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mercoledì 06 giugno 2007

Parlare male de Il Male

Pubblicata una raccolta del giornale satirico

 

Daniele Patelli

 

Cosa è stato Il Male? Una deflagrazione! Uno scoppio irriverente, maleducato, colto, raffinato che ha messo un forcone nella piaga purulenta della cattiva coscienza borghese ed ha scoperchiato la latrina della famiglia nucleare, ma soprattutto è stato un campo di volo dove i più grandi disegnatori satirici italiani hanno preso coscienza della loro capacità ed imparato a volare. La storia de Il Male è molto travagliata: appena uscito, nel 1978, viene subito sequestrato in tutte le edicole, così il primo numero, poi il secondo e così via; la motivazione è “oscenità”, per il gran numero di enormi falli maschili che costellano le pagine. Qualsiasi compagine avrebbe rinunciato, ma ve lo vedete ad esempio un Andrea Pazienza a rinunciare? Bene, esce un nuovo numero con il titolo: “in questo numero non c’è un cazzo!” ed era vero, per cui come sequestrarlo?

Poi altre vignette strepitose, dal falso numero dell’Unità in cui in pieno compromesso storico veniva scritto a caratteri cubitali “Basta con la Dc!” e i poveri pargoli della chiesa comunista prima ci credono ed esultano, poi scoprono la verità e gridano alla provocazione! In pratica in quegli anni qualsiasi testata più o meno nota veniva falsificata con titoli enormi, l’elenco è interminabile. Ovviamente il bersaglio preferito è la Chiesa Cattolica di cui vengono messe in piazza le contraddizioni, la malafede, la volontà di potere e di dominio, la distruzione delle coscienze e così via; ne voglio ricordare solo una: dopo l’annuncio di Giovanni Paolo I che “Dio è madre oltre che padre!” nel numero successivo appare un Dio piuttosto incazzato (con il triangolino in testa), che prende il papa, lo infila sotto al sottanone e grida: “ciuccia un po’ e dimmi se sa di latte!” e così via irriverendo. Oppure dopo la rivoluzione komeinista e la presa del potere degli ayatollah in Iran appare in prima pagina un enorme Allah e un Dio spaventato e piccolino con la scritta: “Allah è Grande, Dio un po’ meno”, le sghignazzate si sprecarono.

Ma non voglio solo ricordare le vignette, bisogna parlare anche delle difficoltà della redazione per così dire di mettere insieme il pranzo con la cena, i salti mortali per pubblicare, le continue denuncie per i più svariati motivi fino alla denuncia di contiguità con le Br durante il sequestro Moro; e qui bisogna fare un inciso: appare su tutti i giornali la foto di Moro in camicia sotto la bandiera a cinque punte, bene… Il Male la pubblica con un fumetto che esce dalla bocca di Moro con scritto: “scusate, abitualmente vesto Marzotto”, una famosa pubblicità dell’epoca. Apriti cielo! il giornale rischia la chiusura nonostante l’esplosione di vendite, ma in tutte le osterie e nei primissimi centri sociali (allora non si chiamavano così), la pagina è appesa. Poi che dire, ci sarebbe da parlare una vita, ma bisogna dire che Il Male è stato l’iniziatore della grande satira politica, ha oscurato Linus, è sceso fin nel fondo del marciume e lo ha mostrato trionfante, digrignando i denti, fedele fino alla fine al famoso slogan: “sarà una risata che vi seppellirà!”.

Ritengo che la nascita debba essere fatta risalire ai fatti del marzo ’77, sia a Bologna come a Roma e in tutta Italia; qui nascono diverse esperienze, i muri della città universitaria a Bologna sono istoriati di stupendi murales, i compagni del Movimento si dipingono la faccia, si chiamano “indiani metropolitani” e urlano di uscire dalle grigie sezioni di partito inaugurando la “festalotta”, insomma si può fare la rivoluzione divertendosi. Questo è il terreno dove germogliano e crescono i vari Paz, Wolinski, Pino Zac, Sandro Giustibelli, Roberto Perini, Franco Moretti e mi scusino tutti gli altri, ma bisogna ricordarli veramente tutti. E’ un clima in cui la creatività e la satira contro il potere assumono a dimensioni liriche, l’inventiva e le invenzioni colpiscono e sorprendono, non sai mai cosa aspettarti ed il risultato è sempre oltre le aspettative, così per anni un numero dopo l’altro fino a quando le difficoltà economiche e i rampanti anni ‘80 fermano le rotative in quel maledetto 1982, l’opera collettiva, gigantesca nella sua creatività, cresciuta nella condivisione si ferma.

Ma Il Male non era morto; nasceranno altre riviste che, comunque, seguiranno le orme e diversi disegnatori le costruiranno con fatica, ma ritengo senza quell’entusiasmo e quella spinta propulsiva; ma i risultati saranno comunque esaltanti, basta ricordare la saga su “Frigidaire” di Rank Xerox, il cyborg nato da una fotocopiatrice. Cos’è rimasto? Tantissimo: una scuola, una cultura, un lazzo ed un frizzo al Potere che lo disarmano e lo dissanguano, un odio feroce contro la borghesia “clericalfascista” e “clericalcomunista” mascherato da un sorriso, ma dietro il sorriso si affilava la falce.

 
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