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Tfr: non finisce qui! PDF Stampa E-mail
mercoledì 06 giugno 2007

Tfr: non finisce qui!

 

Il 30 giugno per i lavoratori del settore privato è scaduto il termine per decidere la destinazione del proprio Trattamento di Fine Rapporto (Tfr). Stando ai primi dati parziali diffusi dal Ministero del Lavoro il 30-40% dei lavoratori avrebbe deciso di investirlo nei fondi pensione, il 10% non avrebbe effettuato alcuna scelta cadendo così nella trappola del silenzio-assenso, e almeno il 50-60% avrebbe deciso di mantenerlo in azienda.

Si tratta di dati che, nonostante le energie investite, hanno deluso il padronato: lo stesso ministro Damiano ci ha infatti ricordato l’enormità di questa campagna (“…oltre 7.000 spot sulle televisioni e più di 30.000 sulle radio, annunci pubblicati sistematicamente sulla stampa, affissioni nelle principali citta' e stazioni ferroviarie - ha ricordato il ministro - realizzazione di brochure esplicative, circa 143.000 chiamate ricevute al centro di contatto 800.196.196 ed un sito internet interamente dedicato alla riforma della previdenza complementare...”). E c’è dell’altro: la propaganda a favore dei fondi pensione è stata fatta tra i lavoratori da Cgil, Cisl e Uil, che hanno investito fior di quattrini in questa campagna ed ora non vedono l’ora di sedersi al tavolo dei consigli di amministrazione dei fondi pensione, dove avranno modo di rifarsi ampiamente dei soldi spesi in questi mesi
La lotta generale contro la politica previdenziale di questo governo si approfondirà in autunno: la partita è infatti ancora tutta da giocare nel pubblico impiego e per quanto riguarda altri aspetti della riforma delle pensioni. Non solo: la trappola del silenzio-assenso continuerà a minacciare i nuovi assunti e i tanti lavoratori precari che rinnovano il contratto presso la stessa azienda. Per parte nostra continueremo nel lavoro di costruzione di comitati, continueremo a fare controinformazione, e non ci stancheremo di ripetere ai lavoratori che a fronte di un attacco così grave l’unica risposta all’altezza della situazione potrà essere un grande sciopero generale contro il governo!

 

 
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