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mercoledì 16 maggio 2007

Effetti della privatizzazione delle Ferrovie dello Stato

Annuncio ritardo... per i lavoratori!

 

Mimmo De Feo

 

La privatizzazione del trasporto su ferro ha prodotto la nascita di diverse società per azioni (Rfi,Trenitalia, Italferr, Ferservizi), che, nei fatti, amministrano le Ferrovie dello Stato.
La situazione attuale è di forte crisi per i lavoratori. Licenziamenti, tagli al personale di macchina, viaggiante e della manutenzione. Vent'anni di sacrifici per i lavoratori, con la riduzione del personale dipendente di centoventimila unità. La direzione aziendale è affidata a Innocenzo Cipolletta, economista, banchiere, già direttore generale di Confindustria, attualmente presidente del Sole 24 Ore e Mauro Moretti, ingegnere, ferroviere, con un passato da sindacalista della Cgil.
La strategia aziendale messa in atto dai nuovi dirigenti è assolutamente in linea con quella della Confindustria dei padroni e con quella del governo Prodi. Massimo sacrificio per i lavoratori, il che significa: tagli, riduzione dell'orario di lavoro, flessibilità, alto rischio sul luogo di lavoro.
La più grande azienda statale - il gruppo F.S. è di proprietà del Ministero del Tesoro - ha scelto una politica aziendale degna del peggior padrone privato. Lo stato dei mezzi e delle strutture è obsoleto e fatiscente in molti casi, l'azienda non ha provveduto a mettere in sicurezza la rete esistente causando danni agli utenti e seri problemi alla sicurezza della classe lavoratrice. La tecnologia utilizzata ("Vacma", è un pedale che deve essere pigiato ogni cinquantacinque secondi per evitare che si arresti il treno) esisteva anche durante il fascismo, con gravi rischi per l'utenza e per il personale dipendente. Dal 1986 ad oggi, sono avvenuti oltre 129 disastri ferroviari e più di 50 macchinisti morti sul lavoro. Nel settore manutenzione impianti elettrici, la riduzione del personale ha prodotto un peggioramento delle condizioni di lavoro e un aumento dei km di linea su cui lavorare.
La riduzione del personale dipendente ha prodotto lo "strano fenomeno" dell'aumento dei dirigenti e delle consulenze esterne con retribuzioni elevatissime. Padoa Schioppa promuove ulteriori licenziamenti nel settore delle ferrovie, come se non bastasse il licenziamento del 50% del personale dipendente eseguito dall'azienda.

 

La sinistra radicale e i sindacati: marionette di Prodi

 

L'ondata di privatizzazioni e liberalizzazioni che ha investito il nostro paese ha prodotto profondi disagi alle fasce più deboli della società costrette a pagare il prezzo del profitto con i salari e le pensioni. La complicità della sinistra radicale e dei sindacati confederali è lapalissiana. Dal versante del governo Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi coprono le politiche antisociali messe in atto da Prodi e Montezemolo. Cgil Cisl e Uil sono il paracarro del governo nella classe operaia e lavoratrice. Le privatizzazioni portate avanti dal primo governo Prodi, da Berlusconi e nuovamente da Prodi e Padoa Schioppa annunciano ai lavoratori italiani anni bui per i loro salari e le pensioni. Sinistra radicale e sindacati manterranno il patto di sangue (sputato dai lavoratori) stretto con Prodi, Montezemolo e i banchieri di Maastricht, pur di restare comodamente seduti al governo della settima potenza imperialista mondiale.
Una prospettiva di lotta è l'unica soluzione possibile contro l'attacco sferrato dal governo Prodi alla classe operaia, ai lavoratori e ai dipendenti delle ferrovie, anche favorendo la nascita di comitati di base di classe, combattivi e non concertativi, tra i lavoratori del settore ferroviario. La costruzione di una piattaforma unificante, che sia in grado di unire tutti i lavoratori in lotta nella prospettiva di uno sciopero generale unitario contro il governo dei padroni e dei banchieri, costituisce l'opportunità storica per la costruzione di un governo dei lavoratori e per i lavoratori. L'alternativa comunista rappresenta l'unica alternativa possibile per il lavoratori delle ferrovie e per la classe lavoratrice, l'unica vera soluzione alla crisi prodotta dai padroni e pagata dai lavoratori.

 

 
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