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Abbiamo lo stesso padrone! PDF Stampa E-mail
sabato 03 dicembre 2005

Volantino distribuito in occasione della manifestazione nazionale sull'immigrazione del 3 dicembre 2005 a Roma.

Le leggi sull'immigrazione (la TurcoNapolitano e la sua variante peggiorativa, la BossiFini) si inseriscono nel quadro dell'Europa di Schengen e della Bolkestein. Queste direttive puntano ad una liberalizzazione del mercato di lavoro, cioè l'abbassamento generalizzato dei salari e dei diritti dei lavoratori. Se la Bolkestein serve a livellare verso il basso il salario in Europa (portandolo a livelli da terzo mondo), Schengen serve a dividere i lavoratori tra una serie A (comunitari) e una serie B (extracomunitari).

Tutto assume un senso più chiaro. I padroni, con la precarietà, col taglio alle pensioni, con lo scippo del TFR, cercano di toglierci, giorno per giorno, pezzo per pezzo, il nostro salario. Ci spiegano che è la crisi economica, che tutti dobbiamo fare i "necessari sacrifici".

Per loro però questo non è sufficiente. Hanno bisogno subito di lavoratori sottopagati.

Il concetto di immigrazione clandestina, di permesso di soggiorno, di argine all'immigrazione sono tutti studiati a tavolino per mettere l'immigrato in una condizione di precarietà ed insicurezza permanente. L'obiettivo reale della TurcoNapolitano/BossiFini non è limitare l'immigrazione, ma mettere il lavoratore immigrato sotto la costante minaccia della perdita del permesso di soggiorno. I Cpt sono l'arma deterrente per eccellenza: campi di concentramento, piccoli ed insufficienti per gestire espulsioni di massa, ma estremamente utili come minaccia.

Eccono a cosa servono le leggi sull'immigrazione: ad avere lavoratori sottopagati per le mansioni più misere e squalificanti! L'immigrato si trova nella condizione di accettare qualsiasi salario per un pezzo di carta, per non essere ridotto ad una vita di clandestinità ed insicurezza.

Questa è l'essenza della proletarizzazione: costringere un essere umano ad essere sfruttato per la mancanza di alternative di vita.

Legalità è insicurezza!

Se la crisi economica colpisce le nostre tasche e sempre meno lavoratori riescono ad arrivare alla fine del mese, qual è la sicurezza che va difesa? Quella di chi ha la proprietà e la ricchezza? O quella di chi si ammassa nelle periferie delle nostre città, senza diritto ad una casa decente e ad un lavoro dignitoso?

L'ideologia della sicurezza è solo un altro modo per impedire la solidarietà di classe tra lavoratori di paesi diversi. La cultura della legalità dei Cofferati è solo una versione più raffinata della cultura razzista dei Borghezio. Un altro modo apparentemente più convincente per scatenare guerre tra poveri.

La realtà è che è il nudo interesse materiale a produrre diffidenza e razzismo, criminalità e paura. E' l'interesse ed il profitto sulle spalle dei lavoratori, il più possibile divisi tra loro. Anche se il padrone è lo stesso!

Questa è l'insicurezza della loro legalità.

La nostra lotta.

Dalle banlieues francesi emerge un grido di ribellione dallo sfruttamento e dall'emarginazione. Per questo non possiamo limitarci a chiedere l'abolizione di tutte le leggi sull'immigrazione! Ma dobbiamo smantellare le logiche che vi stanno dietro. Per questo la lotta contro le leggi sull'immigrazione si uniscono alle lotte per il contratto, le lotte contro lo scippo del Tfr, le lotte contro la Bolkestein, le lotte contro le leggi sulla precarietà.

La crisi economica non si risolve reclutando lavoratori ricattati da un permesso di soggiorno, ma nazionalizzando le imprese in crisi, senza indennizzo, e sotto il controllo dei lavoratori. Tutti i lavoratori devono avere diritto ad una casa ed un lavoro. Tutti i disoccupati devono avere diritto ad un salario sociale.

Immigrati e residenti, abbiamo lo stesso padrone!

Proletari di tutti i paesi, unitevi!

 
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