Bocciamo l’Accordo
bidone per il settore occhiali
Ancora una volta i padroni incassano
Il 9
aprile 2008 è stato siglato l’accordo per il rinnovo del CCNL del settore
dell’occhialeria industriale, scaduto il 31 dicembre 2007, tra ANFAO
(Associazione padronale del settore) e le organizzazioni sindacali Femca-Cisl,
Filtea-Cgil, Uilta-Uil.
La categoria rappresenta 17.000
lavoratori a livello nazionale, di questi ben 12.000 operano nel bellunese. Il
settore dell'occhialeria da tempo sta registrando continui aumenti di fatturato
(vedi il nuovo record storico di Luxottica che registra il suo miglior bilancio
nella storia: 492 milioni di euro; ugualmente in crescita la seconda
multinazionale Safilo), i benefici ovviamente arrivano in mano ai padroni e
agli investitori, mentre per gli operai si aggravano le condizioni di vita. Ancora una volta siamo in presenza di un
accordo bidone che la burocrazia sindacale ha firmato senza aver messo in campo
la necessaria mobilitazione, né previsto un percorso democratico di consultazione
dei lavoratori.
Parte economica
L'accordo nella parte economica prevede: "una tantum"
-da 49,05 a
112,47 € in base al livello- per la vacanza contrattuale; un incremento
salariale parametrato in base ai livelli, per i livelli operai e impiegati
(primo, secondo e terzo) gli aumenti vanno da 54,24 € al primo livello, a 86,74
€ al secondo livello, a 94 € al terzo
livello, per tutti i livelli gli aumenti verranno corrisposte in tre tranches: la prima ad
aprile, la seconda a gennaio 2009, la terza a luglio 2009. Per contrastare
l'assenteismo, chiaramente dovuto a condizioni di lavoro insopportabili, in
caso di malattia o di infortunio non sul lavoro per i primi tre giorni la
retribuzione è decurtata del 50%. Gli incrementi salariali sono insufficienti,
il potere d'acquisto dei salari è crollato dopo un quindicennio di
concertazione e in presenza di un'inflazione che colpisce le spese alimentari,
sanitarie, scolastiche, energetiche, per la casa.
Parte normativa
L'impianto del contratto è all'insegna del nuovo
modello contrattuale aziendalistico e corporativo, funzionale alla
subordinazione operaia all'azienda.
Questo è il compito dei nuovi organismi previsti dall'accordo: un
"Osservatorio nazionale", costituito da tre rappresentanti padronali e tre burocrati
sindacali, finalizzato a "migliorare la competitività delle aziende" e un Ente
Bilaterale Nazionale, dotato di personalità giuridica autonoma, finalizzato a
verificare "l'andamento della contrattazione di secondo livello". Questa
acquista competenze per quanto riguarda: orario di lavoro, flessibilità, ferie
e formazione professionale, mentre il CCNL perde la sua funzione di
salvaguardia dei salari, dei diritti e delle tutele. Questi come i salari si
riducono: appena dieci ore annuali retribuite per le assemblee di fabbrica, se
richieste da parte delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto
oppure dalle Rsu. In un settore dove il lavoro precario raggiunge punte del
70%, la durata dei contratti per gli apprendisti raggiunge 48 mesi per il terzo
livello e 36 mesi per il secondo livello, mentre si apre al lavoro interinale
senza tetti ne limiti. Nel complesso il recupero a richiesta di 16 ore di
lavoro straordinario in un anno e piccole facilitazioni ai lavoratori studenti
per i giorni di esame non modifica la pessima struttura contrattuale. Infine
per favorire la truffa dei Fondi pensione, attraverso la rapina del Tfr, viene
aumentata (1,5 %) la quota di versamento a carico dell'azienda e del
lavoratore.
Il Partito di
Alternativa Comunista per i contenuti sopra elencati esprime un giudizio
negativo sull'accordo e invita i lavoratori a bocciarlo nelle assemblee
sindacali di fabbrica chiedendo con forza lo svolgimento di un referendum
certificato sull'accordo con la partecipazione di tutti i lavoratori. Di fronte
a un governo di destra che, in continuità con quello di centrosinistra,
annuncia "ulteriori sacrifici per i lavoratori" è necessario rilanciare le
lotte sulla base di una piattaforma unificante che preveda:
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Forti aumenti
salariali e scala mobile dei salari per salvaguardarne il potere d'acquisto;
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Il rilancio del
CCNL quale strumento per la difesa del salario, dei diritti e delle tutele;
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L'assunzione a
tempo indeterminato dei lavoratori precari (apprendisti e interinali);
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La salvaguardia della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro
attraverso il controllo operaio
sulla fabbrica e sui servizi sanitari di prevenzione;
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Via tutti i governi dei padroni, per un governo dei lavoratori, per il
socialismo!
PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA -
SEZIONE DI VENEZIA
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