|
Lotte
e mobilitazioni
a cura di Michele Rizzi
Milano
Da circa un mese prosegue la
mobilitazione dei lavoratori dell’Ortomercato, iniziata con lo sciopero del 7 e
8 ottobre che bloccò tutta l’attività ed anche l’ingresso dei camion con le
merci. La lotta è nata dall’esigenza che i lavoratori abbiano salari dignitosi
e una sicurezza sul posto di lavoro, diritti negati da padroni senza scrupoli
che, alleati dei caporali del lavoro nero, hanno più volte minacciato e
oltraggiato gli scioperanti.
Queste le rivendicazioni dei
lavoratori:
1) Un contratto di ortomercato
che preveda l’inserimento in busta paga di 300 euro lordi come riconoscimento
professionalità ortomercato.
2) Cacciata dall’ortomercato
degli sfruttatori di lavoro nero che con il loro criminale operato danneggiano
pesantemente la condizione professionale e retributiva di tutti i lavoratori.
3) Il rispetto degli accordi da
parte della So.ge.mi, con la fine al transito di camion nelle strade adiacenti
ai posteggi al fine di garantire sicurezza e salute dei lavoratori.
4) Fine dei licenziamenti
arbritari.
Bergamo
Continuano le mobilitazioni e le
iniziative pubbliche del movimento No war. Per il 30 novembre è prevista
un'iniziativa pubblica contro la guerra, cui partecipa anche la compagna
Patrizia Cammarata, dirigente vicentina del PdAC e membro del Comitato Vicenza
Est.
Potenza
Continua la repressione nei
confronti dei compagni militanti dei sindacati di base. Infatti, il 16 ottobre
la procura di Potenza ha ordinato 30 perquisizioni in giro per l’Italia a danno
di militanti dello Slai Cobas, della Cub e dell’associazione vittime delle armi
elettroniche mentali, notificando l’art. 270 bis e il 272 (associazione
sovversiva e propaganda sovversiva) e sequestrando documenti e computer. A
seguito di questa azione repressiva, tre operai della Fiat sono stati
licenziati in tronco. Si tratta sicuramente di un ennesimo attacco a lavoratori
impegnati, sin dalla loro assunzione, in vertenze aziendali contro i soprusi
che si vivono quotidianamente nelle fabbriche, di piccole e di grandi
dimensioni, come la Fiat
di Melfi. Guarda caso, l’intervento della Procura di Potenza avviene dopo la
battaglia di questi militanti dei sindacati di base contro il Protocollo sul
Welfare del ministro Damiano. Infatti, in molte fabbriche come la Fiat di Melfi, a dispetto di
ciò che hanno propagandato i media, ha vinto il dissenso pieno contro gli
accordi di luglio, anche per questo l’apparato repressivo dello Stato ha voluto
puntare ad una punizione esemplare.
A tutti gli operai inquisiti (compreso il compagno Tonino Innocenti, abbonato
del nostro giornale) va tutta la solidarietà del Partito di Alternativa
comunista.
Bari
Da circa un mese si è costituito
a Bari il Comitato disoccupati organizzati. Un gruppo di circa dieci disoccupati
di lungo corso, assieme alla sezione barese del Partito di Alternativa
comunista, sta costruendo un percorso di lotta contro i governi regionale e
cittadino, guidato quest’ultimo dal neosegretario regionale del Pd, Emiliano,
per far riconoscere il diritto al lavoro e a un’esistenza dignitosa. Prossima
tappa della vertenza è una manifestazione sotto la sede della Regione Puglia,
da tenere a metà dicembre, contro il finanziamento alle imprese del Governo
Vendola e per un reddito sociale per disoccupati e precari.
Modugno (BA)
Prosegue la mobilitazione dei
cittadini di Modugno, città a pochi chilometri da Bari, contro la costruzione
della centrale Turbogas della Sorgenia. Si sono tenute numerose manifestazioni
di protesta e di blocco delle turbine dal Porto di Bari con scontri con la
polizia e denunce ad alcuni manifestanti, tra cui il comp. Catucci, tra i
portavoce del Comitato modugnese contro la centrale e militante della sezione
barese del PdAC.
Giugliano (NA)
Dopo la manifestazione di Acerra,
che ha visto l’adesione delle sezioni campane del PdAC, è riesplosa la protesta
contro l’emergenza rifiuti, questa volta a Giugliano, comune alle porte di
Napoli. Il business dei rifiuti ruota attorno alla nascita di una vera
cittadella della “munnezza”, con 4 kmq di superficie e 3 milioni di tonnellate
di rifiuti, dei quali ben 300 mila a cielo aperto. I manifestanti, peraltro
caricati dalla polizia, ne chiedono l’immediata chiusura.
Iraq
La caccia ai militanti del Pkk ha
un nuovo protagonista nella persona del premier del governo fantoccio irakeno,
Nouri Al Maliki, che, in accordo con il governo turco e con il benestare dei
collaborazionisti curdi filo-americani del nord del paese, ha scatenato una
forte offensiva per sgominare i campi dei militanti del Pkk. Tra l’altro,
questa azione di forza era stata promessa dal premier irakeno al premier turco
alla conferenza internazionale sull’Irak, tenutasi ad Istanbul il mese scorso.
Spagna
Ennesima strage di immigrati
africani su una carretta del mare andata alla deriva al largo delle coste della
Mauritania. Gli immigrati erano partiti dal Senegal con l’obiettivo di
raggiungere le coste delle isole Canarie. Sono centinaia e centinaia gli
immigrati africani che hanno perso la vita in questo tratto di Oceano che
divide le coste africane dalle isole spagnole, tentando di aggirare la
sorveglianza area e marittima delle forze di repressione spagnole del premier
Zapatero, campione, ancor più del predecessore Aznar, di repressione contro gli
immigrati.
|