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Lotte degli insegnanti
No alla scuola di Fioroni!
Sempre più privata,
sempre più precaria
Fabiana Stefanoni
Mentre scriviamo, non passa
giorno che il ministro Fioroni non venga contestato da insegnanti e famiglie
per i recenti provvedimenti, che hanno drammaticamente accelerato lo
smantellamento della scuola pubblica in Italia e aggravato le condizioni di
vita e di lavoro degli insegnanti. Eppure, gli applausi al ministro non sono
mancati. Al meeting di Comunione e Liberazione di Rimini, è stato
ovviamente osannato. Queste le reazioni di uno dei presenti, Vittadini,
presidente della fondazione per la sussidiarietà: “Il ministro ha compiuto un
passaggio enorme, non un contentino ma la parità economica tra scuole statali e
non statali, e questa è per noi la linea Maginot, una novità epocale...” (Corriere
della Sera, 26 agosto). Le nefandezze che il ministro ci ha riservato in un
anno ricco di amare sorprese hanno fatto arrossire di vergogna la stessa
Moratti, che mai aveva osato spingersi tanto in là. L’arma più forte di Fioroni
è la concertazione: Cgil, Cisl e Uil, a fronte del più pesante attacco alla
scuola dell’ultimo decennio, non muovono un dito. Come se nulla fosse accaduto,
si limitano a fare le pulci al ministro, senza la minima intenzione di convocare
uno sciopero generale del settore.
Proviamo a riassumere l’opera
nefasta del ministro:
Parificazione di fatto delle scuole private di ogni ordine e grado:
non solo sono aumentati i contributi statali alle scuole private ma, per la
prima volta, verranno estesi anche alle scuole superiori: un regalone al
Vaticano, dato che la gran parte degli istituti privati sono cattolici e
gestiti dalla Chiesa. Inoltre, si annuncia la trasformazione degli stessi
istituti pubblici in “fondazioni”, con l’apertura ai finanziamenti da parte delle
aziende.
Pesantissimi tagli alla scuola pubblica: previsti dalla finanziaria
vecchia e annunciati nella nuova, si sono tradotti in una pesante riduzione
dell’organico. Sono stati tagliati in particolare molti posti nel sostegno, con
conseguenti disagi sia per le famiglie, sia per i precari, spesso costretti a
ripiegare sul sostegno a causa della mancanza di cattedre nelle altre classi di
concorso.
Aumento del numero massimo di studenti per classe: il numero
massimo è stato alzato a 33! (mentre Padoa Schioppa sogna classi di 40 alunni
sul modello coreano...). Le condizioni di lavoro per gli insegnanti sono sempre
più disagevoli: istituti fatiscenti, classi ingestibili. Con l’aumento del
numero di alunni per classe non si fa altro che aggravare il fenomeno del
cosiddetto bullismo. È inutile lanciare ipocrite battaglie contro il bullismo,
come fa il ministero, se poi si contribuisce a creare il terreno fertile perché
si diffonda!
Sempre più precarietà per gli insegnanti: gli insegnanti precari
devono in media attendere 15-20 anni prima dell’assunzione in ruolo. Le recenti
immissioni in ruolo, attese da anni, non sono servite ad assorbire nemmeno una
percentuale minima delle centinaia di migliaia di insegnanti precari. Ovvio: un
precario costa meno allo Stato, perché per quasi tre mesi all’anno non è
pagato! Non solo: con la decisione di trasformare le graduatorie in graduatorie
ad esaurimento, gli insegnanti che non sono ancora riusciti ad accedere ai
costosi corsi abilitanti a numero chiuso non potranno più iscriversi alle
graduatorie dei provveditorati! Questo significa che dovranno accontentarsi,
fino alla convocazione remota di eventuali nuovi concorsi, delle supplenze
brevi su chiamata degli istituti, con tutti i disagi connessi (pagamenti in
ritardo a volte di mesi, difficoltà di controllare le graduatorie, incertezza
lavorativa continua, mesi e mesi di disoccupazione).
La scuola è sempre più un’azienda: prendendo a pretesto la campagna
contro i presunti insegnanti “fannulloni” (oltre al danno la beffa, se
consideriamo che lo stipendio di un insegnante non è nemmeno sufficiente a
pagare l’affitto di un trilocale in una grande città!), Fioroni sta portando a
compimento la trasformazione delle scuole in aziende, dove il preside è un manager
che può decidere di sospendere un insegnante senza nemmeno sentire il parere
del collegio docenti!
È ora di dire basta! È ora di fermare lo smantellamento della scuola
pubblica! È ora di fermare gli attacchi ai lavoratori del governo Prodi! Anche
la scuola necessita subito di un grande sciopero generale, per dire no ai tagli
alla scuola pubblica, contro i finanziamenti statali alle scuole private, per
l’assunzione in ruolo di tutti i precari, per consistenti aumenti salariali,
per la riduzione del numero di alunni per classe!
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