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Primo Maggio Dichiarazione della Lit – Quarta PDF Stampa E-mail
sabato 29 aprile 2017

Primo Maggio

Dichiarazione della Lit – Quarta Internazionale

1. Il Primo Maggio è una giornata internazionale di lotta della classe operaia, e non un giorno di festa. Non si può festeggiare il fatto che ci sono 200 milioni di disoccupati nel mondo. Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, solo un quarto dei lavoratori ha un impiego stabile, mentre i salari sono in costante calo. La maggioranza dei lavoratori del mondo non arriva alla fine del mese. I piani neoliberisti attaccano i diritti minimi, come le pensioni e le ferie. I poveri muoiono prima di essere ricoverati negli ospedali pubblici.
Anche nei Paesi imperialisti la crisi dell’istruzione e quella della sanità si aggravano di giorno in giorno. La polizia entra nei quartieri popolari con squadre di assalto, uccidendo in maniera indiscriminata. Ciò avviene anche nei Paesi imperialisti, nei quali si attaccano sempre più le libertà fondamentali e si reprime il dissenso, come ad esempio sta avvenendo in Francia e in Spagna.

Ogni giorno che passa prosegue senza freni la distruzione dell’ambiente, al solo fine di accumulare profitti. Il capitalismo utilizza l’oppressione per aumentare sempre più lo sfruttamento e dividere la classe operaia. L’odio contro gli immigrati, la violenza maschilista e razzista, l’omofobia, scagliano gli uni contro gli altri i lavoratori, cosa che favorisce il dominio della borghesia.

Nei quartieri poveri delle periferie delle città del mondo sta crescendo una rabbia profonda. E’ lì che si può percepire la vera vita delle masse popolari, non certo nelle vie dello shopping elegante dei centri cittadini.

2. Trump governa gli Stati Uniti dimostrando che il vero volto dell’imperialismo è il volto della destra estrema, del militarismo, del maschilismo, del razzismo, dell’omofobia, della repressione, della distruzione dell’ambiente.
Trump cerca di scagliare i lavoratori bianchi contro i neri, le donne e gli immigrati. Dice di voler garantire più lavoro ai bianchi, come se fossero gli altri lavoratori i responsabili della crisi. Il vero progetto di Trump è quello di dividere i lavoratori e imporre così un attacco durissimo non solo agli immigrati e ai neri, ma anche ai lavoratori bianchi, che vedranno i loro salari ulteriormente abbassati e i loro diritti sindacali cancellati.

La reazione contro Trump, con la mobilitazione di tre milioni di persone in occasione del suo primo giorno di governo, ha dimostrato che la polarizzazione della lotta di classe è arrivata al cuore dell’imperialismo. In occasione di questo Primo Maggio i lavoratori degli Stati Uniti e in particolare i loro settori più sfruttati – gli immigrati – stanno organizzando una mobilitazione contro Trump.

Trump vuole imporre gli interessi delle multinazionali nordamericane in tutto il mondo, usando la forza militare e la codardia dei governi sottomessi agli Usa.

I recenti bombardamenti in Siria e in Afganistan, così come le minacce alla Corea del Nord, sono un pericolo per i lavoratori e le masse popolari di tutto il mondo. Questo Primo di Maggio dobbiamo denunciare tutto ciò a gran voce, e respingere questa politica imperialista di aggressioni militari.

Nonostante questo, in molti Paesi si stanno sviluppando enormi mobilitazioni contro Trump, dimostrando che la coscienza antimperialista sta crescendo con forza in tutto il mondo.

 

3. I governi imperialisti europei come quelli di Hollande (Francia), Cameron e May (Gran Bretagna), Gentiloni (Italia) o Rajoy (Spagna), applicano nei loro Paesi piani neoliberali sempre più violenti contro i lavoratori, per cercare di sopravvivere alla competizione interimperialista.
Ma le pesanti crisi politiche sempre più esplosive in Europa – basta pensare alla Brexit e all’instabilità dei vari governi – dimostrano che anche nel Vecchio continente è in atto una crescente polarizzazione. L’Unione Europea, che sfrutta e opprime tutta popolazione europea per servire gli interessi delle banche e degli imperialismi più forti, già mostra segni di crisi profonda.

 

4. I governi dei Paesi semicoloniali applicano gli stessi piani neoliberali, persino con maggior durezza. E’ ciò che avviene con i governi Temer (Brasile), Macrì (Argentina), Peña Nieto (Messico), Cartes (Paraguay). E’ anche il caso della Grecia, che si è trasformata in una semicolonia della Germania. Le grandi crisi politiche che si vivono in questi Paesi indicano che i lavoratori sono stanchi di subire questi attacchi. E’ ora di abbattere questi governi che hanno come unico scopo quello di attaccare i lavoratori per servire le multinazionali.

 

5. I lavoratori in tutto il mondo devono riflettere sul ruolo dei partiti “riformisti” e “nazionalisti”. La crisi profonda di governi come quelli di Hollande, Maduro, Bachelet si spiega perché hanno applicato gli stessi piani neoliberali dei governi “di destra”. La crisi e la caduta del governo Dilma del PT in Brasile hanno questa stessa spiegazione. Anche i governi di questi partiti sono utili agenti della borghesia e dell’imperialismo.
Quando questi partiti si collocano “all’opposizione” è per accumulare un capitale elettorale che serve loro per cercare di tornare al governo e applicare gli stessi piani neoliberali.

 

6. I partiti che si presentano come la nuova sinistra contraria all’austerità, radicale e “altromondista”, alternativa alla socialdemocrazia, portano avanti lo stesso progetto di arrivare al governo.
E’ l’esempio che ci offre Syriza in Grecia, che è andata al governo dicendo che non avrebbe accettato l’austerità e la perdita di diritti e, quando è arrivata al potere, ha iniziato ad applicare il più duro dei piani neoliberali attuati nel Paese, nonostante tale piano sia stato respinto dalle masse popolari greche con un referendum. E’ la stessa strada che sta percorrendo il “Blocco di Sinistra” (una coalizione di forze centriste e riformiste, ndr) in Portogallo, che appoggia il governo del partito socialista portoghese.

Questi partiti “anti-austerità” di oggi sono la socialdemocrazia di domani. Podemos in Spagna percorre la stessa strada del Psoe (il partito socialista spagnolo, ndt), come ha dimostrato il suo operato nella giunta di Madrid.

Sappiano i lavoratori che in Psol (coalizione di forze riformiste e centriste, ndt) in Brasile intende seguire lo stesso corso del PT. E non è casuale che Lugo (Paraguay) abbia difeso insieme col governo di destra di Cartes gli emendamenti volti a favorire la rielezione dei capi di governo, emendamenti ripudiati dalle masse popolari del Paraguay, che hanno incendiato il Parlamento.

 

7. Le burocrazie sindacali di tutto il mondo aiutano a mantenere il dominio e il sistema di sfruttamento della borghesia. Aggrappati ai privilegi dei loro apparati, aiutano i partiti riformisti e borghesi, che sono al governo o all’opposizione, a frenare le lotte dei lavoratori. Non è un caso che molti lavoratori si allontanino dai loro sindacati per l’operato delle loro direzioni.
E’ necessario rafforzare la nascita di nuove direzioni rappresentative della base, che sorgano dalle lotte e dalla viva pratica della democrazia operaia.

 

8. I lavoratori di Cina e di Cuba devono ancora scontrarsi con dittature capitalistiche che, in nome del socialismo, attaccano i lavoratori e arricchiscono la nuova borghesia nata dalla vecchia burocrazia dei rispettivi partiti comunisti. In quei Paesi, i lavoratori devono lottare duramente per la libertà di organizzazione.
I partiti che mantengono l’eredità dei vecchi partiti comunisti, raggruppati nell’area cosiddetta “castro-chavista”, partiti di matrice stalinista, accumulano crimini contro le lotte dei lavoratori e delle masse popolari. L’appoggio al genocida Al-Assad, responsabile della morte di mezzo milione di persone e della fuga dal Paese di 12 milioni di siriani, è un tradimento che non sarà dimenticato.

In Venezuela, sotto la falsa retorica del socialismo del XXI secolo e della lotta contro l’imperialismo, Maduro mette in atto una misura dopo l’altra con l’intento di attaccare i diritti democratici dei lavoratori, mentre le masse popolari non hanno accesso nemmeno ai beni di prima necessità e al cibo.

 

9. Le grandi imprese governano il mondo. Finanziano le campagne dei partiti e dopo ottengono  dai governi tutto quello che vogliono. La “democrazia” dei ricchi non ha nulla a che vedere con la vera democrazia. I partiti della “destra” e della cosiddetta “sinistra” sono finanziati dalle grandi imprese e per questo applicano gli stessi piani neoliberali. Le masse popolari votano, però non decidono. Chi comanda sono le grandi imprese.
Le otto persone più ricche del mondo – proprietari delle grandi imprese multinazionali – guadagnano tanto come la metà più povera dell’umanità. Il lusso delle case, le automobili, le feste della borghesia sono scandalosi.

La corruzione è evidente in tutti i governi. La stampa borghese vuole far passare l’idea che “tutti sono ugualmente corrotti”. Questo non è vero. Corrotti sono i politici e i partiti finanziati dalle grandi imprese e dalle banche che li utilizzano per controllare gli Stati.

 

10. Il mondo è costruito dai lavoratori. Sono le mani dei lavoratori e delle lavoratrici che coltivano i prodotti alimentari, che costruiscono le automobili e le case, gli ospedali e le scuole, i cellulare e i computer. Ma gli stessi lavoratori non riescono a sfamarsi, educarsi, vestirsi né ad avere una sanità e una scuola dignitose.
Il capitalismo è il padre di tutte le oppressioni, della repressione e delle guerre, nonché della rapida distruzione dell’ambiente. Se i lavoratori fossero al potere e potessero liberare lo sviluppo delle forze produttive si potrebbe farla finita da subito con la fame e la disoccupazione nel mondo.

 

11. Il Primo di Maggio deve essere in tutto il mondo un grido di guerra per la lotta. Dobbiamo unire i lavoratori per rovesciare i piani neoliberali e i governi che li applicano. Dobbiamo pretendere dalle direzioni sindacali l’unità delle lotte per costruire scioperi generali che aprano la strada a un futuro diverso. Dobbiamo fare appello alle masse popolari sfruttate e oppresse affinché rovescino le dittature capitaliste.
Dobbiamo costruire organismi democratici dei lavoratori, nuove direzioni per le lotte, che provengano dalla base. Dobbiamo unificare le nuove direzioni in coordinamenti di lotta.

 

12. E’ possibile costruire un mondo migliore per i nostri figli. Non è vero che le cose sono sempre andate così e così sempre andranno. Questo Primo di Maggio è il momento per alzare in alto di nuovo le bandiere del socialismo.
Nel 2017 commemoriamo il centenario della Rivoluzione Russa. Quella esperienza storica ci ha dimostrato che è possibile cambiare il mondo. L’espropriazione della borghesia e la pianificazione dell’economia provocarono il maggior cambiamento mai visto nella storia economica. Si pose fine alla miseria e alla fame. Le masse popolari ottennero un’educazione pubblica e una sanità di qualità, la lotta delle donne fece un grande passo in avanti, guadagnando il diritto al divorzio, all’aborto e a un salario uguale a quello degli uomini. Il matrimonio tra gli omosessuali fu approvato dai tribunali sovietici. L’oppressione sulle nazionalità della Russia zarista si trasformò in una libera unione, l’Urss.

Nei primi anni della Rivoluzione Russa, prima della burocratizzazione stalinista, il proletariato russo era al potere. Non si ebbe mai nella storia una democrazia di questo tipo. Diversamente dalla attuale “democrazia” dei ricchi, nella democrazia operaia quelli che lavoravano decidevano delle sorti del Paese.

Perché si potesse dare questo grandioso processo, fu necessario che un partito rivoluzionario, il partito bolscevico di Lenin, cominciasse a costruire l’Internazionale comunista.

Oggi, nel 2017, è più attuale che mai la necessità di costruire un partito rivoluzionario e una internazionale rivoluzionaria

La propaganda imperialista ha cercato di eliminare dalla memoria dell’umanità queste conquiste, cercando di far passare l’idea che la Rivoluzione Russa coincidesse con il regime burocratico e totalitario stalinista che finì per restaurare il capitalismo. Però la crisi capitalista ha reso di nuovo attuale il socialismo. E di socialismo di nuovo si torna a parlare in tutto il mondo.

In questo Primo Maggio innalziamo le nostre bandiere rosse con l’orgoglio dei socialisti rivoluzionari.

Unisciti a noi nella lotta contro i piani neoliberali dell’imperialismo e dei suoi governi!

Unisciti a noi nella costruzione di partiti socialisti rivoluzionari. Insieme costruiremo la Lega Internazionale dei Lavoratori!

 

Viva il Primo maggio di lotta dei lavoratori!

Via Trump e l’imperialismo!

Via le basi e gli interventi militari imperialisti!

Abbasso i piani neoliberali! Via i governi della borghesia!

Nessuna fiducia nei partiti neoriformisti!

Seguiamo l’esempio della Rivoluzione Russa!

Viva il socialismo rivoluzionario!

 

 

Segretariato Internazionale

della Lega Internazionale dei Lavoratori – Quarta Internazionale

 
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