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Brasile: dopo lo sciopero del 28 che ha paralizzato il Paese PDF Stampa E-mail
mercoledì 03 maggio 2017
Brasile: dopo lo sciopero del 28 che ha paralizzato il Paese 
Ora occupiamo Brasilia e prepariamo
uno sciopero generale di 48 ore! 
 

 
Direzione del Pstu
(sezione brasiliana della Lit-Quarta Internazionale *)
 

 

sciopero_28_brasile

 

Lo sciopero generale del 28 aprile ha bloccato il Brasile da nord a sud. È stato il più grande sciopero generale di tutta la nostra storia.

La classe operaia ha aderito in massa: metallurgici, chimici, tessili, settore calzaturiero, alimentaristi, vetrai, edili, operai agricoli e trasporti: tutto fermo! Il 28 aprile, dallo spillo all'aeroplano, la produzione si è fermata!   
Un ruolo importante hanno svolto i lavoratori dei trasporti, autobus, treni e metro, che hanno bloccato praticamente tutto il Paese, con rare eccezioni. E questa volta la stampa non è riuscita a trovare persone ammucchiate nelle stazioni delle metro o alle fermate degli autobus che cercavano di andare al lavoro, né a strumentalizzare eventuali lagnanze in qualche settore. Semplicemente, la popolazione non è uscita di casa perché era in sciopero o appoggiava lo sciopero.   
Docenti del pubblico e del privato, lavoratori del settore sanitario, bancari, impiegati pubblici dei tre livelli [federale, statale, municipale, ndt] hanno incrociato le braccia. Anche i commercianti in molti posti si sono fermati. I movimenti popolari hanno aderito con forza, hanno partecipato in maniera organizzata costruendo un sciopero attivo, bloccando ponti e autostrade, realizzando manifestazioni e picchetti: i disoccupati, le masse povere delle periferie, neri e nere, lgbt, indigeni, pensionati, movimenti femminili, movimenti per l'abitazione, senza-terra e quilombolas [discendenti degli schiavi che fuggivano dalle piantagioni]: tutta la classe lavoratrice ha aderito. 
Questo governo e questo parlamento di corrotti, banchieri e grandi imprenditori, che dispongono dell'appoggio di appena il 4 percento della popolazione, hanno sentito il colpo. Abbiamo mostrato loro la forza dell'unità della classe lavoratrice e delle masse popolari di questo Paese. Senza di noi non funziona nulla, tutto si ferma. 
Ma questo governo di ladri e capitalisti sta dicendo che non intende fermare le riforme in atto. Con grande sfacciataggine dice che lo sciopero è stato un fallimento, ci ride in faccia, credendo così di demoralizzare la classe lavoratrice. La grande stampa, da parte sua, con Rede Globo [rete televisiva brasiliana; ndt] per prima, dopo avere nascosto che ci sarebbe stato lo sciopero, si è vista poi obbligata a mostrare le immagini dello sciopero generale del 28 aprile.
Il giorno dopo, vergogna generale, al contrario delle televisioni e dei giornali stranieri che, avendo degli inviati qui, hanno parlato del peso del nostro sciopero in tutto il mondo, le tv e i giornali filopadronali brasiliani hanno cercato nuovamente di innescare la loro macchina della menzogna, sminuendo la forza e le dimensioni dello sciopero generale in Brasile. 
La verità è che questo governo adesso è ancora più debole, e noi, i lavoratori, più forti; e se loro non arretrano, dobbiamo essere noi a fermarli e a mandarli via. Per questo motivo, non dobbiamo accettare che qualcuno patteggi emendamenti su quelle riforme in nostro nome, e dobbiamo dimostrar loro che se non arretrano continueremo la lotta con forza sempre maggiore.
Perciò, adesso, il prossimo passo dev'essere occupare Brasilia [sede del governo federale, ndt] e preparare un nuovo sciopero generale: questa volta di 48 ore. 
Continuiamo a riunire, organizzare, ampliare e diffondere i comitati nei posti di lavoro, di studio e nei quartieri, nelle campagne e nelle città; costruiamo assemblee ed organizziamoci dalla base nei sindacati. Raccogliamo denaro ed organizziamo carovane da tutto il Brasile, in ogni settore, città, quartiere, scuola, per occupare Brasilia.
E prepariamo un nuovo sciopero generale. Stavolta di 48 ore. 

Via Temer! Via tutti!
Potere agli operai e alle masse oppresse!
 

(*) Dal sito della Lit-Quarta Internazionale www.litci.org
(traduzione in italiano di Mauro Buccheri)
 
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