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Polemica col nazional-trotskismo (di Ft-Pts, Po, e altri) PDF Stampa E-mail
domenica 14 maggio 2017
“Se si è trotskisti
o si vive in un'Internazionale
o si sparisce”
Polemica col nazional-trotskismo
(di Ft-Pts, Po, e altri)
 
 
 
di Daniel Sugasti
 
polemica_nazionaltrotskismo

 
Senza dubbio il centenario della Rivoluzione Russa è un terreno propizio per approfondire una serie di dibattiti strategici. In questo testo tratteremo un punto centrale del programma dell'Ottobre e del suo significato attuale: l'internazionalismo. 
Poco prima di morire, Nahuel Moreno [tra i fondatori della Lit - Quarta Internazionale, ndt] rifletteva sul significato concreto dell'internazionalismo: “Il partito mondiale è la priorità numero uno del movimento operaio perché esistono un'economia e una politica mondiali alle quali sono subordinate le realtà nazionali […] L'esistenza di una politica mondiale è caratteristica del capitalismo e, dato che si tratta di abbatterlo, si ha bisogno di un strumento adeguato a questa realtà e a questo compito (…)” (1). 
Quest'idea - che può sembrare curiosa ai giorni nostri, quando la maggior parte della cosiddetta “sinistra” ha abbandonato la strategia di costruire partiti leninisti a livello nazionale che a loro volta siano parte di un'internazionale basata sul centralismo democratico - in realtà non aveva né ha niente di “originale”. 
Rimarcando la necessità del partito internazionale, Moreno non stava dicendo nulla di nuovo. Riaffermava semplicemente un principio che per decenni fu considerato elementare tra i marxisti. E fu così fino a che le vicissitudini della lotta di classe fecero ricadere sul trotskismo ortodosso - già negli anni Trenta - i principi e tutta l'eredità programmatica e organizzativa accumulata dal marxismo.
È noto che, dopo la bancarotta della Seconda Internazionale, un pugno di internazionalisti pose la necessità della costruzione della Terza Internazionale. Ciò si realizzò poco dopo il trionfo della Rivoluzione Russa, per impulso diretto della direzione bolscevica. Dopo la degenerazione stalinista, nel 1933 Trotsky fece appello a costruire la Quarta Internazionale: “Compagni! Senza guida, senza direzione internazionale, il proletariato non potrà liberarsi dall'oppressione” (2).
Seguendo questa tradizione, la Lit - Quarta Internazionale venne fondata nel 1982 sulla base delle seguenti premesse:
“La più grande necessità materiale, oggettiva, dell'umanità, la rivoluzione socialista mondiale, ha un corrispondente sul piano soggettivo: una direzione rivoluzionaria mondiale. Senza di questa, quella è impossibile. Così, la crisi dell'umanità si acutizza giorno dopo giorno senza soluzione (…) La necessità assoluta oggettiva della rivoluzione socialista mondiale si concretizza, si incarna, nella necessità assoluta soggettiva di una direzione rivoluzionaria - non burocratica - internazionale” (3).
Sin dalla sua fondazione, non abbiamo mai concepito la costruzione della Lit-Quarta Internazionale come fine a sé stessa. No. Tutti i nostri sforzi militanti sono stati e sono rivolti al servizio della ricostruzione della Quarta Internazionale: “[Abbiamo] come obiettivo fondamentale la risoluzione della crisi di direzione della IV Internazionale, come unico modo per risolvere la crisi di direzione rivoluzionaria del proletariato (…) Questa lotta è indissolubilmente legata alla mobilitazione delle masse contro gli apparati controrivoluzionari stalinisti, socialdemocratici e delle burocrazie sindacali, e alla lotta contro il revisionismo interno al movimento trotskista” (4). 
Così, consapevoli che l'“obiettivo fondamentale” era “dare soluzione alla crisi di direzione rivoluzionaria del proletariato”, i fondatori della Lit non fecero altro che dare continuità alla “lunga marcia” rappresentata dal processo di formazione di una direzione rivoluzionaria internazionale. Un processo che va dalle battaglie di Marx ed Engels fino alla lotta dentro il cosiddetto “movimento trotskista” del secondo dopoguerra.  
Il senso profondo dell'internazionalismo è costruire un partito mondiale della rivoluzione socialista. Questa è la concezione che ereditiamo dei maestri del marxismo, e che Moreno sintetizzò così: “Per noi, seguendo quelle che riteniamo siano state la concezione e la pratica di Trotsky, il problema decisivo, fondamentale e prioritario che dobbiamo porci è la costruzione, attorno ad un programma, dell'organizzazione internazionale e della sua direzione. Trotskismo è sinonimo di organizzazione e direzione internazionali, in opposizione allo stalinismo in tutte le sue varianti (moscovita, maoista, castrista), alla socialdemocrazia e al nazionalismo piccolo borghese di tipo sandinista, i quali non costruiscono, né vogliono costruire, un'organizzazione e una direzione operaia rivoluzionaria internazionale” (5). 
 
Il nostro internazionalismo
Quanto detto sinora espone a grandi linee quella che è la convinzione che guida la corrente morenista dal 1948, quando pochi anni dopo avere fondato il Gom (Gruppo operaio marxista), primo nucleo in Argentina, il partito partecipò al II Congresso della Quarta Internazionale e si legò organicamente a essa. Come scrive Moreno: “[Prima del 1948] ci dichiaravamo trotskisti ma non vivevamo in funzione della lotta e della vita dell'Internazionale. Avevamo una deviazione nazional-trotskista: quella di credere che si poteva avere soluzione ai problemi del movimento trotskista del Paese con una visione nazionale. Non comprendevamo che solo con una visione internazionalista si potevano cominciare a risolvere i problemi del trotskismo argentino” (6).
Anni dopo, Moreno dirà che quello fu il “passo teorico-politico più importante fatto dall'organizzazione argentina” (7). Aggiunge infatti Moreno: “Crediamo che l'organizzazione e la direzione internazionali siano una categoria distinta e superiore a qualunque organizzazione e direzione nazionali, per grandi o capaci che queste possano essere (…) Ogni direzione nazionale è destinata al fallimento se non è parte attiva della costruzione di una direzione internazionale (…) così come non c'è vita senza ossigeno, allo stesso modo non c'è trotskismo vero senza direzione e organizzazione internazionali” (8).  
Così furono educate diverse generazioni di rivoluzionari che lottarono per realizzare l'obiettivo strategico della costruzione del “trotskismo vero”, cioè legato a un'Internazionale. Molti furono i tentativi. Respingendo sempre l'autoproclamazione, la corrente morenista si batté in difesa di questi principi all'interno dei grandi raggruppamenti trotskisti a livello internazionale. 
La maggioranza delle volte, la battaglia programmatica e sulla concezione del partito rivoluzionario fu promossa da una posizione di minoranza all'interno di quelle organizzazioni. Così andò fino al 1953 - periodo nel corso del quale la Quarta era unificata -, anno in cui esplose la battaglia contro il settore revisionista di Michel Pablo ed Ernest Mandel, la cui concezione e politica avrebbero finito col costituire il primo grande tradimento del trotskismo revisionista a una rivoluzione operaia, quella boliviana del 1952. Così fu dentro il Comitato Internazionale, raggruppamento formato col Socialist Workers Party (Swp), fino al 1963. La stessa cosa successe dentro il Su [Segretariato Unificato, ndt], da quello stesso anno fino al 1979. Fu in quell'anno che cominciò la costruzione di una corrente internazionale indipendente, con la Frazione Bolscevica e, dopo, con la Lit-Quarta Internazionale. 
Rimarchiamo che tutti questi tentativi furono al servizio di un obiettivo superiore: la ricostruzione della Quarta Internazionale, in continuità con la Terza Internazionale, fino ad oggi l'unico partito mondiale della rivoluzione socialista, sciolto nel 1943 da Stalin.  
Questo è uno dei punti che ci ha differenziato e ci distingue dalla maggioranza della sinistra. In periodi in cui la maggioranza del trotskismo transitò dal revisionismo al riformismo - processo nel corso del quale passò a difendere un modello di internazionale basato su una federazione lassa di partiti, oppure approfondì il suo nazional-trotskismo -, la Lit-Qi assunse la ricostruzione della Quarta come progetto strategico. 
Nel mezzo di questa battaglia quotidiana, siamo coscienti del fatto che noi che difendiamo la costruzione di un'Internazionale democraticamente centralizzata e sosteniamo l'impossibilità di sconfiggere definitivamente l'imperialismo senza una direzione rivoluzionaria internazionale costituiamo una minoranza. Tuttavia, abbiamo la stessa fiducia che esprimeva Trotsky, secondo il quale “un'organizzazione sulla cui bussola si può dare affidamento, anche se per molto tempo è stata una minoranza, in una nuova fase storica può elevarsi improvvisamente a un livello superiore” (9). 
 
A che cosa ha portato il “federalismo” dell'ex Segretariato Unificato
Moreno diede impulso alla fondazione della Lit come risposta alla bancarotta della corrente “revisionista e liquidazionista”, organizzata allora nel Segretariato Unificato [Su, la corrente di cui fa parte in Italia Sinistra Anticapitalista, ora denominato Comitato Internazionale, ndt], che caratterizzò come “il centro del revisionismo” (10) in seno al trotskismo.  
Nella decade seguente, quel corso opportunista fece un salto, soprattutto a partire dalle conclusioni che il Su trasse dai cosiddetti processi dell'Est. In un lavoro recente, José Welmowicki (dirigente della Lit) riassume quel processo:  
“Molti anni fa l'ex Su fece il “salto” dal revisionismo al riformismo bello e buono: eliminò esplicitamente dal suo programma la strategia della dittatura del proletariato; abbandonò la concezione della centralità della classe operaia nel processo rivoluzionario; fu una delle principali correnti che teorizzava e dava impulso ai partiti “ampi” e “anticapitalisti”, soprattutto in Europa; dissolse la sua sezione più importante, la Lega Comunista Rivoluzionaria francese, per fondare il Npa [Nuovo partito anticapitalista, ndt] con un programma riformista; non solo appoggiò diversi governi borghesi “progressisti” come quello di Chávez, promuovendo il “socialismo del secolo XXI”, ma partecipò direttamente a governi borghesi di collaborazione di classe, come quello di Lula in Brasile. A nostro avviso, il Su, oggi denominato Comitato Internazionale, è la corrente internazionale con origine nel trotskismo che più e meglio ha rappresentato sul piano teorico e politico quella che denominiamo 'alluvione opportunista', e che mantiene una certa influenza (…)” (11). 
È evidente che esiste un cambiamento qualitativo tra il Su dei tempi di Mandel e quello di Bensaïd, per non parlare dei dirigenti attuali. Benché capitolasse a tutte le direzioni non operaie né rivoluzionarie che coinvolgevano l'“avanguardia”, Mandel riconosceva, benché formalmente, la necessità della dittatura del proletariato e dell'Internazionale centralizzata. Sarebbe assurdo dire la stessa cosa del Su attuale. Tuttavia, non si può dire che il salto finale verso l'opportunismo era qualcosa di inaspettato. L'“internazionalismo” di Mandel, come notava Moreno, in realtà non andava al di là delle parole. Come scrisse Moreno: “[Mandel che] difese sempre - è onesto riconoscerglielo - la necessità di un'Internazionale centralizzata, non la concepisce nella pratica come centralizzata attorno a una direzione e un programma. 'Costruisce', invece, una 'Internazionale' che è una federazione lassa di sezioni nazionali e tendenze e frazioni internazionali, ognuna con un proprio programma (a volte opposto rispetto a quello centrale), e pressoché priva di disciplina. Cioè, dopo essere stato complice di Pablo nella dispersione del trotskismo mondiale, Mandel tenta di mantenere formalmente uniti i suoi frammenti, senza ribaltare il revisionismo che aveva provocato quella crisi” (12). 
Questa concezione, nei fatti opposta a un'Internazionale fondata sul centralismo democratico, sommata ad altri elementi contribuì ad acutizzare il corso opportunista e la degenerazione del Su. Abbandonando la strategia della dittatura del proletariato e abbracciando la linea riformista della conciliazione di classe, capitolando al discorso sulla “cittadinanza” e promuovendo la partecipazione diretta nei governi borghesi “progressisti”, nella pratica, la necessità di un'Internazionale leninista perse ogni senso, perfino retorico. Non si può capire il corso opportunista del Su senza comprendere le conseguenze della sua concezione di Internazionale, principale contrappeso ideologico dei partiti nazionali.  
La storia ha confermato senza dubbio l'affermazione di Moreno sul “federalismo”: “Federalismo è sinonimo di dissoluzione. Oggi federalismo è accettare il Su revisionista come unica direzione trotskista internazionale. Questo non significa altro che la liquidazione” (13). 
 
Gli scempi prodotti dal "nazional-trotskismo" 
Il cosiddetto “nazional-trotskismo” è liquidatorio tanto quanto il federalismo. Così Moreno definiva il “nazional-trotskismo”: “[…] le sue distinte varianti sostengono che la questione della direzione e dell'organizzazione internazionale costituiscano una specie di 'programma massimo', per un futuro indefinito, che per adesso deve essere mantenuto a un livello declamatorio, di espressione di desideri, in attesa che maturino 'le condizioni'”(14).  
Questa concezione era abbracciata, fondamentalmente, da Healy [dirigente britannico, ndt], Lambert [dirigente francese, ndt] e dal partito francese Lutte Ouvrière.  
Moreno mise chiaramente in guardia rispetto al pericolo insito nel non appartenere a (e nel non costruire) un'Internazionale leninista: “Affermo categoricamente che ogni partito nazionale che non stia in un'organizzazione internazionale bolscevica, con una direzione internazionale, commette un numero crescente di errori, di cui uno qualitativo: riducendo il trotskismo a livello nazionale, finisce inevitabilmente col rinnegare la Quarta Internazionale e col passare su posizioni opportuniste o settarie, per poi sparire. Se si è trotskisti o si vive in un'Internazionale o si sparisce” (15). 
E davanti alla degenerazione politica - ed in alcuni casi, come quelli di Healy e Lambert, anche morale - di quelle correnti, Moreno affermò: “Oggigiorno non rimangono dubbi: la legge trotskista che per definizione condanna al fallimento il "nazional-trotskismo" si è realizzata inesorabilmente. Tanto la sua variante più sottile, il Swp statunitense, come Lambert e Healy hanno seguito una strada parallela, di crescente isolamento internazionale, di capitolazione politica a direzioni controrivoluzionarie del movimento di massa e di degenerazione metodologica e morale. Sul terreno politico-programmatico, il nazional-trotskismo ha subito, come era inevitabile che accadesse, un arretramento assoluto” (16).  
 
Il nazional-trotskismo dei partiti argentini Po, Pts e Nuovo Mas
In considerazione di quanto si è detto sinora, non possiamo fare a meno di associare l'attuale corso opportunista e parlamentarista di vari partiti argentini, il Partido Obrero (Po), il Partido de Trabajadores Socialistas (Pts), Izquierda socialista (Is) e del Nuovo Mas, alla loro non partecipazione alla costruzione di un'Internazionale basata sul centralismo democratico, sebbene tutti questi partiti si definiscano “trotskisti” e difensori della “Quarta Internazionale”.  
Il Partido Obrero (Po) non appartiene ad alcuna Internazionale. Nel 1997 promosse la creazione del Movimento per la rifondazione della Quarta Internazionale con una serie di gruppi che orbitavano attorno al partito argentino. Questo si convertì, nel 2004, nel Coordinamento per la rifondazione della Quarta Internazionale (Crqi) che in seguito si è dissolto [del Crqi, che non faceva congressi e non aveva pubblicazioni regolari, faceva parte in Italia il Pcl, fino alla sua recente estromissione per decisione degli argentini, ndt]. L'unico riferimento internazionale che può leggersi sulla pagina web del Po è la realizzazione di una “conferenza sull'America Latina”, convocata dal Po assieme al Pt dell'Uruguay nel 2016, che è riuscito a coinvolgere altri due gruppi in Brasile e Venezuela (17).  
Il Pts, da parte sua, ruppe col vecchio Mas e la Lit nel 1988, tra le altre cose accusando la direzione internazionale di “nazional-trotskismo”. Oggi dà impulso alla cosiddetta Frazione Trotskista (Ft) che agisce come una federazione di undici gruppi che si costruiscono attorno al Pts, concepito come “partito madre”. Questo significa che la “direzione internazionale”, in pratica, ricade sulla direzione delle Pts. Sporadicamente, la Ft realizza una “conferenza internazionale” oppure “riunioni”, eventi che non risulta siano preceduti da un periodo precongressuale con corrispondente elezione di delegati dai vari Paesi. Ma c'è di peggio. Se si entra nella pagina web del Pts, è molto difficile trovare qualche riferimento alla “Frazione Trotskista”. Quello che invece troviamo è la diffusione dell'iniziativa giornalistica - voluta come un progetto “ampio”, lasso e “di sinistra” generica - chiamata “La Red Internacional - La Izquierda Diario”, presentato come “il primo gruppo internazionale di giornali digitali di sinistra a livello mondiale, in spagnolo, inglese, portoghese, francese e tedesco”. Il ruolo che il Pts assegna a questa “rete” di mezzi digitali non è secondario, scrivono: “concepiamo questa rete di giornali come un 'organizzatore collettivo' internazionale” (18).
È evidente dunque che, benché esista formalmente, il Pts sta diluendo la Ft in quella “rete” digitale. Il recente congresso del Mrt, gruppo brasiliano legato al Pts che agisce prevalentemente mimetizzandosi in “Esquerda Diário”, ha celebrato l'arrivo di quel sito web a “750 mila accessi mensili” dicendo che “la sezione brasiliana della rete internazionale dei giornali digitali – promossa dalla Ft in 12 Paesi e in 5 lingue – già è considerata in Brasile come il periodico più importante a sinistra del Pt” (19). 
La linea del “partito madre” è chiara: mantenere la Ft come apparenza formale che periodicamente si richiami a un “movimento per una internazionale” (20), mentre nei fatti si punta tutto su “giornali digitali” per “settori più ampi [lassi, ndt]” (21). Scelte che, nel caso brasiliano, arrivano fino al tentativo di entrare nel riformista Psol. Rispetto a questo partito riformista, il Mrt scrive che: “Gli eventi economici e politici recenti e i successi delle posizioni del partito hanno accreditato il Psol come un polo importante in funzione della necessaria riorganizzazione della sinistra brasiliana nel cosiddetto post-Pt nel governo nazionale” (22). 
Tutto questo è prodotto delle brutali pressioni parlamentariste che ricadono sul Fit argentino [fronte con cui il Pts ha guadagnato alcuni parlamentari, attorno ai quali ruota ormai tutta l'attività del partito, evidenziandosi una impressionante deriva parlamentarista, ndt].
Per fermarci al tema che stiamo affrontando in questo articolo, ci sembra importante evidenziare che una “rete” giornalistica non ha niente a che vedere con la concezione di Internazionale che il leninismo e il trotskismo sostengono. 
Un'Internazionale fondata sul centralismo democratico che lavori realmente per costruire una direzione internazionale, che discuta collettivamente la realtà e la vita politica dei diversi partiti, potrebbe far da contrappeso e perfino correggere, per esempio, la chiara deviazione parlamentarista del Pts. È così che funziona nella Lit-Quarta Internazionale, nella quale realizziamo sistematicamente Congressi internazionali, preceduti sempre da periodi di pre-congresso [periodo in cui si sviluppa il dibattito nelle sezioni e tra le sezioni, ndt], garantendo completamente il diritto a formare tendenze, frazioni, a scrivere materiali di contributo, e nei quali si discute di tutti i processi in atto e si esamina e critica la linea politica di ogni partito, incluso ovviamente quella della sezione più grande, il Pstu brasiliano. In questo modo, con la partecipazione di tutti i militanti dell'Internazionale, possiamo confermare o correggere la linea politica nazionale delle sezioni, agendo da contrappeso indispensabile per non allontanarci dai nostri principi né della classe operaia.  
Quanto detto sopra su Pts, Po, ecc. si può dire di Is, che promuove la Unidad Internacional de los Trabajadores (Uit). Anche in questo caso c'è un partito che assume il ruolo centralizzatore [partito-madre, ndt], cioè lo stesso Is. Infine il Nuovo Mas, adesso alleato elettorale del Mst (23), è un partito che “è membro osservatore della Quarta Internazionale (Su)” (24), promuove la “corrente internazionale” Socialismo o Barbarie, e anche qui la sezione più grande (quella argentina) agisce come asse non questionabile degli altri cinque gruppi che ruotano attorno.  
Nella critica che Moreno realizzò contro Healy e Lambert negli anni Ottanta, metteva già in guardia sul fatto che quelle correnti agivano intorno a “partiti madre”, costituendosi come “piccoli raggruppamenti internazionali con 'succursali' che ruotavano attorno ai due partiti maggiori (l'Oci e il Wrp) che dominavano." (25)
Costruire “succursali” di “partiti madri” è la cosa opposta a costruire un partito mondiale basato sul centralismo democratico, nel quale, come spiegava Moreno, la direzione internazionale, per quanto debole possa essere, è più forte della più poderosa direzione di un partito nazionale. 
Nel centenario della Rivoluzione Russa - che Lenin e Trotsky non considerarono mai come un fine in sé stesso bensì come leva della rivoluzione internazionale - è fondamentale riscattare la tradizione marxista che concepisce il partito rivoluzionario come uno strumento di lotta internazionale. Non a caso, anche nel mezzo della guerra civile russa, tutti gli sforzi dei bolscevichi si incentrarono nella costruzione della Internazionale.  
Davanti ad una situazione mondiale turbolenta, instabile, polarizzata, con vari processi di lotta della nostra classe che si sviluppano in diverse parti del mondo, è urgente riprendere il compito di costruire un partito mondiale della rivoluzione socialista, cioè ricostruzione della Quarta Internazionale.
Mentre affrontiamo questo processo, ripetiamo con Moreno: “Senza eccezione alcuna, tutte le esperienze di federalismo o di trotskismo nazionale sono finite nella spazzatura della storia” (26).
Secondo Moreno: “in nessun posto del mondo il trotskismo ha conosciuto fino ad oggi un partito federalista che non sia degenerato. Per noi, la fine di Lambert e Healy non costituisce una casualità. Non è casuale nemmeno che il Swp, federalista per tutta la vita, sia il partito del Su più influenzato dal castrismo” (27).  
È necessario imparare dalla storia: “Ogni direzione nazionale è destinata al fallimento se non è parte attiva della costruzione di una direzione internazionale […]” (28).
 
Nel centenario dell'Ottobre, più internazionalisti che mai 
Per quanto ci riguarda, con tutti nostri limiti e nonostante le nostre forze siano relativamente modeste in relazione al compito, continuiamo la lotta quotidiana per costruire partiti rivoluzionari, operai e di lotta, in tutti i Paesi e perché questi, contemporaneamente, siano parte di un'organizzazione internazionale basata sui principi del centralismo democratico.  
Lottiamo per la costruzione di un'Internazionale composta da partiti legati strettamente alla classe operaia; partiti che si costruiscano intervenendo nelle piccole e grandi battaglie che gli sfruttati sviluppano contro il capitale. Partiti formati da quadri e militanti ideologicamente saldi, capaci di sopportare le vicissitudini della lotta rivoluzionaria e disposti a fare qualunque sacrificio e rinuncia in favore della rivoluzione.  
Nel centenario della rivoluzione russa, la costruzione della Lit-Quarta Internazionale significa una riaffermazione della lotta per ricostruire la Quarta Internazionale. La situazione mondiale – caratterizzata dalla polarizzazione generata dalla crisi economica mondiale; dagli attacchi dei governi capitalisti; dalla resistenza della classe operaia e degli altri settori sfruttati che si esprime in centinaia di lotte e negli scioperi generali in America Latina, nelle grandi mobilitazioni negli Usa e in Europa, nella continuità, sia pur fra alti e bassi, delle rivoluzioni in Medio oriente, - pone in maniera concreta la necessità di uno stato maggiore rivoluzionario a livello mondiale.  
Questo implica una battaglia costante per avanzare nella nostra bolscevizzazione, nel senso programmatico, di principi, ideologico, nella relazione con la classe operaia e con le sue lotte, nella relazione con la teoria marxista, basandoci su un autofinanziamento indipendente, sulla morale rivoluzionaria e sull'internazionalismo conseguente.
 

Note
1) Nahuel Moreno, Conversaciones con Nahuel Moreno [1986]. San Pablo: Lorca, 2017, p. 73.
2) Lev Trotsky, "Declaración de la delegación bolchevique-leninista a la conferencia de las organizaciones comunistas y socialistas de izquierda" [1933], Marxismo Vivo, 17, 2008, p. 58.
3) Lit - Quarta Internazionale, "Tesis de Fundación de la Lit: Sobre la necesidad de construir una dirección y una organización internacionales", Marxismo Vivo, Edición Especial, 2007, p. 89.
4) Lit - Quarta Internazionale, Estatutos de la LIT (CI), Correo Internacional, n.° 3, 1982. p. 14.
5) Nahuel Moreno, "Nuestra experiencia con el lambertismo", Marxismo Vivo, Edición Especial, 2007, p. 18.
6) Nahuel Moreno, "La historia de nuestra corriente hasta la fundación de la Lit", Marxismo Vivo, Edición Especial, 2007, p. 39.
7) Idem.
8) Ibidem, p. 18.
9) Lev Trotsky, "Declaración de la delegación bolchevique-leninista (...)" , op. cit., p. 58.
10) Lit - Quarta Internazionale, Conferencia de fundación (...), op.cit., p. 150.
11) José Welmowicki, "La bancarrota del antiguo Secretariado Unificado a partir de su visión sobre los procesos del Este", Marxismo Vivo, Nº 8, 2016, pp. 11-12.
12) Nahuel Moreno, "Nuestra experiencia con el lambertismo". www.litci.org/es/teoria/historia/nahuel-moreno-nuestra-experiencia-con-el-lambertismo/>.
13) Lit - Quarta Internazionale, "Tesis de fundación de la Lit: Sobre la necesidad de construir una dirección y una organización internacionales". www.pstu.com.ar/wp-content/uploads/2014/09/1982-tesisdefundaciondelalitci.pdf.
14) Nahuel Moreno, "Nuestra experiencia con el lambertismo".
15) Nahuel Moreno, "La existencia de una tendencia trotskista ortodoxa es un hecho", Marxismo Vivo, Edición Especial, 2007, p. 107.
16) Nahuel Moreno, "Nuestra experiencia con el lambertismo".
17) Partido Obrero (PO), "Tesis de la Conferencia sobre América Latina". www.po.org.ar/pdf/tesis-conferencia-latinoamericana-2016.pdf
18) Red Internacional, "¿Quiénes somos?" http://laizquierdadiario.com/Red-Internacional/quienes.html
19) Mrt, "II Congresso Mrt: enfrentar os ataques de Temer e construir uma esquerda anticapitalista na luta de classes". http://www.esquerdadiario.com.br/II-Congresso-MRT-enfrentar-os-ataques-de-Temer-e-construir-uma-esquerda-anticapitalista-na-luta-de.
20) Fraccion Trotskista (FT-Pts), "Construyamos un Movimiento por una Internacional de la Revolución Socialista". http://www.laizquierdadiario.com/Construyamos-un-Movimiento-por-una-Internacional-de-la-Revolucion-Socialista
21) Mrt," II Congresso MRT: enfrentar os ataques".
22) Ídem.
23) Nuevo Mas, "Declaración política del nuevo frente entre el Nuevo Mas y el Mst" www.mas.org.ar/?p=10949.
24) Mst. "¿Quiénes somos?" http://mst.org.ar/quienes-somos/
25) Nahuel Moreno, "Nuestra experiencia con el lambertismo".
26) Lit - Quarta Internazionale, "Tesis de fundación de la Lit ".
27) Idem.
28) Nahuel Moreno, "La historia de nuestra corriente", op. cit., p. 18.
 
 
(dal sito della Lit-Quarta Internazionale. Traduzione dallo spagnolo di Mauro Buccheri)
 
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