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giovedì 12 gennaio 2006

Contro la privatizzazione dell'acqua e non solo

Ordine del giorno presentato al congresso

 

L'acqua, bene comune, patrimonio dell'umanità, viene considerata merce dentro questo sistema, pretende di gestire anche questa risorsa naturale sottoponendola alle logiche del mercato e del capitale. Il partito s'impegna a contrastare tale tendenza, dispiegando le proprie forze e le proprie impostazioni teorico-politiche all'interno dei movimenti di lotta contro le privatizzazioni, con le dovute articolazioni tattiche, ma con la necessaria chiarezza degli obiettivi generali.

Il Partito di Alternativa Comunista denuncia e si batte per il ritiro del decreto Lanzillotta che privatizza i servizi pubblici e ipocritamente si sofferma sul carattere "pubblico" della gestione idrica; ipocrisia svelata dalle politiche concrete attuate dal centrosinistra: dalla Sicilia del duo Cuffaro-Crisafulli (vedi il caso di Enna, prima città siciliana governata dal centrosinistra in cui si è realizzata tale privatizzazione), al Lazio guidato dal duo Veltroni-Marrazzo (vedi per tutte il caso Acea, vera multinazionale a capitale comunale), passando per la Puglia "miracolata" dalla gestione Vendola dove è scoppiato in maniera eclatante la contraddizione tra buone intenzioni e politiche concrete, con le dimissioni di Petrella dalla Presidenza dell'Acquedotto pugliese (il più grande d'Europa) in via di privatizzazione. Il partito si batte per la pubblicizzazione di tutti i servizi sociali già privatizzati, sotto il controllo dei lavoratori e degli utenti, contro le logiche delle burocrazie sindacali che vogliono settorializzare la battaglia, sull'acqua in particolare.

Il partito si batte per una gestione pubblica, depurata da ogni logica privatistica, in un quadro normativo nuovo e opposto a quello messo in piedi negli anni da centrodestra e centrosinistra; solo così si può garantire rispetto e valorizzazione dell'ambiente, garanzia e dignità per i lavoratori, qualità ed efficienza dei servizi. Pertanto il partito si batte per la gratuità dell'acqua, nella quantità indispensabile ad una vita dignitosa per le masse popolari e tariffe progressive in base al redito e alle rendite.

Giacomo Di Leo

Vito Giunta

Ingmar Potenza

e altri

 

Approvato per acclamazione

 

 

 

 

 
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