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Maschilismo Quale metodo e quale morale difendono il Pts-Ft? PDF Stampa E-mail
martedě 04 luglio 2017

Maschilismo

Quale metodo e quale morale difendono il Pts-Ft?

 

 

A proposito di una denuncia per abuso sessuale nei confronti di una studentessa, ricevuta da un professore della Facoltà di Scienze politiche e sociali dell'Università nazionale autonoma del Messico (UNAM), che ha suscitato intense polemiche tra le avanguardie, le organizzazioni politiche e i gruppi femministi, e ha valicato i confini del Paese.
Il professor Sergio Moissen non è un insegnante qualsiasi. Si tratta di un dirigente e principale portavoce del Movimento dei lavoratori socialisti (Mts), un'organizzazione sorella del Pts argentino e del movimento internazionale delle donne Pan y Rosas, organizzazioni che si richiamano alla sinistra trotzkista.

Il fatto è molto grave e richiede alle organizzazioni che rivendicano di far parte del trotskismo rivoluzionario di prendere posizione in maniera chiara, non solo per ciò che comporta per coloro che lottano ogni giorno con decisione contro l'oppressione di genere e contro tutti i tipi di oppressione sostenute e naturalizzate da parte del sistema capitalista, oppressioni che combattiamo da ogni trincea, ma perché il Mts definisce il licenziamento del suo dirigente come la risultante di una campagna di “persecuzione politica e morale” a seguito di un processo di “giudizio sommario” da parte dei dirigenti dell'istituzione universitaria.

La questione, a nostro avviso, assume estrema importanza perché mette in discussione la morale e i metodi dei rivoluzionari, sia all'interno delle nostre organizzazioni che nei movimenti degli sfruttati e degli oppressi.

 

La barbarie capitalista: il maschilismo ci distrugge

Viviamo in una società decadente e in decomposizione. I dati della violenza contro le donne sono terrificanti. Un miliardo di donne, una su tre sul pianeta, sono state picchiate, costrette ad avere rapporti sessuali o sottoposte a qualche altra forma di abuso. In America Latina e nei Caraibi la media giornaliera di femminicidi è di dodici donne. Solo parlando di violenza, questi sono i dati ufficiali delle Nazioni Unite, istituzione di coloro che governano il pianeta. Ma ci si potrebbe chiedere: quanti casi di violenza contro le donne rimangono nell'anonimato? Quante umili lavoratrici molestate dai padroni sono costrette a rimanere in silenzio per non perdere il posto di lavoro? Quanti casi di giovani madri si ritrovano in questa condizione pur essendo fuori dalle statistiche ufficiali? Quante muoiono a causa di aborti non sicuri? Il capitalismo in decadenza non solo porta all'estremo lo sfruttamento dei lavoratori nel loro insieme, ma utilizza l'oppressione esistente per approfondire e allargare i confini dei settori oppressi. Tutte le oppressioni, dalle donne ai neri, dagli immigrati alla comunità LGBTI sono state utilizzate storicamente e ancora oggi sono utilizzate per dividere i lavoratori, metterli l'uno contro l'altro, in modo da sottrarre loro la forza e l'unità nella lotta. Il miglior esempio di ciò che diciamo è quello di Donald Trump, presidente della più grande potenza imperialista, con la sua politica xenofoba, sessista e omofoba.
Così per i rivoluzionari è un dovere e un principio non solo lottare contro lo sfruttamento ma anche contro questa doppia morale, contro l'ideologia borghese che è alla base dell'oppressione e la  sostiene. È nostro dovere combattere il maschilismo in tutte le sue espressioni, da quelle più feroci e violente a quelle più sottili e impercettibili. Ed è un dovere non solo delle donne, è un dovere doppio di coloro che rivendicano di essere socialisti rivoluzionari, in particolare se sono uomini.

 

Come si comporta un'organizzazione politica rivoluzionaria in questa situazione?

Siamo d'accordo con le 9 organizzazioni femministe che hanno dichiarato il loro appoggio alla  giovane studentessa cilena che ha denunciato l'abuso e che hanno affermato che le donne non possono rimanere in silenzio nei confronti di questi eventi. E dobbiamo riconoscere che nella maggior parte dei casi l'uomo si avvale della sua posizione di potere perché nel rapporto studente insegnante non c'è uguaglianza, anche se vi dovrebbe essere, ma lo studente ha un rapporto di subordinazione, ancora di più se è una donna.
In difesa di Moissen, Mts afferma: "Sergio è un noto combattente e attivista sociale, insegnante di Facoltà da 4 anni. Ha partecipato al Movimento per la Pace con Giustizia e Dignità, del #YoSoy132; è stato arrestato il 10 giugno 2013 insieme ad altri attivisti da parte delle forze repressive di Mancera, e ha viaggiato per portare la sua solidarietà e quella della sua organizzazione alle lavoratrici di impresa in lotta a Ciudad Juarez, città colpita da femminicidi e violenze contro le donne; ed infine candidato per Formula 5 Anticapitalista alla Costituente nel 2016. "

Essere un militante di una sinistra combattiva e sostenere la lotta contro il maschilismo non garantisce che lo stesso non possa commettere atti maschilisti. Un partito è rivoluzionario non perché non registra casi di maschilismo nei suoi ranghi, perché questo è insito nella degradazione della società capitalista imperialista che ci compenetra. Un partito è rivoluzionario per come reagisce contro gli atti maschilisti, per come combatte il maschilismo nelle sue fila, per come educa e prepara i suoi militanti e la classe operaia a questa lotta. E se farà questo si fortificherà poiché dimostrerà che applica il programma che sostiene. In caso contrario corre il rischio di soccombere come partito rivoluzionario.

La verità, affinché non suoni come una scusa, esattamente per questo, è che Sergio Moissen dovrebbe essere il primo assieme alla sua organizzazione e al movimento femminista Pan y Rosas, a chiedere l'istituzione di una COMMISSIONE INDIPENDENTE e classista, composta da persone provenienti da organizzazioni del movimento e da giovani studenti, uomini e donne di morale ineccepibile, affinché venga condotta un'indagine sui fatti oggettivi ed emesso un verdetto, cui dovrà poi attenersi.

Nella sua dichiarazione del 31 di maggio, il Mts dice che da marzo ha creato una sua commissione con  L'obiettivo di conoscere una prima versione e intervenire sulla questione, data l'importanza che diamo alla lotta contro il maschilismo e contro tutte le forme di oppressione dentro e fuori le nostre fila. A partire da questo, abbiamo condotto un'indagine seria e approfondita” che ha rilevato che “non si identificano situazioni di molestie o abusi sessuali da parte di Sergio”. Ma non sono state rese pubbliche né l'esistenza della commissione né le conclusioni, data la gravità della denuncia, prima di tutto alla comunità universitaria.

La compagna interessata, che non è una militante dell'organizzazione, insiste sul fatto che l'abuso vi sia stato. Per questa ragione non è corretto, né serio, né profondo, né coerente con la morale e i metodi della democrazia operaia che venga fatto unilateralmente uso dei meccanismi interni dell'organizzazione a cui appartiene l'accusato per condurre l'indagine, in quanto non si può essere contemporaneamente giudice e giudicato. Questo tipo di COMMISSIONE INDIPENDENTE non solo è necessaria, ma fa parte della tradizione del movimento rivoluzionario perché rende chiara e trasparente la sua morale e il suo metodo nel trattare le accuse di questo genere, separando la morale dalla politica. Le organizzazioni dei lavoratori, degli studenti e i movimenti sociali hanno i loro metodi e la loro morale, in modo che possano organizzare la lotta e difendere il proprio programma di classe. Per questo motivo, non possiamo lasciare che i canali legali - siano governi o istituzioni – giudichino unilateralmente questioni relative ai movimenti sociali.

Il professor Sergio Moissen è stato successivamente licenziato sulla base delle direttive dell'Università e il Mts a tal proposito ha dichiarato: “La rescissione del contratto di Sergio Moissen in un processo “fast track” imperfetto e senza che l'apparato giuridico della Facoltà consentisse una vera e propria difesa, dimostra che questa accusa è stata malauguratamente utilizzata tanto da parte delle autorità che dai settori del femminismo noti come separatisti, per sollevare una campagna contro di noi. Chiediamo che cessi questa campagna di molestie politiche e morali contro il compagno e di diffamazione contro il Mts e contro Pan y Rosas”. Di fronte a questa situazione, Mts e Pan Y Rosas avrebbero dovuto essere i primi, da mesi, a proporre un'indagine indipendente.

Questo approccio del Mts presenta due problemi. Il primo è che affermare che il  licenziamento del dirigente è persecuzione politica nasconde il problema di origine, cioè la denuncia di abuso a una studentessa. Cioè, anche se l'università utilizzerà ogni occasione per licenziare un noto attivista sociale in modo frettoloso, ciò non preclude che la denuncia che pesa contro di lui sia molto grave. In secondo luogo, le critiche/denunce provenienti da un'organizzazione politica diversa da Mts non costituiscono un tentativo a priori di calunnia, cosa di cui si accusano le “femministe radicali”. Sembra poco saggio abbinare una denuncia presentata da una studentessa, sostenuta da molte organizzazioni, con il comportamento dell'ufficio del rettore.

Se una volta realizzata l'indagine dalla COMMISSIONE INDIPENDENTE, il verdetto assolvesse il professor Sergio Moissen, dimostrando che è un'accusa infondata, e che quindi si tratta di persecuzione politica, saremmo i primi ad aderire alla campagna per il suo reintegro.

 

I dirigenti: i più vigilati, quelli con cui essere più esigenti

Al contrario, coprire un dirigente e in questo modo danneggiare l'immagine dell'organizzazione, collocando sopra gli interessi della classe e degli oppressi il valore indiscusso del “dirigente”, fa parte della degenerazione del metodo e della morale dei rivoluzionari. Viviamo in una società in decadenza e putrefazione e le pressioni del maschilismo “naturalizzato” influenzano i nostri compagni. Una volta accettata la verità, bisogna metterci la faccia e accettare le sanzioni proposte dal movimento. Questa morale e questo metodo sono totalmente opposti a quelli della giustizia borghese basata sulla doppia morale e sulla convenienza degli interessi della loro classe.
Non si può costruire un'organizzazione rivoluzionaria sana senza combattere nelle nostre fila e all'interno delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, dei giovani e delle masse popolari tutte le ideologie e le pratiche borghesi. Non si può costruire un'organizzazione sana minimizzando e nascondendo gli errori dei nostri compagni. È opportuno ricordare che nel 2012 l'organizzazione inglese Swp, un partito trotskista, riconosciuto e rispettato, esplose per un caso di maschilismo. Due compagne militanti accusarono un dirigente di stupro. La reazione del gruppo dirigente fu quella di proteggere il dirigente, cercando di dare la colpa alle vittime. Fu messa alla prova la morale dell'organizzazione, che è il pilastro portante della fiducia e dell'azione. L'Swp purtroppo non resse la prova; l'organizzazione esplose, si divise e e perse decenni di lavoro prezioso per la rivoluzione. I rivoluzionari devono essere coerenti e conseguenti rispetto a ciò che dicono e fanno.

 

Purtroppo la Ft sta tenendo un comportamento riprovevole

In Argentina presso l'Università di Buenos Aires, di fronte a un caso simile di un insegnante, il Pts che aveva un delegato nel Consiglio direttivo della facoltà, di fronte alla decisione di questo organismo di allontanare l'insegnante, accusato di abuso da parte di una studentessa, ha deciso di astenersi dal voto. D'altra parte, nel febbraio di quest'anno, un giovane dirigente del Pts, Nacho Borelli, consulente di studio di Comunicazione Sociale della Facoltà di Scienze Sociali UBA, è stato pubblicamente accusato dalla sua ex compagna di abuso sessuale. Di fronte a questa gravissima accusa, il partito non ha fatto alcuna dichiarazione pubblica. Hanno proceduto allo stesso modo come con Moissen, dicendo che avevano valutato internamente il caso, hanno confermato che non c'era stato un abuso, ma un caso di molestie, e hanno cercato di alleviarne le conseguenze. Nacho Borelli è stato allontanato dalla sua posizione all'interno della facoltà.
In Brasile alcuni anni fa, un leader del sindacato dei lavoratori presso l'Università di San Paolo e militante dell'allora Ler (ora Mrt-Ft) è stato accusato di molestie sessuali da parte di una funzionaria del sindacato delle pulizie. La direzione sindacale ha proposto la costituzione di una commissione del movimento per esaminare la denuncia. Dopo tre mesi di indagini, la Commissione ha ritenuto più probabile che l'episodio fosse accaduto. Di fronte a tale conclusione l'organizzazione politica in questione cominciò ad attaccare e a screditare la sentenza della Commissione.  L'accusa principale era che la Commissione stava usando una questione morale per attaccare politicamente sia il dirigente che la lista di coloro che partecipavano alle elezioni sindacali. Vale la pena notare che sin dal primo giorno di funzionamento della Commissione, il Ler cominciò a fare pressioni su di essa con lettere e firme a sostegno dell'innocenza del dirigente. Purtroppo la funzionaria fu licenziata dal sindacato, sotto pressione di una campagna ostile, nonostante una campagna di solidarietà sostenuta dal movimento che aveva la certezza dell'ingiustizia.

 

Riscattare i metodi e la morale dei lavoratori in lotta

Chiediamo alle organizzazioni femministe, degli studenti e dei lavoratori - direttamente interne o meno alla Facoltà di Scienze Politiche - di unirsi in difesa di un metodo e una morale che possano essere applicati dagli stessi movimenti e dalle organizzazioni sociali, in modo che la direzione delle organizzazioni politiche della UNAM non cada nelle mani della dirigenza dell'università.
Che venga costituita una commissione di più ampio spettro politico, con l'autorità morale derivante dalle loro lotte locali e che le sue deliberazioni siano presentate, discusse e accettate dalle organizzazioni locali, fornendo e accumulando una nuova pratica tra i militanti, a partire da quanto di tragico è rappresentato da questo processo.

Non la faremo finita col maschilismo, così come col razzismo e con l'omofobia, in questa società, senza averla trasformata completamente. Ma se noi non li combattiamo ogni giorno, nelle forme più corrette ed esemplari possibili, danneggeremo le nostre organizzazioni dall'interno e renderemo la nostra pratica quotidiana qualcosa di completamente lontano da ciò che rappresentiamo.

 

 

Gso Messico, Segreteria lavoro donne: Pstu Argentina, Pstu Brasile, MIT Cile, Segreteria Internazionale delle donne della Lit-Qi *

 

* dal sito della Lit-Quarta Internazionale: www.litci.org

(traduzione dallo spagnolo di Salvo De Lorenzo)

 
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