a contratti
a tempo determinato e al lavoro nero, per mantenersi uno studio che,
oltretutto, concerne una superficiale e frettolosa istruzione.
Smantellamento dell’università e della scuola pubblica?!
Work in progress...
Prima con tono pacato, poi in modo sempre più netto e
inequivocabile, il ministro Mussi ha fatto intendere di aver preso una
posizione netta nei confronti dell'odiata controriforma Moratti: non si tocca! Il suo modus operandi è del
tutto in continuità con quello dei suoi predecessori, Ruberti, Berlinguer, Zecchino
e Moratti. Nella scorsa Finanziaria sono stai effettuati numerosi tagli a
Università ed enti di ricerca, ma ne
sono stati proposti e accettati numerosi verso privati e “centri d'eccellenza”
(Fondo Ordinario per l'Università),
questo a sottolineare la continuità col precedente governo Berlusconi che aveva
messo in ginocchio le facoltà di tutta Italia, penalizzando soprattutto quelle
del Sud. Come ben sappiamo, non è da meno riguardo a controriforme d'istruzione
il paffuto Fioroni, estremo baluardo alla difesa del Vaticano. Anche lui, “solidarizzando”
con il collega Mussi, ha dichiarato di non voler in alcun modo abrogare la
riforma Moratti; anzi, in sordina ha sfornato una marea di note, circolari,
atti legislativi e direttive stracolme di “disposizioni correttive e
integrative” che in alcuni casi sono riuscite anche a peggiorare la
controriforma del neosindaco di Milano.
Movimento studentesco in vacanza?
Visti i presupposti, uno si chiederebbe: “Perchè non si ha
la ben che minima traccia di una forte, radicale e continuativa manifestazione
di massa?”. La situazione che concerne lo stallo del movimento studentesco è
ormai evidente agli occhi di tutti. Le sigle studentesche presenti negli atenei
di tutta Italia sono principalmente due: Udu-Uds (Unione degli universitari e
Unione degli studenti) e i collettivi autonomi. La prima organizzazione è un
sindacato studentesco ramificato in scuole superiori e università, ha dalla sua
un notevole corpo militante che gli consente di candidarsi nelle elezioni del
Cnsu (Consiglio nazionale studenti universitari) in quasi tutti gli atenei
italiani, è legata direttamente al primo sindacato d'Italia (la Cgil), ha il “merito” di
fungere da estintore su quei pochi fuocherelli di rivolta studentesca che ogni
tanto provano a rianimarsi.
La seconda organizzazione, se così possiamo definirla, è
composta dai collettivi autonomi, anch'essi presenti in massa in molti istituti
e licei e nella maggior parte delle facoltà universitarie. Si fanno identificare
come “autonomi” e hanno amichevoli contatti con il Global Project di Casarini.
Dalle impetuose manifestazioni del G8 di Genova sino ad oggi, hanno trascinato
con i loro collettivi il movimento studentesco verso forme di rivolta
studentesca più o meno apprezzabili, ma non vincenti.
Successivamente, analizzando i fatti avvenuti in Francia
nella lotta contro il Cpe, abbiamo notato che era presente nelle lotte dei
compagni francesi un fatto di notevole rilevanza, ossia l’aver esteso la
battaglia per la salvaguardia dei propri diritti verso le altre sfere sociali colpite
con ferocia da questi governi neoliberisti. Gli studenti francesi sono arrivati
ad ottenere un risultato del tutto positivo con l’aiuto di lavoratori, precari
e immigrati. Senza una vera collaborazione di classe i nostri compagni francesi
avrebbero compiuto il nostro stesso errore!
La vacanza è finita! Una sola risposta a Mussi e
Fioroni!
La controriforma Moratti non ha assunto un sapore diverso
da quando il centrosinistra è al governo. Questo bisogna dire agli studenti,
che ormai quotidianamente vengono abbindolati dalle dichiarazioni dei futuri
leader della “Cosa rossa” (Rifondazione in
primis), che ogni giorno, sempre con
maggior tenacia e scorrettezza verso lavoratori, studenti, precari e immigrati,
compiono il loro sporco lavoro, per il quale del resto sono stati chiamati
ammortizzatori delle lotte sociali. In questi giorni sta prendendo piede in
Francia la protesta degli studenti universitari francesi contro la legge sull’autonomia
degli atenei. Arrivano notizie riguardanti questa rivolta che sta crescendo di giorno
in giorno, ne è una testimonianza l’ondata di facoltà occupate a Parigi,
Nantes, Rennes, Tolosa, Perpignan. Sotto accusa è la legge sull’autonomia degli
atenei votata lo scorso agosto, che autorizza le facoltà a diventare
proprietarie dei locali e l’introduzione dei finanziamenti dei privati.
Già si stanno organizzando numerose assemblee con i
lavoratori per cercare di intensificare e rendere incisiva e vincente quest’ennesima
mobilitazione. L'invito che porge il PdAC agli studenti è quello di tornare ad
occupare l'unico posto utile per lottare: la
piazza! Le mobilitazioni che si dovranno rigenerare dovranno però portare
al più efficace metodo tattico-strategico che ogni rivoluzione ci ha insegnato:
l’alleanza degli sfruttati sfornati dal sistema capitalistico, ossia studenti,
precari, lavoratori e immigrati. Il segnale che i compagni transalpini ci stanno
trasmettendo ancora una volta è traducibile in poche parole: scioperi e occupazioni contro qualsiasi
governo razzista, guerrafondaio e padronale!
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