Partito di Alternativa Comunista
Logo
Menu principale
Home Page
Politica italiana
Politica internazionale
Sindacato
Notizie locali
Il nostro giornale
teoria e formazione
Appuntamenti
Per ricevere le circolari
Per contattarci
Link
Fotografie
Chi Siamo
GADGETS

CLICCA QUI

PER L'ACQUISTO DI 

  GADGETS e LIBRI DEL

PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA

  cd5

 

Archivio Leon Trotsky
 
 
archivio trotsky

Simbolo del Partito di Alternativa Comunista

simbolo_pdac 

  simbolopermodulo

 

Documenti da scaricare


Supplementi speciali
sulla Crisi e sul Partito

 

sindacato e lavoro
 
 
Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale
logo lit-ci
 
Basta violenza contro le donne! PDF Stampa E-mail
giovedì 07 giugno 2007

Basta violenza contro le donne!

 

Susanna Sedusi

 

Le pagine di cronaca di quotidiani, giornali radio e telegiornali degli ultimi mesi hanno avuto come argomento costante eventi di inaudita violenza contro le donne. Stupri e omicidi i cui autori sono stati facilmente individuati dopo indagini durate qualche settimana. Episodi di estrema gravità che rappresentano la punta di un iceberg: la quotidiana violenza contro le donne.

 

Definita ginocidio dal movimento femminista degli anni '70 e da un recente saggio (D. Danna Genocidio. La violenza contro le donne nell'era globale, Ed. Eleuthera, 2007) di cui consiglio la lettura, la violenza contro le donne è stata anche oggetto di un'indagine effettuata dall'Istat e finanziata dal Ministero per i diritti e le Pari Opportunità nel 2006. La ricerca si è basata su interviste telefoniche ad un campione di 25 mila donne di età tra i 17 e i 70 anni residenti in tutto il territorio nazionale effettuate da gennaio ad ottobre del 2006. I risultati dell'indagine sono eclatanti, essi mostrano attraverso numeri e percentuali una condizione femminile di sopraffazione e paura.

 

I risultati delle ricerche

 

Ecco alcuni dati: sono stimate in 6 milioni 743 mila le donne fra i 17 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita (il 31,9% della classe di età considerata); negli ultimi 12 mesi il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1 milione 150 mila (5,4%); nel 96% dei casi le violenze non sono denunciate; i partner sono responsabili della maggioranza degli stupri; le violenze domestiche sono in maggioranza gravi; negli ultimi 12 mesi il 2,4% delle donne ha subito violenza in famiglia; solo il 18,2% delle donne che hanno subito violenza fisica o sessuale in famiglia considera la violenza subita un reato. La violenza fisica e sessuale è spesso associata alla violenza psicologica.

 

Alcune considerazioni

 

È innegabile che le donne nella nostra società contemporanea, in regime capitalista, siano oppresse e deboli, ragione che le espone ad atti di violenza gratuita. Il loro ingresso massiccio nel mondo del lavoro negli anni '70 portò con sé l'illusione che l'emancipazione delle donne potesse passare attraverso l'acquisizione di un'autonomia economica, attraverso l'apertura alla società e al superamento dell'isolamento dentro l'ambito familiare, attraverso la partecipazione alle lotte sindacali e politiche. Fu un'illusione perchè molte donne, pur prendendo coscienza di sé come individui portatori di diritti, come persone in grado di decidere per sé senza tutele, si ritrovarono a subire ingiustizie e sopraffazioni anche nel mondo del lavoro. Inoltre, come ognuna sa bene, finirono per subire un supersfruttamento dovuto al fatto di vedere raddoppiato il proprio carico di lavoro (la collaborazione dei partner maschili al lavoro domestico è purtroppo ancora una rarità).

 

L'ambito familiare

 

Ma è in famiglia che la violenza contro le donne si esprime nelle sue forme più violente. Il carattere nucleare della famiglia attuale, la forma "privata" che assumono le relazioni tra i suoi componenti, l'insufficiente rete di solidarietà sociale attorno ad essa rendono possibile lo sviluppo di comportamenti violenti e nascosti all'esterno. I soggetti deboli, donne e minori, subiscono maltrattamenti spesso ignorati da parenti e vicini di casa in omaggio alla sacralità dell'istituzione "famiglia", nucleo fondamentale su cui la società capitalistica è costruita e che, con la complicità dell'ideologia oppressiva delle varie religioni, esercita il controllo degli individui e in particolare delle donne, della loro sessualità e del loro ruolo riproduttivo. Le violenze subite non vengono considerate reato dalle stesse donne, la loro incapacità a reagire proviene direttamente dalla loro condizione di ricattabilità economica, esiste il divorzio nella legislazione borghese ma esso non viene spesso praticato per le condizioni materiali concrete in cui le donne si vengono a trovare: ancora una volta la condizione di classe determina il destino personale.

 

Un futuro di liberazione

 

La liberazione delle donne dall'oppressione e dalla violenza potrà fare passi in avanti con un miglioramento della legislazione e con le riforme sociali per le quali è necessario battersi quotidianamente; sappiamo però che le conquiste raggiunte nelle società borghesi possono, nelle fasi di riflusso delle lotte come l'attuale, essere rimesse in discussione e costringere i movimenti ad arretrare. Solo un cambiamento radicale della società, il superamento dell'attuale regime di produzione capitalista basato sullo sfruttamento della forza lavoro e sulla proprietà privata dei mezzi di produzione potrà produrre radicali trasformazioni nei rapporti tra i sessi e nelle relazioni familiari. Una effettiva uguaglianza tra uomo e donna potrà realizzarsi solamente quando l'unione matrimoniale (in senso largo) non sarà frutto di convenienze di classe o economiche ma si baserà esclusivamente sull'amore sessuale, quindi sulla libera scelta; ed essa continuerà ad essere tale se entrambi potranno contare sul fatto di potersi anche separare liberi dalla preoccupazione per la propria condizione materiale e per quella dei propri figli. Solo nella società socialista potremo realizzare una simile condizione.

 
Articoli correlati
Sottoscrizione

 Sostieni Alternativa Comunista

donando (in modo sicuro)

anche pochi euro

per aiutarci a costruire l'organizzazione

che serve per un'alternativa di società

paypall


 

Ultimi articoli
NEWS Progetto Comunista n33
  progetto  com 33
MODENA 28 GENNAIO

ORE15.00

presso

l'ISTITUTO STORICO

DELLA RESISTENZA

 

via CIRO MENOTTI  

incontro-dibattito

  modena28gennaio

CREMONA 21 GENNAIO

  
  
  
TROTSKY IN LIBRERIA

 PROGRAMMA DI TRANSIZIONE

Grazie a una coedizione Massari Editore

e Progetto comunista 

programma di transizione

CONGRESSO PDAC 2010

clicca qui per leggere

 

foto congresso primo piano

 

Abbonati subito a Progetto Comunista

 
abbonamento progetto 1


Sito realizzato con Joomla CMS realizzato sotto licenza GNU/GPL. Amministrazione. Sito in versione Alfa.