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Prime prove elettorali per il PdAC PDF Stampa E-mail
mercoledì 16 maggio 2007

Prime prove elettorali per il PdAC

Cosa ci dice l'esperienza di Latina

 

Ruggero Mantovani

 

Mentre al ballottaggio si sono confrontati il sindaco uscente, riconfermato, Vincenzo Zaccheo di An e il candidato dell'Unione Maurizio Mansutti, che ha ottenuto al primo turno solo il 22%, grazie, paradossalmente, all'affermazione della lista civica del candidato a sindaco Fabrizio Cirilli, consigliere regionale fuoriuscito da An, il PdAC chiude la sua campagna per le amministrative a Latina con un bilancio positivo: 723 voti (pari allo 0,91%) e 501 voti di lista.
Un risultato entusiasmante per una lista con una forte connotazione di classe (31 candidati tra operai, lavoratori precari, donne, giovani e pensionati) che all'atto della sottoscrizione aveva raccolto 541 firme.
Una campagna elettorale intensa ha definitivamente imposto il PdAC nel quadro politico e sociale di Latina, ha permesso al partito di moltiplicare i contatti con giovani, lavoratori e precari e di raccogliere attestati di stima e di simpatia. Sul piano del risultato elettorale il PdAC ha superato i Verdi (606 voti) ed è stato distanziato da Rifondazione Comunista solo per un centinaio di voti, divenendo, per la città e i mass media, il partito della sinistra "inossidabile", della sinistra "coerente" indipendente dai due poli. Lo scontro con le forze del bipolarismo borghese sul terreno politico e strategico è avvenuto sulla base di un programma elettorale caratterizzato da un forte impianto transitorio e propagandato con rivendicazioni e parole d'ordine popolari e comprensibili.
Proprio smascherando il contenuto di classe delle politiche realizzate dal centrodestra e quelle avanzate dall'Unione in una logica di pura alternanza (opere infrastrutturali ad esclusivo interesse del capitale commerciale e industriale; nuovo cemento e affari; privatizzazione dell'ospedale cittadino, dei servizi sociali, una politica reazionaria sul terreno della sicurezza sociale, ecc), abbiamo avanzato alcune rivendicazioni programmatiche legate alla condizione materiale delle classi lavoratrici: la ripubblicizzazione del servizio idrico e della gestione dei i rifiuti sotto il controllo dei lavoratori e degli utenti; la requisizione di aziende in crisi e la loro riconversione pubblica sotto controllo operaio; servizi sociali gratuiti per i nuclei familiari legittimi e di fatto con un reddito fino a € 15.000 con un'imposta progressiva per redditi superiori e un'imposizione aggiuntiva per grandi rendite e profitti; l'abbattimento di tutte le strutture cementizie costruite sul litorale di Latina e un recupero eco-compatibile della marina; un'edilizia popolare e sociale che punti alla riqualificazione dei quartieri e delle periferie, gestita direttamente da società pubbliche sotto il controllo dei lavoratori; la gestione totalmente pubblica dei servizi sociali, delle mense scolastiche, degli asili nido; la realizzazione di centri sociali polivalenti per giovani ed anziani, poliambulatori di quartiere, strutture ricreative e sportive in ogni circoscrizione; l'istituzione di una società interamente pubblica per il trasporto urbano.
Un programma di classe e transitorio, che al di là delle critiche opportunistiche di una fantomatica sinistra radicale, tra l'altro fortemente penalizzata dall'elettorato, è stato recepito dai tanti lavoratori e giovani con cui siamo entrati in contatto, come realizzabile e necessario.
Una esperienza preziosa che è servita, anzitutto, a far cresce il nostro partito con il coinvolgimento di nuovi militanti, giovani e operai che rappresentano il vero patrimonio acquisito in questa tornata elettorale. Un risultato politico che subito dopo il primo turno si è espresso con una campagna di astensionismo attivo contro il ballottaggio tra il candidato del Centrodestra e quello dell'Unione, riaffermando che l'unica soluzione all'ignobile commedia inscenata dal bipolarismo borghese, è una reale alternativa politica, che anche a Latina oggi si chiama Alternativa Comunista.

 

 
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