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Friedricht Engels
L'origine della famiglia, della proprietà
privata e dello Stato
Una lettura fondamentale e ancora attuale
Pia Gigli
L'Origine, scritta più di un secolo fa
(1884), è un classico del marxismo e rappresenta ancora oggi un utile strumento
per affrontare in particolare il tema dell'oppressione della donna dal punto di
vista marxista.
Quest'opera
rappresenta la sintesi di studi che Engels e lo stesso Marx (Engels qui
riprende ed elabora alcuni appunti di Marx sull'opera di Morgan) condussero sulle
prime epoche della storia umana e sugli ordinamenti primitivi a partire dall'analisi
di Ancient society scritto nel 1877 dall'avvocato
e studioso di etnologia americano Lewis Henry Morgan. Nelle diverse edizioni dell'Origine, Engels arricchisce il materiale precedente con propri studi e
considerazioni sugli ordinamenti dei greci, dei romani, dei celti e dei
tedeschi.
L'interesse di
Engels e di Marx per l'opera di Morgan risiede nel fatto che egli, conducendo
le sue indagini secondo il metodo materialista, per la prima volta aveva messo
il luce che istituzioni come la famiglia, la proprietà privata e lo Stato non
estistevano nella preistoria, ma sorsero sulla base del mutamento dei rapporti
di produzione. Si conferma così il principio marxista secondo il quale le
istituzioni sociali non sono nè eterne nè immutabili, ma esistono in precisi
periodi storici e sono il risultato di precise condizioni socioeconomiche.
Engels riprende e
arricchisce lo schema "evoluzionista" tracciato da Morgan sulle epoche fondamentali
dello sviluppo umano basate sul progresso della produzione dei mezzi di
sussistenza: lo Stato selvaggio (approssimativamente paleolitico), periodo
della caccia e della raccolta nel quale non esisteva la proprietà privata, nè
eccedenze di beni; la
Barbarie (neolitico), epoca dell'agricoltura nella quale si
produce un'eccedenza di prodotti che permette a una parte della popolazione di
dedicarsi all'addomesticamento e all'allevamento, alla tessitura, alla
fabbricazione di arnesi e di ceramiche; la Civiltà caratterizzata dallo sviluppo della
metallurgia, l'invenzione della scrittura, i primi insediamenti urbani e, nel
periodo superiore, la formazione delle classi economiche e la nascita degli
stati con i relativi apparati.
Engels dimostrò i
mutamenti economici e sociali avvenuti nel corso di questo lungo periodo ed
ebbe il merito di individuare, nel passaggio dalla Barbarie alla Civiltà, i
meccanismi sociali che furono alla base dell'appropriazione delle ricchezze e
del relativo sfruttamento di classe con l'avvento della proprietà privata e,
parallelamente, dell'oppressione della donna nella famiglia monogamica.
Rispetto all'origine
dell'istituzione famigliare, le forme più antiche citate da Engels (Stato
selvaggio e primo stadio della Barbarie) riguardano la "famiglia di gruppo" e
la "famiglia di coppia" che - a dispetto del nome, non hanno nulla a che vedere
con la famiglia comunemente intesa - man mano evolvono verso la famiglia
patriarcale monogamica. In queste forme più antiche è riconosciuta la discendenza
per via materna e i rapporti ereditari sono matriarcali (madre, figli,
fratelli). Da ciò deriverebbe la costituzione della gens (clan) come comunità derivata, organizzata in tribù. In questa
comunità ad amministrazione di tipo "comunista" il ruolo della donna è
centrale: essa è rispettata come madre, domina la casa, vive una condizione di
libertà e svolge un ruolo determinante nell'elezione e destituzione dei capi e
nelle decisioni assembleari. Il passaggio dalla "famiglia di gruppo" alla
"famiglia di coppia" vede un restringimento degli accoppiamenti in direzione
della monogamia, determinato originariamente dalle stesse donne (Bachofen) a
causa dell'aumento della popolazione, della perdita di spontaneità nei rapporti
sessuali, della dissoluzione del "comunismo" antico. Nell'ambito della comunità
la coppia passa dalle semplici relazioni sessuali, alla coabitazione presso i
parenti materni della donna, l'uomo viene man mano riconosciuto come marito
della donna e poi padre dei suoi figli. Engels individua la selezione naturale
come forza motrice di queste sempre "più vaste esclusioni dalla comunanza
coniugale".
Nuove spinte sociali
entrarono poi in azione per far emergere una nuova forma familiare: la famiglia
patriarcale. Nel Vecchio Mondo l'addomesticamento e l'allevamento crearono
ricchezza in eccedenza che dapprima apparteneva alla gens, ma in seguito prese piede la proprietà privata. L'aumento
delle ricchezze rafforzò la posizione dell'uomo nella famiglia fino a
rovesciare in favore dei suoi figli, l'ordine di successione che prima era
matrilineare. A tal proposito Engels scrive: "Il rovesciamento del matriarcato
segnò la sconfitta di importanza storica
generale del sesso femminile". La posizione della donna risulta così
degradata ed essa assume esclusivamente il ruolo legato alla procreazione. La
nuova forma di famiglia fu caratterizzata dalla patria potestas e dalla schiavitù: occorreva infatti nuova forza
lavoro che badasse alle proprietà.
Motivazioni legate
alla nascita della proprietà privata e alla necessità di garantire la
trasmissione dei beni paterni ai figli, fecero acquisire definitivamente
l'istituto della monogamia, ma, si badi bene, solo per la donna. Il vincolo
coniugale poteva essere sciolto soltanto dall'uomo che poteva ripudiare la moglie,
le donne erano ridotte a proprietà e completamente subordinate al loro signore.
Si mostra così, come cosa nuova, tutta la conflittualità tra i sessi e, a
questo proposito Engels cita il seguente passo dell'Ideologia tedesca scritta insieme a Marx: "La prima divisione del lavoro è quella tra uomo e donna nella
procreazione dei figli" e poi Engels aggiunge: "il primo conflitto di classe
che si presenta nella storia coincide con lo svilupparsi dell'antagonismo tra
uomo e donna nella monogamia, e la prima oppressione di classe con quella
esercitata dal sesso maschile su quello femminile. La monogamia fu un grande
progresso storico, ma essa inaugura in pari tempo, accanto alla schiavitù e
alla proprietà privata, quell'epoca, che dura ancor oggi, in cui ogni progresso
è al tempo stesso un regresso relativo, in cui il benessere e lo sviluppo dell'uno si compie tramite il dominio e la
repressione dell'altro. Essa è la
forma molecolare della società civile, e vi possiamo già studiare la natura
degli antagonismi e delle contraddizioni che pervengono ad un pieno
dispiegamento nella civiltà".
Engels pose inoltre
l'accento sul carattere privatistico del servizio reso dalla famiglia
patriarcale e monogamica, dove la donna è serva ed esclusa dalla produzione
sociale, a differenza dell'amministrazione domestica di tipo "comunista" che
rivestiva un carattere di necessità pubblica nella divisione del lavoro con
l'uomo, al quale spettava il compito di procurare il cibo.
La "forma molecolare
della società civile" definita da Engels, sopravvive nel "nucleo familiare" della
moderna società capitalista che si fonda sulla schiavitù mascherata della
donna. Infatti egli coglie, pur nella possibilità di riacquisire da parte delle
donne un ruolo pubblico nella moderna società industriale, la contraddizione
del doppio lavoro, domestico (privato) e nella produzione sociale. Engels
ritiene che le premesse per la liberazione della donna siano il suo totale
inserimento nella "pubblica industria" e l'equiparazione dei diritti giuridici
tra uomo e donna a cui si deve necessariamente accompagnare l'eliminazione
della famiglia monogamica come unità economica della società.
Quest'opera di
Engels individua le reali cause storiche che hanno dato origine all'oppressione
della donna. Essa nasce dalle stesse specifiche condizioni economiche che hanno
dato origine alla società di classe e alla proprietà privata, fenomeni
transitori nella storia dell'umanità che la rivoluzione socialista spazzerà
via, e con essi l'oppressione e la degradazione della donna.
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