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Costa Rica, dopo il referendum: la lotta non è finita PDF Stampa E-mail
lunedì 12 novembre 2007

Dopo il referendum: la lotta non è finita

Mas (Costa Rica)

 

Pubblichiamo di seguito un testo prodotto dai compagni del Mas (Movimento al Socialismo), sezione della Lit in Costa Rica, sull’esito del Referendum sul Trattato di Libero Commercio. Il voto è stato preceduto da straordinarie mobilitazioni in tutto il Paese, su cui spicca la gigantesca mobilitazione del 30 settembre che ha visto la presenza di 150 mila manifestanti (in un Paese di meno di 4 milioni di abitanti!).

Costa Rica era l'unico Paese centroamericano a non avere ancora aderito al Trattato, e a seguito della grandissima mobilitazione popolare il governo presieduto da Oscar Arias è stato costretto a concedere lo strumento referendario (cosa mai accaduta in precedenza per gli altri Paesi aderenti: Guatemala, El Salvador, Honduras e Repubblica Dominicana).
La consultazione per la verità si è svolta in maniera assolutamente scandalosa: le denunce di irregolarità nel processo di votazione sono arrivate da numerose città in tutto il Paese. Alcune foto mostrano guardie di sicurezza armate pagate dal fronte del Sì per intimidire chi si recavano alle urne; sedi del comitato per il No sono state fatte oggetto di lancio di pietre; e non sono mancate persino aggressioni fisiche ai danni dei sostenitori del No.
Nonostante questo e una campagna di disinformazione di massa senza precedenti il Sì ha vinto comunque con solo il 51,69% dei voti.

(nota e traduzione a cura di Davide Margiotta)

 

 

Il risultato del referendum non è valido e ora siamo più forti

Il risultato del referendum dello scorso 7 Ottobre per decidere se ratificare o meno il Trattato di Libero Comercio tra centroamerica, Repubblica Domenicana e Stati Uniti non è valido.
Ancora una volta, politici e  padroni hanno manipolato i poteri dello Stato, trovando seguito in alcuni magistrati che si sono prestati al loro gioco (come nel caso del verdetto sulla rielezione e in molti altri in cui sono andati contro la Legge e la stessa Costituzione*).

 

Alcune delle irregolarità commesse durante il referendum sono:

1-     la intromissione diretta del Governo statunitense con la minaccia  di eleminare l'Iniciativa de la Cuenca Caribe (che permette al Costa Rica di esportare merci negli Usa senza pagare dazi, ndr), impedendo agli oppositori del trattato di replicare alle sue menzogne e falsità.

2-     La intromissione della catena statunitense CNN con interviste e commenti durante la tregua elettorale, impedendo di poter ribattere alle sue false argomentazioni.

3-     La violazione della tregua da parte dei mezzi di comunicazione nazionali, chiaramente schierati per l'approvazione del Trattato, che hanno emesso una serie di "interviste" e "notizie" faziose, senza dare spazio a chi si opponeva al trattato. Un chiaro esempio è che durante tutta la campagna si sia dato spazio unicamente ai fratelli Arias (presidente della Repubblica e Primo ministro, ndr), che appoggiavano la posizione del governo statunitense.

4-     Le minacce ai lavoratori e alle lavoratrici del settore privato, ai quali è stato detto che se non avrebbero approvato il TLC si sarebbero ritrovati senza lavoro, usando il ricatto che le loro imprese si sarebbero trasferite in altri Paesi. Nelle coltivazioni di banane e ananas i sostenitori del No sono stati minacciati, e i lavoratori e le lavoratrici sono stati vigilati perchè votassero a favore del TLC.

5-     Le centinaia di denunce per irregolarità durante la campagna per la votazione. Ad esempio, gente che si recava a votare e trovava già apposta la propria firma sul registro elettorale.

6-     La compra dei voti da parte dei sostenitori del Sì che si sono approfittati delle difficoltà economiche degli strati poveri della popolazione.

7-     L'utilizzo di fondi pubblici da parte del governo di Arias per sostenere il Si (denuncia presentata dall'Upins, il Sindacato degli impiegati dell'Istituto Nazionale delle Assicurazioni).

8-     La complicità del Tribunale Supremo Elettorale, che ha permesso che tutte queste anomalie si realizzassero sotto i suoi occhi senza prendere alcun provvedimento al riguardo.

 

Il fatto che nonostante condizioni altamente diseguali, abbiamo guadagnato il 48% dei votanti e siamo riusciti a costruire un movimento di opposizione al TLC molto organizzato e variegato, come si è dimostrato il 30 settembre, quando c'è stata la mobilitazione più grande della nostra storia, è un fatto di grande importanza.
L'opposizione al TLC è oggi molto più grande e meglio organizzata che non durante la campagna per il Referendum. Centinaia di comitati patriottici sono la migliore prova di esso.

 

 

*Ci si riferisce all'elezione a Presidente della Repubblica di Oscar Arias, ex-premio Nobel per la Pace e candidato di Liberaciò Nacional, avvenuta lo scorso anno.
Arias era già stato Presidente tra il 1986 ed il 1990 e per potere ricandidarsi è riuscito a far cambiare la Costituzione, che vietava una rielezione.
Arias sta portando Costa Rica verso un'economia spiccatamente liberista, aprendo il mercato interno ai settori che ancora erano protetti dallo Stato, come sanità e telecomunicazioni.

 
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