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Questione Rom: integrazione o repressione?
L’ipocrisia buonista
del centrosinistra si scontra con la realtà
Enrica Franco
Dopo l’entrata nell’Unione Europea di Romania e Bulgaria il
razzismo nei confronti delle popolazioni rom ha avuto una brusca impennata
dovuta alle spregevoli campagne xenofobe dei principali governi dell’Ue, che vaneggiavano
circa un’orda di rom pronti a invadere l’Europa.
In Italia abbiamo due recenti esempi eccellenti di “tolleranza
zero” ed entrambi provengono da Giunte di centro-sinistra: parliamo della città
di Roma e della provincia di Milano.
A Roma…
Veltroni è appena rientrato trionfante dal suo viaggio in
Romania dove ha finanziato l’apertura di un “centro d’accoglienza” per giovani
delinquentelli acciuffati in Italia che potranno così essere allontanati dalle
loro famiglie e rispediti dritti dritti in Romania. Inoltre ha anche ottenuto dal
governo romeno ulteriori agevolazioni per l’apertura di nuove aziende italiane;
grazie alla delocalizzazione infatti gli imprenditori nostrani potranno
assumere manodopera a basso costo senza alcuna tutela sindacale e allo stesso
tempo, secondo Veltroni, eviteremo che i romeni vengano a cercare lavoro in
Italia! Il progetto veltroniano non si ferma qui: a Roma sono ormai in cantiere
i “villaggi della solidarietà”, cioè degli accampamenti lontanissimi dalla “Roma
bene” intorno ai quali ci sarà una presenza costante e capillare delle forze
dell’ordine pronti a rispedire in Romania qualsiasi minorenne colto in flagrante
mentre chiede l’elemosina (l’accattonaggio in Italia non è reato, lo è lo
sfruttamento degli adulti che mandano in strada i minorenni, ma allora perché
punire i minori con il rimpatrio forzato?).
…ed a Milano
Nella provincia milanese la situazione è, se possibile,
ancora più grave: secondo Penati la
delinquenza degli stranieri al Nord è una piaga paragonabile alla mafia per il
Sud! La soluzione però è semplice: cacciare i rom e istituire l’ingresso a numero
chiuso, ci sarà posto quindi per circa 2.000-2.500 rom a fronte dei circa 6.000
oggi presenti sul territorio. Per sgomberare gli insediamenti Penati ha pensato
bene che sarà necessario sovvenzionare le forze dell’ordine con ben 4 milioni
di euro. Il consiglio provinciale ha già stanziato un milione di euro, con il
voto anche di Rifondazione Comunista. La delibera sulla sicurezza votata all’unanimità
dalla Giunta provinciale aveva creato qualche malumore nei partiti della “sinistra
radicale” (Prc, Pdci e Verdi) che però sono subito rientrati nei ranghi di
fronte alla minaccia di perdere le deleghe. In tutto questo chi paga le
conseguenze sono soltanto i rom, costretti a subire sgomberi forzati, rimpatri,
umiliazioni come il sequestro degli strumenti musicali e discriminazioni di
ogni genere. L’unica soluzione a tutto questo sarebbe iniziare una vera
integrazione, a partire dalla possibilità di ottenere un lavoro dignitoso e una
casa. Ma è davvero possibile in questo tipo di società? I fatti sembrano
parlare da soli…
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