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L'origine della famiglia, della proprietà  privata e dello Stato PDF Stampa E-mail
mercoledì 06 giugno 2007

Friedricht Engels

L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato

Una lettura fondamentale e ancora attuale

 

Pia Gigli

 

L'Origine, scritta più di un secolo fa (1884), è un classico del marxismo e rappresenta ancora oggi un utile strumento per affrontare in particolare il tema dell'oppressione della donna dal punto di vista marxista.

Quest'opera rappresenta la sintesi di studi che Engels e lo stesso Marx (Engels qui riprende ed elabora alcuni appunti di Marx sull'opera di Morgan) condussero sulle prime epoche della storia umana e sugli ordinamenti primitivi a partire dall'analisi di Ancient society scritto nel 1877 dall'avvocato e studioso di etnologia americano Lewis Henry Morgan. Nelle diverse edizioni dell'Origine, Engels arricchisce il materiale precedente con propri studi e considerazioni sugli ordinamenti dei greci, dei romani, dei celti e dei tedeschi.

L'interesse di Engels e di Marx per l'opera di Morgan risiede nel fatto che egli, conducendo le sue indagini secondo il metodo materialista, per la prima volta aveva messo il luce che istituzioni come la famiglia, la proprietà privata e lo Stato non estistevano nella preistoria, ma sorsero sulla base del mutamento dei rapporti di produzione. Si conferma così il principio marxista secondo il quale le istituzioni sociali non sono nè eterne nè immutabili, ma esistono in precisi periodi storici e sono il risultato di precise condizioni socioeconomiche.

Engels riprende e arricchisce lo schema "evoluzionista" tracciato da Morgan sulle epoche fondamentali dello sviluppo umano basate sul progresso della produzione dei mezzi di sussistenza: lo Stato selvaggio (approssimativamente paleolitico), periodo della caccia e della raccolta nel quale non esisteva la proprietà privata, nè eccedenze di beni; la Barbarie (neolitico), epoca dell'agricoltura nella quale si produce un'eccedenza di prodotti che permette a una parte della popolazione di dedicarsi all'addomesticamento e all'allevamento, alla tessitura, alla fabbricazione di arnesi e di ceramiche; la Civiltà caratterizzata dallo sviluppo della metallurgia, l'invenzione della scrittura, i primi insediamenti urbani e, nel periodo superiore, la formazione delle classi economiche e la nascita degli stati con i relativi apparati.

Engels dimostrò i mutamenti economici e sociali avvenuti nel corso di questo lungo periodo ed ebbe il merito di individuare, nel passaggio dalla Barbarie alla Civiltà, i meccanismi sociali che furono alla base dell'appropriazione delle ricchezze e del relativo sfruttamento di classe con l'avvento della proprietà privata e, parallelamente, dell'oppressione della donna nella famiglia monogamica.

Rispetto all'origine dell'istituzione famigliare, le forme più antiche citate da Engels (Stato selvaggio e primo stadio della Barbarie) riguardano la "famiglia di gruppo" e la "famiglia di coppia" che - a dispetto del nome, non hanno nulla a che vedere con la famiglia comunemente intesa - man mano evolvono verso la famiglia patriarcale monogamica. In queste forme più antiche è riconosciuta la discendenza per via materna e i rapporti ereditari sono matriarcali (madre, figli, fratelli). Da ciò deriverebbe la costituzione della gens (clan) come comunità derivata, organizzata in tribù. In questa comunità ad amministrazione di tipo "comunista" il ruolo della donna è centrale: essa è rispettata come madre, domina la casa, vive una condizione di libertà e svolge un ruolo determinante nell'elezione e destituzione dei capi e nelle decisioni assembleari. Il passaggio dalla "famiglia di gruppo" alla "famiglia di coppia" vede un restringimento degli accoppiamenti in direzione della monogamia, determinato originariamente dalle stesse donne (Bachofen) a causa dell'aumento della popolazione, della perdita di spontaneità nei rapporti sessuali, della dissoluzione del "comunismo" antico. Nell'ambito della comunità la coppia passa dalle semplici relazioni sessuali, alla coabitazione presso i parenti materni della donna, l'uomo viene man mano riconosciuto come marito della donna e poi padre dei suoi figli. Engels individua la selezione naturale come forza motrice di queste sempre "più vaste esclusioni dalla comunanza coniugale".

Nuove spinte sociali entrarono poi in azione per far emergere una nuova forma familiare: la famiglia patriarcale. Nel Vecchio Mondo l'addomesticamento e l'allevamento crearono ricchezza in eccedenza che dapprima apparteneva alla gens, ma in seguito prese piede la proprietà privata. L'aumento delle ricchezze rafforzò la posizione dell'uomo nella famiglia fino a rovesciare in favore dei suoi figli, l'ordine di successione che prima era matrilineare. A tal proposito Engels scrive: "Il rovesciamento del matriarcato segnò la sconfitta di importanza storica generale del sesso femminile". La posizione della donna risulta così degradata ed essa assume esclusivamente il ruolo legato alla procreazione. La nuova forma di famiglia fu caratterizzata dalla patria potestas e dalla schiavitù: occorreva infatti nuova forza lavoro che badasse alle proprietà.

Motivazioni legate alla nascita della proprietà privata e alla necessità di garantire la trasmissione dei beni paterni ai figli, fecero acquisire definitivamente l'istituto della monogamia, ma, si badi bene, solo per la donna. Il vincolo coniugale poteva essere sciolto soltanto dall'uomo che poteva ripudiare la moglie, le donne erano ridotte a proprietà e completamente subordinate al loro signore. Si mostra così, come cosa nuova, tutta la conflittualità tra i sessi e, a questo proposito Engels cita il seguente passo dell'Ideologia tedesca scritta insieme a Marx: "La prima divisione del lavoro è quella tra uomo e donna nella procreazione dei figli" e poi Engels aggiunge: "il primo conflitto di classe che si presenta nella storia coincide con lo svilupparsi dell'antagonismo tra uomo e donna nella monogamia, e la prima oppressione di classe con quella esercitata dal sesso maschile su quello femminile. La monogamia fu un grande progresso storico, ma essa inaugura in pari tempo, accanto alla schiavitù e alla proprietà privata, quell'epoca, che dura ancor oggi, in cui ogni progresso è al tempo stesso un regresso relativo, in cui il benessere e lo sviluppo dell'uno si compie tramite il dominio e la repressione dell'altro. Essa è la forma molecolare della società civile, e vi possiamo già studiare la natura degli antagonismi e delle contraddizioni che pervengono ad un pieno dispiegamento nella civiltà".

Engels pose inoltre l'accento sul carattere privatistico del servizio reso dalla famiglia patriarcale e monogamica, dove la donna è serva ed esclusa dalla produzione sociale, a differenza dell'amministrazione domestica di tipo "comunista" che rivestiva un carattere di necessità pubblica nella divisione del lavoro con l'uomo, al quale spettava il compito di procurare il cibo.

La "forma molecolare della società civile" definita da Engels, sopravvive nel "nucleo familiare" della moderna società capitalista che si fonda sulla schiavitù mascherata della donna. Infatti egli coglie, pur nella possibilità di riacquisire da parte delle donne un ruolo pubblico nella moderna società industriale, la contraddizione del doppio lavoro, domestico (privato) e nella produzione sociale. Engels ritiene che le premesse per la liberazione della donna siano il suo totale inserimento nella "pubblica industria" e l'equiparazione dei diritti giuridici tra uomo e donna a cui si deve necessariamente accompagnare l'eliminazione della famiglia monogamica come unità economica della società.

Quest'opera di Engels individua le reali cause storiche che hanno dato origine all'oppressione della donna. Essa nasce dalle stesse specifiche condizioni economiche che hanno dato origine alla società di classe e alla proprietà privata, fenomeni transitori nella storia dell'umanità che la rivoluzione socialista spazzerà via, e con essi l'oppressione e la degradazione della donna.

 

 
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