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Lotte e mobilitazioni
rubrica a cura di
Michele Rizzi
Napoli
Continua la vertenza degli operatori telefonici
dell'Istituto Ipr Marketing di Pozzuoli, che sta assumendo un forte ed
importante risvolto politico e sindacale nella lotta contro il lavoro precario
e supersfruttato. Da qualche anno ormai, sono tanti i call-center sbucati dal
nulla, grazie soprattutto ai finanziamenti statali, che utilizzano giovani e
meno giovani, a cui vengono applicate forme contrattuali e retribuzioni molto
precarie (i contratti a progetto la fanno da padroni).
L'Ipr Marketing, società che svolge ricerche soprattutto per gli Enti locali e giornali
a tiratura nazionale, assume intervistatori con contratti a progetto anche
della durata di pochi giorni, pagando la prestazione anche con notevole ritardo.
Adesso, anche con la collaborazione del Nidil Cgil, i lavoratori si sono
organizzati e stanno continuando una vertenza che punti alla loro completa
stabilizzazione.
Forlì
Nasce a Forlì, il Comitato per la casa che vuole dare voce
ad un gran numero di famiglie che sono sotto sfratto o che la casa l'hanno già
persa. Anche a Forlì, città apparentemente molto ricca, sta rinascendo una
forte emergenza abitativa che sta di fatto dando fiato a forme di conflitto
sociale organizzato. Il comitato sta lavorando per costruire una forte ed ampia
vertenza sul tema del diritto alla casa.
Vibo Valentia
Rivolta dei precari della Asl 8 di Vibo Valentia. 94
lavoratori, dopo aver lavorato come interinali alla Asl per diversi mesi, hanno
occupato la sede del Comune di Vibo Valentia per chiedere la stabilizzazione
del rapporto di lavoro. Tra l'altro, la stessa Regione Calabria, il cui
assessore al lavoro è un esponente di Rifondazione comunista, non vuole neanche
applicare il protocollo d'intesa che la impegna a prolungare i contratti
scaduti per altri cinque mesi. Per il Prc calabrese è senza dubbio un
bell'esempio di lotta (contro i lavoratori) e di governo (degli interessi del
padronato).
Roma
Altro regalo del ministro Bersani alle lobby padronali.
Infatti, con l'abolizione del Pra (pubblico registro automobilistico), le tasse
per i passaggi di proprietà delle automobili dovranno essere pagate, ma non più
all'Aci, bensì alle agenzie private di riscossione e con costi ancor più alti. Altra
conseguenza di questa manovra di "liberalizzazione" è che sono a
rischio buona parte dei 6000 dipendenti dell'Aci che per cinque giorni
consecutivi hanno manifestato sotto Palazzo Chigi.
Torino
Continua la mobilitazione dei mille lavoratori della
Michelin di Stura, vicino Torino. Una catena di scioperi proclamati dai
sindacati vuole contrastare la decisione della multinazionale transalpina che
punta a licenziare 20000 lavoratori in tutto il mondo, di cui 10000 in Europa. In Italia
si annuncia la conseguente chiusura degli impianti italiani.
Trani
La bresciana Franzoni Filati, specializzata nella produzione
del tessile e una delle aziende più grandi del settore Tac del nordbarese,
annuncia la chiusura dello stabilimento per almeno sei mesi, mettendo in
cassaintegrazione centinaia e centinaia di lavoratori. Questa azienda che, come
tante altre di questa zona, ha usufruito di ricchissimi finanziamenti pubblici,
dopo aver ottenuto i contratti di solidarietà grazie ad un accordo sindacale,
adesso si predispone per un eventuale, ma sempre più sicuro, trasferimento
della produzione nei Paesi dell'Est, dove certamente la manodopera costa meno e
non ha alcuna garanzia sindacale e contrattuale; il tutto, in ossequio, al
piano di delocalizzazione "concertata" della Giunta Vendola. I lavoratori hanno
proclamato uno sciopero al quale ha già aderito la locale sezione del PdAC.
Milano
Continua lo scontro tra i sindacati extraconfederali e la
triplice sul contratto degli assistenti di volo dell'Alitalia, in via di
definitiva privatizzazione. I sindacati confederali hanno firmato un accordo al
ribasso che prevede, nella parte salariale, più che il rinnovo del biennio
economico, esclusivamente l'erogazione di una somma, che altro non è che il 70
% del recupero dell'inflazione. Così, dal 1° luglio hostess e steward avrebbero
un centinaio di euro in busta paga, mentre una quarantina di euro di conguaglio
dovrebbero averli entro dicembre. Adesso la parola andrà ai lavoratori,
sperando che nelle assemblee venga respinto l'accordo e che si rimetta in
discussione anche la stessa privatizzazione, ulteriore regalo al padronato ed
ennesimo scippo ai danni di chi lavora.
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