IL GIARDINIERE DI
PRODI
Turigliatto e Sinistra Critica
salvano il governo
di Francesco
Ricci
La Finanziaria anti-operaia del governo
Prodi è stata approvata dal Senato.
La responsabilità primaria della
prosecuzione delle politiche contro i lavoratori, i giovani disoccupati e
precari, gli immigrati, delle politiche di guerra coloniale dell'imperialismo
italiano, ricade in primo luogo sulle forze della cosiddetta Sinistra, cioè i
quattro partiti socialdemocratici (Prc, Pdci, Verdi e Sinistra Democratica) che
sostengono il governo in parlamento e si adoperano, insieme alle burocrazie
sindacali, perché le sue politiche non trovino un'opposizione di massa nelle
piazze.
Ma a questa responsabilità primaria si aggiunge il ruolo di quelle
organizzazioni e gruppi e dei loro parlamentari (definiti del tutto
ingiustificatamente come "ribelli") che continuano ad annunciare una
"opposizione" che nei fatti non praticano.
In questo campo si distingue Sinistra
Critica di Turigliatto e Cannavò. Questo gruppo, che da mesi ha annunciato una
scissione da Rifondazione per dare vita a una "costituente anticapitalista" e
che organizzerà a dicembre una assemblea nazionale su questo tema, in realtà ha
fino ad oggi votato o comunque sostenuto in parlamento il governo.
Ha votato l'anno scorso,
criticandola, la prima Finanziaria "lacrime e sangue" di Prodi. Ha
votato, criticandoli, i Dodici punti con cui Prodi ha rilanciato le sue
politiche anti-operaie e le missioni militari. Ha poi proseguito -pur
continuando a criticare e a lanciare proclami di "ribellione" sui
giornali- ad alternare voti a favore e astensioni su ogni singola misura del
governo (dal Dpef in poi).
Oggi il senatore di Sinistra Critica ha
espresso una "non partecipazione al voto" al Senato. E' importante chiarire che
questo voto, oltre a non essere politicamente (come è evidente) un voto di
opposizione, equivale (per le modalità di calcolo del Senato) a un voto a
favore del governo. Difatti il voto di chi "non partecipa al voto" (a
differenza persino dell'astensione) è sottratto dal calcolo del quorum
necessario alla maggioranza per vincere. Risultano perciò false le dichiarazioni
di Sinistra Critica che proclama di "non aver sostenuto la Finanziaria". Ed è
talmente falso che tutta la stampa borghese che sostiene il governo ha
apprezzato il voto di Turigliatto come un voto di mancata opposizione,
annoverandolo come una cosa che non disturba il governo facilitando il varo
della Finanziaria.
Per parte nostra non ci aspettavamo nulla di diverso
dai dirigenti di Sinistra Critica, che per anni hanno sostenuto la fase
"movimentista" di Bertinotti che, come era chiaro a noi e a tanti, preparava il
terreno alla fase governista. E' grave e ingiustificabile però che Sinistra
Critica continui a presentarsi anche nel movimento che sta costruendo
l'opposizione a Prodi (la manifestazioni del 9 giugno e le prossime a Vicenza)
come una forza "di opposizione". Non solo: è paradossale che con una notevole faccia tosta i dirigenti di Sinistra Critica proprio
nei giorni scorsi abbiano criticato il Prc perché ha sostenuto in parlamento il
prossimo G8 mentre sabato parteciperà alla manifestazione di Genova.
Vorremmo che Turigliatto e Cannavò ci
spiegassero in cosa consiste la differenza tra loro e il Prc. In parlamento nei mesi scorsi hanno criticato il governo
esprimendo però un sostegno alternato, in un misto di astensioni e assenze,
senza mai scegliere una linea di opposizione; oggi hanno espresso un voto
critico che equivale a un sostegno; eppure si presenteranno alle
prossime manifestazioni vestendo gli abiti di forza "di opposizione". E' sotto
questa cappa di ambiguità che nasce questa "costituente anticapitalista":
talmente "anticapitalista" da non riuscire nemmeno a votare contro la
Finanziaria di un governo imperialista!
I lavoratori che hanno sostenuto senza
paure il No (non una critica) al referendum sul welfare nelle scorse
settimane; i giovani e i militanti che sono scesi in piazza in questi mesi
contro la guerra e le politiche di precarietà del governo (non limitandosi a
criticare); gli immigrati che quindici giorni fa hanno invaso (nel
silenzio della stampa) le vie di Roma schierando i loro corpi (altro che
critica!) contro le politiche razziste di Amato e Ferrero, sanno, noi
tutti sappiamo, che l'opposizione di cui c'è bisogno è quella vera, che si
esprime in primo luogo nelle fabbriche e nelle piazze e che anche nelle aule
della democrazia delle casseforti non abbia paura di esprimere una posizione
netta, chiara. Non solo una critica.
Quanto a Turigliatto, qualche
mese fa ha approfittato dello spazio giornalistico per informarci diffusamente
del suo desiderio di ritirarsi a curare le rose. Dopo l'aiuto fondamentale che
ha offerto oggi al governo, un ruolo di giardiniere nel parco di casa Prodi se
lo è meritato.
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