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BOCCIAMO L'ACCORDO BIDONE PER IL SETTORE OCCHIALI PDF Stampa E-mail
martedì 22 aprile 2008

Bocciamo l’Accordo bidone per il settore occhiali

Ancora una volta i padroni incassano


 

Il 9 aprile 2008 è stato siglato l’accordo per il rinnovo del CCNL del settore dell’occhialeria industriale, scaduto il 31 dicembre 2007, tra ANFAO (Associazione padronale del settore) e le organizzazioni sindacali Femca-Cisl, Filtea-Cgil, Uilta-Uil.

La categoria rappresenta 17.000 lavoratori a livello nazionale, di questi ben 12.000 operano nel bellunese. Il settore dell'occhialeria da tempo sta registrando continui aumenti di fatturato (vedi il nuovo record storico di Luxottica che registra il suo miglior bilancio nella storia: 492 milioni di euro; ugualmente in crescita la seconda multinazionale Safilo), i benefici ovviamente arrivano in mano ai padroni e agli investitori, mentre per gli operai si aggravano le condizioni di vita. Ancora una volta siamo in presenza di un accordo bidone che la burocrazia sindacale ha firmato senza aver messo in campo la necessaria mobilitazione, né previsto un percorso democratico di consultazione dei lavoratori.

Parte economica

L'accordo nella parte economica prevede: "una tantum" -da 49,05 a 112,47 € in base al livello- per la vacanza contrattuale; un incremento salariale parametrato in base ai livelli, per i livelli operai e impiegati (primo, secondo e terzo) gli aumenti vanno da 54,24 € al primo livello, a 86,74 € al secondo livello, a  94 € al terzo livello, per tutti i livelli gli aumenti verranno  corrisposte in tre tranches: la prima ad aprile, la seconda a gennaio 2009, la terza a luglio 2009. Per contrastare l'assenteismo, chiaramente dovuto a condizioni di lavoro insopportabili, in caso di malattia o di infortunio non sul lavoro per i primi tre giorni la retribuzione è decurtata del 50%. Gli incrementi salariali sono insufficienti, il potere d'acquisto dei salari è crollato dopo un quindicennio di concertazione e in presenza di un'inflazione che colpisce le spese alimentari, sanitarie, scolastiche, energetiche, per la casa.

Parte normativa

L'impianto del contratto è all'insegna del nuovo modello contrattuale aziendalistico e corporativo, funzionale alla subordinazione operaia all'azienda.  Questo è il compito dei nuovi organismi previsti dall'accordo: un "Osservatorio nazionale", costituito da tre rappresentanti padronali e tre burocrati sindacali, finalizzato a "migliorare la competitività delle aziende" e un Ente Bilaterale Nazionale, dotato di personalità giuridica autonoma, finalizzato a verificare "l'andamento della contrattazione di secondo livello". Questa acquista competenze per quanto riguarda: orario di lavoro, flessibilità, ferie e formazione professionale, mentre il CCNL perde la sua funzione di salvaguardia dei salari, dei diritti e delle tutele. Questi come i salari si riducono: appena dieci ore annuali retribuite per le assemblee di fabbrica, se richieste da parte delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto oppure dalle Rsu. In un settore dove il lavoro precario raggiunge punte del 70%, la durata dei contratti per gli apprendisti raggiunge 48 mesi per il terzo livello e 36 mesi per il secondo livello, mentre si apre al lavoro interinale senza tetti ne limiti. Nel complesso il recupero a richiesta di 16 ore di lavoro straordinario in un anno e piccole facilitazioni ai lavoratori studenti per i giorni di esame non modifica la pessima struttura contrattuale. Infine per favorire la truffa dei Fondi pensione, attraverso la rapina del Tfr, viene aumentata (1,5 %) la quota di versamento a carico dell'azienda e del lavoratore.

 

Il Partito di Alternativa Comunista per i contenuti sopra elencati esprime un giudizio negativo sull'accordo e invita i lavoratori a bocciarlo nelle assemblee sindacali di fabbrica chiedendo con forza lo svolgimento di un referendum certificato sull'accordo con la partecipazione di tutti i lavoratori. Di fronte a un governo di destra che, in continuità con quello di centrosinistra, annuncia "ulteriori sacrifici per i lavoratori" è necessario rilanciare le lotte sulla base di una piattaforma unificante che preveda:

  • -          Forti aumenti salariali e scala mobile dei salari per salvaguardarne il potere d'acquisto;
  • -          Il rilancio del CCNL quale strumento per la difesa del salario, dei diritti e delle tutele;
  • -          L'assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori precari (apprendisti e interinali);
  • -          La salvaguardia della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro attraverso il      controllo operaio sulla fabbrica e sui servizi sanitari di prevenzione;
  • -          Via tutti i governi dei padroni, per un governo dei lavoratori, per il socialismo!

 

 

PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA - SEZIONE DI VENEZIA

 

 
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