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La Bologna che lotta!
A colloquio con alcuni
dirigenti dell'RdB-Cub
a cura di Daniele Patelli
Siano in compagnia di Massimo
Betti, responsabile della Federazione RdB di Bologna e membro della Direzione
Nazionale delle RdB, Massimo Marendon della Direzione Nazionale delle RdB e
responsabile dei Vigili del Fuoco e Wilma Fabiani, delegata del Comune di
Bologna.
Cominciamo con Massimo Betti. Lotte al Comune di Bologna nei nidi,
lotte dei Vigili del Fuoco, lotte all'aeroporto "G. Marconi" di Bologna: che
sta succedendo a Bologna?
MB: succede che categorie che
lottano all'interno delle loro strutture hanno deciso di portare in piazza il
loro malessere, le loro condizioni penose; del resto, il sindaco Cofferati ha
inventato ricette solo negative nel Comune che si sono estese anche ad altre
categorie; attualmente Cofferati e Bologna sono simboli del governo Prodi, ad
esempio ha fatto della repressione poliziesca il fulcro della sua attuale
gestione di Governo, chiedendo altri 150 poliziotti per Bologna sotto minaccia
di non firmare il patto sulla sicurezza. Questo produce ulteriori contrazioni
sugli stipendi che non arrivano alla quarta settimana, diritti sindacali
ridotti e mobilitazioni continue necessarie.
Quindi Bologna è un laboratorio per derive destrorse e distruttive
dello stato sociale?
MB: Bologna non è solo un
laboratorio, cosa che comunque è, ma è anche la città del premier, la città che
ha prodotto il premier e buona parte del governo, tant'è che la maggior parte
dei ministri e sottosegretari sono emiliani, il resto sono sindacalisti
soprattutto di Cgil e Cisl. Finora questo laboratorio ha prodotto solo ricette
deleterie per i diritti e gli interessi dei lavoratori.
Come vive allora la RdB
il conflitto con le esternazioni sulla sicurezza del sindaco?
MB: le vive male poiché questo
amplifica il conflitto. Pensa che solo dopo tre anni di lotta durissima siamo
riusciti a strappare all'amministrazione comunale un protocollo di relazioni
sindacali, mentre prima persino il bilancio veniva discusso solo con i sindacati
concertativi. Considera anche che solo dopo lotte durissime dei lavoratori
delle coop sociali, dei nidi, del trasposto pubblico, con scioperi che hanno
raggiunto il 95% di adesione, abbiamo strappato qualcosa all'amministrazione: tuttora
le politiche di Cofferati sono politiche di conflitto e di scontro, a parte con
i soliti noti.
Parliamo ora con Wilma Fabiani delegata al Comune di Bologna. Com'è il
livello del malessere dei lavoratori del Comune?
WB: il malessere è altissimo,
tanti anche oggi ci telefonano per sapere del contratto "a perdere", quanto
arriverà in busta paga, tanti ci telefonano sulla riduzione e contrazione dei
diritti che continua incessante. Ad esempio anche l'ultima circolare
sull'orario di lavoro priva i lavoratori di diritti acquisiti da sempre. Non
parliamo poi dei nidi, dove l'amministrazione comunale vuole risparmiare a
tutti i costi sulla pelle dei bambini e delle famiglie, usando la parola
"sperimentazione", parola usata anche per il contratto dove si vuole
"sperimentare" l'allungamento del rinnovo economico, cioè degli aumenti di
soldi, da due a tre anni. Ormai i lavoratori sono cavie e i posti di lavoro
laboratori per la riduzione dei diritti sociali.
Quindi c'è un forte malessere, disagio, allontanamento dal lavoro anche
sulla spinta del "tiro al piccione" da parte dei vari Ichino?
WB: certamente è così.
Passiamo ora a Massimo Marendon cui chiediamo una descrizione del
quadro generale delle lotte delle RdB.
MM: il quadro è chiaro: sia i
governi di centrodestra che di centrosinistra puntano ad uno "stato leggero",
ad estendere e perpetuare le esternalizzazioni, le privatizzazioni e così via,
depotenziando l'intervento pubblico nel sociale e nei servizi.
Vogliamo parlare di neoliberismo selvaggio?
MM: certamente dato che la longa
manus dei "poteri forti" chiede sempre di più, parlo di Montezemolo e
Confindustria in primo luogo, basta vedere dopo aver intascato il cuneo fiscale
cosa chiedono al Pubblico Impiego: lo ritengono non una risorsa, ma un fardello
di cui disfarsi per regalare tutto ai privati e qui scendono in campo gli
interessi di chi gestirà i servizi esternalizzati con ampia libertà di profitto
e di licenziamento.
Pensi che si tratti di "lobby" più o meno occulte?
MM: certamente, basti pensare
alla puntata di Report sulle lauree facili
nei ministeri nelle università private, chi c'era dietro e chi sedeva
anche nei consigli di amministrazioni: gli stessi!
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