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Contro il governo e gli
speculatori, riprendiamoci le pensioni e il Tfr
Dopo la Finanziaria "lacrime e sangue" un
nuovo attacco a tenaglia si riverserà sui lavoratori e le masse popolari a
partire dal mese di gennaio 2007. Sul tavolo cui si accomoderanno Cgil, Cisl e
Uil, Confindustria e governo tre saranno le questioni in discussione:
* Patto
per la produttività
* Patto per il lavoro pubblico
* Pensioni e
Tfr
Il patto per la produttività è stato proposto da Confindustria e ha già ricevuto
il sostegno del presidente della Banca d'Italia, dei ministri economici del
governo Prodi, della burocrazia sindacale riformista. Un patto che mira a
chiudere a destra la stagione contrattuale concertativa, apertasi con i
famigerati accordi di luglio 1992-1993, portando allo smantellamento del
contratto nazionale e all'aumento dei profitti attraverso il controllo padronale
degli orari di lavoro.
Il patto per il lavoro pubblico proposto da Cgil, Cisl e
Uil asseconda i tagli a carico del Pubblico impiego, Sanità, Scuola,
Amministrazioni locali previsti nella Finanziaria 2007 e propone un fondo
pensione a integrazione di una pensione pubblica ormai dimezzata.
Sulla questione previdenziale Cgil, Cisl e Uil hanno
firmato con il governo un Memorandum d'intesa che approfondisce lo
smantellamento del sistema pensionistico pubblico iniziato con la riforma Dini
nel 1995. Questa attraverso il perverso sistema a contribuzione determina
pensioni da fame per tutti i lavoratori, e peggio ancora per i precari. Con il
famigerato Memorandum le pensioni pubbliche saranno ulteriormente taglieggiate
attraverso la revisione dei coifficenti e l'età pensionabile sarà ulteriormente
aumentata. Proprio a partire da questo quadro gli speculatori finanziari e le
banche, le imprese e il governo, la burocrazia sindacale propongono ai
lavoratori di sacrificare il proprio Tfr/Tfs per costituirsi una pensione
integrativa attraverso i fondi pensione.
Nel prossimo mese di gennaio i poteri forti, il governo e
la burocrazia sindacale lanceranno la loro campagna di lancio dei fondi
pensione, su cui hanno investito. I lavoratori del settore privato saranno posti
di fronte ad un percorso obbligato: rinunciare, volontariamente o con il
silenzio-assenso, al Tfr per recuperare parzialmente quanto perso con il sistema
pensionistico introdotto dalla legge Dini. Un recupero ad alto rischio di
mercato considerati i ripetuti fallimenti dei fondi, peraltro con rendimenti
inferiori nel lungo periodo rispetto all'INPS. Nel caso di espresso rifiuto da
parte del lavoratore il Tfr inoptato delle aziende con oltre 50 dipendenti
ricolmerà le casse del Tesoro-Inps, mentre per quelle con meno di 50 dipendenti
rimarrà a beneficio dell'azienda.
A questo ricatto bisogna rispondere
con la costituzione di Comitati per la difesa della pensione pubblica a
ripartizione, adeguatamente rivalutata, e del Tfr, in quanto salario differito
dei lavoratori; e contro la precarietà, partendo dall'obiettivo dell'abolizione
delle forme contrattuali flessibili. Questi comitati, accompagnati da una
petizione di massa, devono essere costituiti in tutti i luoghi di lavoro e nei
quartieri popolari, coscienti che solo aprendo una vertenza generale contro il
governo e gli speculatori è possibile difendere il salario diretto, indiretto e
differito e contrastare la flessibilità ela precarietà.
* No al Patto per la produttività, No
al Patto per il lavoro pubblico!
* Costituzione di Comitati per le pensioni
pubbliche a ripartizione, la difesa del Tfr e di lotta contro le leggi
precarizzanti del lavoro!
* Vertenza unificante e sciopero generale contro il
governo e gli speculatori finanziari!
* Via il governo dei padroni, per un
governo dei lavoratori!
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