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la Lit fa appello a votare per Philippe Poutou (Npa) PDF Stampa E-mail
martedì 18 aprile 2017

Contro le candidature borghesi e riformiste,

la Lit fa appello a votare per Philippe Poutou (Npa)

 

Dichiarazione del Segretariato della Lit-Quarta Internazionale*

Il 18 marzo è iniziata la campagna elettorale francese, con un primo turno previsto per il 23 aprile. Le elezioni si svolgono nel mezzo di una grave crisi politica e istituzionale che investe in pieno i due grandi partiti che si sono alternati al governo francese per decenni: la destra gaullista tradizionale, con François Fillon in testa, ed il partito socialista, con Benoît Hamon. Entrambi i partiti si ritrovano dilaniati e, nel caso del Psf, in un avanzato processo di disgregazione. Tutti i sondaggi preannunciano loro una grande sconfitta elettorale.
La crisi francese è direttamente associata a quella dell’Unione Europea (Ue), il progetto che il grande capitale europeo è andato costruendo dal 1945, in collaborazione con l’imperialismo nordamericano. L'Ue, con un rifiuto popolare sempre maggiore, celebra il 60° anniversario del Trattato di Roma nel suo momento peggiore, con una crisi che minaccia la sua stessa esistenza, in particolare dopo la Brexit e l’elezione di Trump.

Il grande capitale europeo, che inizialmente ha perseguitato la periferia, cioè Grecia, Portogallo, Irlanda o Spagna, si è visto successivamente obbligato ad attaccare frontalmente anche nei Paesi centrali dell’imperialismo europeo, a cominciare dalla Francia, immersa in un processo di decadenza rispetto all’imperialismo tedesco. Questo è il significato profondo della riforma della legge sul lavoro del governo Hollande-Valls, destinata a cambiare il modello di sfruttamento della classe lavoratrice francese, che ha provocato importanti scioperi e grandi manifestazioni, che hanno dovuto scontrarsi contro un’enorme violenza poliziesca.

L’estrema destra nazional-imperialista, razzista e xenofoba del Front National (Fn) cerca di capitalizzare la crisi del Psf e della destra tradizionale. La candidatura di Marine Le Pen difende un’alternativa anti-immigrazione ancora più dura di quella di Hollande e un referendum per far uscire la Francia dall’euro, mentre dispiega una forte demagogia sociale, intrisa di razzismo e sciovinismo.

Marine Le Pen è attualmente al primo posto nei sondaggi e si dà per certo che passerà al secondo turno. Elettoralmente compete, soprattutto, con Macron e con Jean Luc Mélenchon, il candidato le cui aspettative di voto stanno crescendo maggiormente e che riunisce i comizi più partecipati.

Macron, ex-banchiere ed ex-ministro di Hollande, è il candidato del capitale finanziario francese ed europeo, e conta sull’appoggio dell’ala destra del Psf.

Mélenchon, ex-ministro del socialista Lionel Jospin, si presenta alla testa della lista “La
France Insoumise” (La Francia Indomabile, n.d.t.) appoggiata dal Partito comunista. Si identifica con la “nuova sinistra europea” di Podemos, del Bloco de Esquerda portoghese, Die Linke o Syriza, dai quali non si è demarcato. Come tutte queste forze, non propone la rottura con l'Ue bensì la “modifica dei trattati”. Il suo programma, con un'inclinazione marcatamente nazionalista, non difende nessuna misura di fondo contro i banchieri e i grandi gruppi capitalisti. Propone riforme moderate e una Assemblea Costituente per rifondare la VI Repubblica parlamentare. Difende anche l’uscita dalla Nato e l’inclusione del diritto di aborto nella Costituzione. Si presenta come il portabandiera della “Rivoluzione cittadina”.

Alla sinistra di Mélenchon, ci sono due candidati: la professoressa universitaria Nathalie Artaud, di Lutte Ouvrière, e l’operaio della Ford, Philippe Poutou, del Nouveau Parti Anticapitaliste  (Npa), che presenta un programma i cui punti centrali sono la proibizione dei licenziamenti, la riduzione della giornata lavorativa senza riduzione salariale, la difesa e il rafforzamento dei servizi pubblici e l’appropriazione sociale di settori chiave dell’economia. Allo stesso tempo prende di mira il razzismo e la violenza poliziesca. Il suo programma, tuttavia, risulta debole quando si tratta di denunciare l’imperialismo francese e proporre il ripudio e la rottura con l'Ue.

Nonostante ciò, la candidatura di Poutou offre – a differenza della maggioranza della sinistra europea – un punto d’appoggio per contrapporsi alle candidature borghesi e di conciliazione di classe, così come per raggruppare l’attivismo operaio e sociale, come si è evidenziato nei dibattiti elettorali pubblici.

Per questo, la Lega Internazionale dei Lavoratori fa appello a votare Philippe Poutou alle prossime elezioni presidenziali.



* Dal sito della Lit-Quarta Internazionale: www.litci.org

 traduzione in italiano di Nico Buendia

 
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