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Argentina. Polemica con l'elettoralismo di Pts e Po PDF Stampa E-mail
mercoledì 29 marzo 2017
Argentina. Polemica con l'elettoralismo di Pts e Po
Dove si doveva stare il 7 marzo?
 

di Teca (*)
 
 
 
 
argentina_polemicapo
 
(Argentina: dirigenti e parlamentari di Pts e Po a un'iniziativa elettorale)
 
Il 7 di marzo rimarrà a memoria dei lavoratori come il giorno in cui abbiamo costretto la direzione della Cgt (sindacato argentino similare alla Cgil, ndt) a indicare una data per lo sciopero generale.
Purtroppo il Partido Obrero, il Partido de los Trabajadores Socialistas (Pts), Izquierda Socialista (Is), il Mst e il Nuovo Mas (partiti della estrema sinistra argentina, ndt) non erano presenti. Alcuni, come il Nuovo Mas e il Pts hanno addirittura invitato a non partecipare alla manifestazione. Il resto ha organizzato un proprio presidio in Piazza di Maggio, a cinque isolati di distanza.
Il Pstu argentino (sezione in quel Paese della Lit-Quarta Internazionale, ndt), invece, era insieme ai lavoratori kirchneristi e peronisti, lanciando slogan perché sia indicata la data dello sciopero, contestando i burocrati insieme ai conducenti di linea e a tutti i lavoratori che festeggiavano la fuga dei burocrati dalla piazza.
Ma non siamo interessati all'autopromozione, per noi è importante poter discutere con tutti quei militanti onesti che hanno seguito le proprie organizzazioni alla manifestazione separata, perché in questo momento in cui la lotta si intensifica, le conclusioni che possiamo trarre sono fondamentali per il futuro dei lavoratori e delle masse popolari.
 
Una politica che si contrappone all'unità di lotta contro il governo
I giorni precedenti alla manifestazione promossa dalla Cgt come sfogatoio della rabbia dei lavoratori, i partiti della sinistra che compongono i fronti elettorali del Fit (Partido Obrero, Pts e Izquierda Socialista) e Ifs (Nuovo Mas eMst) non solo hanno scritto molti articoli per spiegare i motivi per cui secondo loro non si doveva partecipare a questa manifestazione, ma hanno fatto tutto il possibile affinché i lavoratori non vi prendessero parte.
Alla fabbrica Pepsico, per esempio, il Pts era contrario a manifestare, e alla Pilkington, il Nuovo Mas, senza consultare i lavoratori in assemblea, ha deciso che questi ultimi non avrebbero dovuto partecipare a questa storica giornata di lotta. Nel frattempo, il "Pollo" Ruben Sobrero e il suo partito, Izquierda Socialista, insieme al Partido Obrero, hanno chiamato i ferrovieri e i lavoratori del Sutna e di Agr a partecipare al loro atto "classista combattivo", in questo modo dividendoli dalle migliaia di lavoratori che manifestavano, indebolendo il movimento per lo sciopero generale che si è invece espresso con insulti e lanci di bottiglie contro i leader della Cgt che hanno dovuto scappare come topi.
A tal punto arriva il disorientamento politico di questi partiti. La prima reazione del Pts è stata quella di scrivere sul proprio sito (Izquierda Diario) che quanto accaduto era una lotta tra settori della burocrazia.
Sappiamo che in questi partiti di sinistra ci sono centinaia di lavoratori e giovani che lottano e militano instancabilmente e a cui va tutto il nostro rispetto, ed è proprio per questo che ci sentiamo in dovere di criticare la politica dei loro partiti.
 
La impressionante deriva elettoralista di Pts e Po
Noi crediamo che il Po, il Pts, l'Is, il Nuovo Mas e il Mst si stanno sforzando di separare i proprio militanti e simpatizzanti dal resto dei lavoratori solo perché quello che cercano è di rendersi visibili elettoralmente. Non è casuale che meno di una settimana dopo le tre storiche giornate di lotta, dove la necessità reale che è emersa è quella di spingere per organizzare lo sciopero generale in Argentina, il Pts, il Nuovo Mas e il Mst hanno convocato al Hotel Castelar conferenze... di presentazione dei loro candidati per le elezioni di agosto.
Già avevamo segnalato che l'evento organizzato ad Atlanta l'anno scorso andava in questa direzione: un'assemblea elettorale ad un anno dalle elezioni nazionali.
Invece di lottare per lo sciopero generale convocando assemblee nei luoghi di lavoro, assemblee dei delegati, hanno sprecato le energie di migliaia di militanti in una manifestazione utile solo a lanciare la campagna elettorale del Fronte Elettorale (Fit). Lo stesso hanno fatto il Nuovo Mas e il Mst che avevano lanciato il loro fronte elettorale a dicembre.
Crediamo che il 7 di marzo questi partiti abbiano proseguito con la stessa logica e questo ci sembra totalmente sbagliato. Le riforme di Macri (presidente dell'Argentina, ndt) vanno respinte scendendo nelle piazze non eleggendo deputati.
Non è momento di campagna elettorale, non facciamo il gioco di governo e padroni che vorrebbero relegare tutto sul terreno delle elezioni. Siamo di fronte ad una grande opportunità che possiamo sfruttare se riusciremo ad unire i lavoratori sul terreno della lotta ai licenziamenti, per il salario, per le condizioni di lavoro.
Con questo non vogliamo dire che non ci si deve presentare alle elezioni, cosa che abbiamo fatto in passato e rifaremo in futuro: ma non questo è il momento. Eleggere deputati è importante, ma perché poi essi denuncino il parlamento come un covo di banditi, non perché rafforzino il parlamento facendo accordi con la borghesia per permettergli di approvare delle leggi: come invece ha fatto, per esempio, il Pts votando la legge sugli asili d'infanzia con il kirchnerismo, o facendosi foto l'8 di marzo con deputate del Pro (il Pro è un partito di centrodestra, ndt).
Lo stesso ha fatto il Po, che col Pts ha garantito il quorum in parlamento al kirchnerismo per permettergli di votare più di 100 leggi con la scusa che queste erano leggi "a favore della classe operaia".
Insomma: Pts e Po fanno il contrario di quanto sarebbe necessario: rifiutano l'unità d'azione dei lavoratori contro le misure del governo e si uniscono alla borghesia nella lotta in parlamento.
 
Spingiamo insieme per lo sciopero generale rivendicando un piano di lotta
Pts e Po sprecano fiumi di inchiostro per spiegare che la direzione della Cgt, essendo burocratica, non vuole convocare lo sciopero generale, dunque bisogna organizzarsi in maniera indipendente. Anche noi concordiamo col fatto che la direzione della Cgt è composta da burocrati e che non sia nelle loro intenzioni convocare lo sciopero generale, in quanto principali garanti della governabilità. E siamo anche consapevoli della necessità di costruire una alternativa indipendente da questi dirigenti traditori. Ma ciò di cui si sta discutendo qui è di quale possa essere il modo migliore per raggiungere questo obiettivo, per poter scavalcare queste direzioni. E in questo senso pensiamo questi partiti della sinistra abbiano in definitiva fatto un favore ai burocrati togliendo lavoratori dalla manifestazione della Cgt per portarli da un'altra parte: così facendo hanno indebolito la lotta per lo sciopero generale.
Non è in questo modo che si lotta realmente per l'indipendenza politica dei lavoratori. Di fronte al tradimento dei dirigenti sindacali e politici, dobbiamo lottare a fianco dei lavoratori anche se questi hanno fiducia in partiti come il Partido Justicialista, il kirchnerismo o se non hanno fiducia in nessuno. Dobbiamo lottare al fianco dei lavoratori mettendo bene in chiaro che noi non vogliamo che torni al governo Cristina Kirchner o che ci vada Massa o qualche altro candidato dei padroni: noi vogliamo che governino i lavoratori e le masse sfruttate.
Per questo noi eravamo alla mobilitazione con le parole d'ordine: sciopero generale subito! abbasso il piano Macri! Abbiamo distribuito più di 30 mila volantini che chiedevano alla Cgt di indicare una data per lo sciopero generale. Siamo andati a rivendicarlo, perché sapevamo che altrimenti ciò non sarebbe avvenuto. E siamo stati presenti alla manifestazione perché lo sciopero generale, e il piano di lotta necessario per respingere le riforme del piano Macri, lo potremo realizzare solo stando nelle piazze coi lavoratori dei diversi partiti e sindacati. Pretendere di poterlo realizzare solo coi militanti e i simpatizzanti dei partiti di sinistra è ridicolo. Ad oggi la sinistra da sola non ha la capacità per convocare uno sciopero generale e respingere così il piano Macri. Questa è la realtà. Però abbiamo la forza per costringere le direzioni politiche e sindacali, smascherarle, proponendo una politica distinta e opposta a quella che loro propongono e così incanalare lo scontento nella giusta direzione.
Ma non è con l'autoproclamazione che vinceremo la battaglia, bensì conducendo una dura lotta dall'interno, rivolgendoci alla base operaia perché non si fidi di questi traditori. Dunque dobbiamo trarre delle lezioni dagli avvenimenti del 7 marzo, perché una cosa è stata dimostrata: che ci sono le condizioni per avanzare e cambiare la situazione.
Pertanto, invitiamo queste organizzazioni della sinistra (Pts, Po, ecc.) ad una riflessione. Le invitiamo a cambiare atteggiamento, perché pongano tutti i loro sforzi al fine di raggiungere la massima unità di tutti i lavoratori, per spingere dal basso verso lo sciopero generale e organizzare la lotta contro i piani del governo e delle direzioni traditrici e vendute. Dobbiamo costruire dal basso e al calore delle lotte la nuova direzione del movimento operaio che è necessaria.
Il nostro partito, il Pstu, è al servizio di questa battaglia ed apre le porte a tutti i lavoratori che intendono portarla avanti.
 
(*) traduzione di Massimiliano Dancelli dal sito del Pstu di Argentina (sezione argentina della Lit-Quarta Internazionale) (www.pstu.com.ar)
 
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