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Riprendiamoci le pensioni e il TFR PDF Stampa E-mail
giovedì 14 dicembre 2006

Contro il governo e gli speculatori, riprendiamoci le pensioni e il Tfr  

Dopo la Finanziaria "lacrime e sangue" un nuovo attacco a tenaglia si riverserà sui lavoratori e le masse popolari a partire dal mese di gennaio 2007. Sul tavolo cui si accomoderanno Cgil, Cisl e Uil, Confindustria e governo tre saranno le questioni in discussione:

* Patto per la produttività
* Patto per il lavoro pubblico
* Pensioni e Tfr

 

Il patto per la produttività è stato proposto da Confindustria e ha già ricevuto il sostegno del presidente della Banca d'Italia, dei ministri economici del governo Prodi, della burocrazia sindacale riformista. Un patto che mira a chiudere a destra la stagione contrattuale concertativa, apertasi con i famigerati accordi di luglio 1992-1993, portando allo smantellamento del contratto nazionale e all'aumento dei profitti attraverso il controllo padronale degli orari di lavoro.

Il patto per il lavoro pubblico proposto da Cgil, Cisl e Uil asseconda i tagli a carico del Pubblico impiego, Sanità, Scuola, Amministrazioni locali previsti nella Finanziaria 2007 e propone un fondo pensione a integrazione di una pensione pubblica ormai dimezzata.

Sulla questione previdenziale Cgil, Cisl e Uil hanno firmato con il governo un Memorandum d'intesa che approfondisce lo smantellamento del sistema pensionistico pubblico iniziato con la riforma Dini nel 1995. Questa attraverso il perverso sistema a contribuzione determina pensioni da fame per tutti i lavoratori, e peggio ancora per i precari. Con il famigerato Memorandum le pensioni pubbliche saranno ulteriormente taglieggiate attraverso la revisione dei coifficenti e l'età pensionabile sarà ulteriormente aumentata. Proprio a partire da questo quadro gli speculatori finanziari e le banche, le imprese e il governo, la burocrazia sindacale propongono ai lavoratori di sacrificare il proprio Tfr/Tfs per costituirsi una pensione integrativa attraverso i fondi pensione.

Nel prossimo mese di gennaio i poteri forti, il governo e la burocrazia sindacale lanceranno la loro campagna di lancio dei fondi pensione, su cui hanno investito. I lavoratori del settore privato saranno posti di fronte ad un percorso obbligato: rinunciare, volontariamente o con il silenzio-assenso, al Tfr per recuperare parzialmente quanto perso con il sistema pensionistico introdotto dalla legge Dini. Un recupero ad alto rischio di mercato considerati i ripetuti fallimenti dei fondi, peraltro con rendimenti inferiori nel lungo periodo rispetto all'INPS. Nel caso di espresso rifiuto da parte del lavoratore il Tfr inoptato delle aziende con oltre 50 dipendenti ricolmerà le casse del Tesoro-Inps, mentre per quelle con meno di 50 dipendenti rimarrà a beneficio dell'azienda.  

A questo ricatto bisogna rispondere con la costituzione di Comitati per la difesa della pensione pubblica a ripartizione, adeguatamente rivalutata, e del Tfr, in quanto salario differito dei lavoratori; e contro la precarietà, partendo dall'obiettivo dell'abolizione delle forme contrattuali flessibili. Questi comitati, accompagnati da una petizione di massa, devono essere costituiti in tutti i luoghi di lavoro e nei quartieri popolari, coscienti che solo aprendo una vertenza generale contro il governo e gli speculatori è possibile difendere il salario diretto, indiretto e differito e contrastare la flessibilità ela precarietà.  

* No al Patto per la produttività, No al Patto per il lavoro pubblico!
* Costituzione di Comitati per le pensioni pubbliche a ripartizione, la difesa del Tfr e di lotta contro le leggi precarizzanti del lavoro!
* Vertenza unificante e sciopero generale contro il governo e gli speculatori finanziari!
* Via il governo dei padroni, per un governo dei lavoratori!  

 

 
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