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Mussi: giù le mani dall'università ! PDF Stampa E-mail
giovedì 15 marzo 2007

Mussi: giù le mani dall’università!

Il ministro taglia ulteriormente le risorse universitarie: è ora di dire basta!

 

Giuliano Dall'Oglio

 

 

Nuovo governo, stessa musica. Il governo fronte-populista di Prodi ha scelto il suo ministro dell’università: Fabio Mussi. E per gli studenti universitari mala tempora currunt.

 

Il ministro taglia…

 

Ma analizziamo i provvedimenti messi a punto da Mussi: prima di tutto ha attuato la riforma 1+4 che prevede lo sbarramento nei confronti di coloro che dopo il primo anno di università non finiscono gli esami; si tratta del 90% degli studenti che per, poter continuare gli studi, si ritroveranno a cercare un lavoro che non c’è. Per quanto riguarda gli atenei è stato deciso un taglio del 10% delle spese di gestione e resa possibile la scelta diversificata dei crediti. Se questa a prima vista potrebbe sembrare una concessione di autonomia nei confronti degli atenei, in realtà segna una linea discriminante che va a delinearne una differenziazione netta ed ingiusta.

Ma l’inventiva del ministro Mussi non si ferma qui. Non solo ha già attuato un aumento delle tasse universitarie, ma ha accelerato il passo per quel che riguarda i tagli, eliminando il 20% dei fondi destinati all’università e tagliando ancora del 37% le già esigue risorse destinate alla ricerca. Su quest’ultimo argomento lo stesso ministro aveva affermato che sarebbero stati stanziati 110 milioni di euro in più per la ricerca: le bugie di Pinocchio sembravano più credibili. Contro le abominevoli scelte del ministro dell’università ci dev’essere una grande risposta da parte degli studenti che non può essere altro che l’occupazione a tempo indeterminato di tutti gli atenei.

Proprio i giovani vedono il loro futuro minacciato sia dalle leggi precarizzanti approvate dai diversi governi che si sono succeduti nel nostro paese (vedi pacchetto Treu e legge Biagi), sia dai tagli alla ricerca che stanno causando una fuga di cervelli all’estero dove ci sono più investimenti; inoltre i giovani per mantenersi agli studi sono costretti ad accettare qualunque tipo di lavoro, magari in nero e senza garanzie di alcun tipo. Un’altra forma di sfruttamento è il lavoro a tempo determinato che per i giovani si traduce molto spesso in apprendistato malpagato senza alcun contributo assicurato e che non porta ad un lavoro sicuro. Ma il dato ancora più preoccupante arriva dall’Ilo (Organizzazione Internazionale del Lavoro) che ha recentemente pubblicato un rapporto sulla disoccupazione giovanile mondiale. Per quanto riguarda i giovani compresi tra la fascia 15-24 anni la disoccupazione è aumentata dai 74 milioni nel ’95 agli 85 milioni nel 2005 e il dato ancora più sconcertante è che la disoccupazione giovanile costituisce il 44 per cento della disoccupazione presente nel mondo.

 

…i giovani non staranno a guardare!

 

Nonostante tutto i giovani hanno dimostrato di essere pronti alla lotta contro un futuro meno precario anche a livello europeo come dimostrano le proteste contro il Cpe in Francia, oppure le contestazioni fatte nei confronti del ministro dell’economia Padoa-Schioppa che ha deciso, all’interno di una finanziaria lacrime e sangue, di toccare anche le pensioni, innescando le aperte contestazioni degli studenti di Torino e Catania. Ma tutte le lotte non sfoceranno mai in nulla di costruttivo e reale se non avranno una vera guida rivoluzionaria. È per colmare questa lacuna che il PdAC si sta impegnando per costruire un partito realmente rivoluzionario e che possa portare all’edificazione socialista della società ed alla liberazione dei lavoratori dallo sfruttamento capitalista in Italia e nel mondo. Il capitalismo offre solo sfruttamento, miseria e disoccupazione; il PdAC, essendo un partito marxista rivoluzionario, offre ai lavoratori, agli studenti e a tutte le realtà vittime del giogo capitalista l’unica vera alternativa, quella comunista, e s’impegna fin da subito a lottare a fianco degli studenti, degli immigrati e di tutti i lavoratori (precari e non).

 

 
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