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Questione Rom: integrazione o repressione? PDF Stampa E-mail
mercoledì 06 giugno 2007

Questione Rom: integrazione o repressione?

L’ipocrisia buonista del centrosinistra si scontra con la realtà

 

Enrica Franco

 

Dopo l’entrata nell’Unione Europea di Romania e Bulgaria il razzismo nei confronti delle popolazioni rom ha avuto una brusca impennata dovuta alle spregevoli campagne xenofobe dei principali governi dell’Ue, che vaneggiavano circa un’orda di rom pronti a invadere l’Europa.

In Italia abbiamo due recenti esempi eccellenti di “tolleranza zero” ed entrambi provengono da Giunte di centro-sinistra: parliamo della città di Roma e della provincia di Milano.

 

A Roma…

 

Veltroni è appena rientrato trionfante dal suo viaggio in Romania dove ha finanziato l’apertura di un “centro d’accoglienza” per giovani delinquentelli acciuffati in Italia che potranno così essere allontanati dalle loro famiglie e rispediti dritti dritti in Romania. Inoltre ha anche ottenuto dal governo romeno ulteriori agevolazioni per l’apertura di nuove aziende italiane; grazie alla delocalizzazione infatti gli imprenditori nostrani potranno assumere manodopera a basso costo senza alcuna tutela sindacale e allo stesso tempo, secondo Veltroni, eviteremo che i romeni vengano a cercare lavoro in Italia! Il progetto veltroniano non si ferma qui: a Roma sono ormai in cantiere i “villaggi della solidarietà”, cioè degli accampamenti lontanissimi dalla “Roma bene” intorno ai quali ci sarà una presenza costante e capillare delle forze dell’ordine pronti a rispedire in Romania qualsiasi minorenne colto in flagrante mentre chiede l’elemosina (l’accattonaggio in Italia non è reato, lo è lo sfruttamento degli adulti che mandano in strada i minorenni, ma allora perché punire i minori con il rimpatrio forzato?).

 

…ed a Milano

 

Nella provincia milanese la situazione è, se possibile, ancora più grave: secondo Penati la delinquenza degli stranieri al Nord è una piaga paragonabile alla mafia per il Sud! La soluzione però è semplice: cacciare i rom e istituire l’ingresso a numero chiuso, ci sarà posto quindi per circa 2.000-2.500 rom a fronte dei circa 6.000 oggi presenti sul territorio. Per sgomberare gli insediamenti Penati ha pensato bene che sarà necessario sovvenzionare le forze dell’ordine con ben 4 milioni di euro. Il consiglio provinciale ha già stanziato un milione di euro, con il voto anche di Rifondazione Comunista. La delibera sulla sicurezza votata all’unanimità dalla Giunta provinciale aveva creato qualche malumore nei partiti della “sinistra radicale” (Prc, Pdci e Verdi) che però sono subito rientrati nei ranghi di fronte alla minaccia di perdere le deleghe. In tutto questo chi paga le conseguenze sono soltanto i rom, costretti a subire sgomberi forzati, rimpatri, umiliazioni come il sequestro degli strumenti musicali e discriminazioni di ogni genere. L’unica soluzione a tutto questo sarebbe iniziare una vera integrazione, a partire dalla possibilità di ottenere un lavoro dignitoso e una casa. Ma è davvero possibile in questo tipo di società? I fatti sembrano parlare da soli…

 
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