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"Native ou
étrangère, c'est la meme classe ouvrière"
A Bruxelles due giorni di lotta per una mobilitazione
internazionale degli immigrati
di Fabiana Stefanoni
Sabato 23
settembre si è svolta a Bruxelles una manifestazione - cui hanno partecipato
più di mille immigrati e lavoratori belgi - per chiedere la regolarizzazione di
tutti i sans-papiers.
Per le strade della città hanno sfilato sia i
rappresentanti di organizzazioni belghe che lottano per i diritti degli
immigrati, sia centinaia di giovani immigrati con e senza permesso di
soggiorno.
Il
corteo si è aperto con un sit-in di fronte al ministero dell'immigrazione -
dove gli immigrati, insieme ai lavoratori e ai compagni belgi che sostengono la
loro lotta, hanno fatto sentire la loro voce - e si è concluso con un comizio
in una delle piazze principali della città. Nonostante la manifestazione sia
stata organizzata alla vigilia delle elezioni amministrative - con il
conseguente clima di ricatto creato ad arte dai partiti socialdemocratici e
stalinisti per smorzare le proteste degli immigrati (al fine di non turbare
troppo gli alleati borghesi in vista dei patti di governo) - per una città di
media grandezza come Bruxelles è stato un ottimo risultato.
Così,
di grande importanza e carica di prospettive è stata anche la giornata
successiva. Il 24 settembre, sempre a Bruxelles, si sono riunite in una
conferenza internazionale organizzazioni che lottano per la difesa dei
lavoratori immigrati in vari paesi d'Europa: in particolare, l'Associazione dei
lavoratori immigrati di Spagna (Atraie), l'Unione per la difesa dei sans-papiers del Belgio (Udep) e il
Coordinamento nazionale dei sans-papiers
di Francia (Cnsp). Atraie, la principale tra le organizzazioni, quella che ha
spinto con maggior insistenza per la creazione di un coordinamento
internazionale dei lavoratori immigrati, è legata alla Lega internazionale dei
lavoratori (la Lit-Ci), l'organizzazione trotskista internazionale (di cui fa
parte anche il Pstu brasiliano) con cui Pc-Rol ha avviato un confronto. Anche i
compagni della sezione belga della stessa Lit sono tra i principali animatori
dell'Udep. Pc Rol ha partecipato, su invito dei compagni della Lit, alla
due-giorni di lotta (sebbene con la sola presenza "simbolica" di chi
scrive).
La
conferenza internazionale del 24 settembre ha ribadito anzitutto la volontà di
offrire un appoggio alla lotta di tutti i sans-papiers,
in Europa e negli Stati Uniti. Soprattutto, sulla base di una chiara analisi di
classe della condizione degli immigrati nella fase attuale del capitalismo caratterizzata
dall'emanazione di leggi che limitano la libera circolazione dei lavoratori
immigrati per garantire una fetta consistente di manodopera super-ricattabile,
è stata stesa una piattaforma di rivendicazioni che, in ottica transitoria,
rimandano alla necessità del superamento del sistema capitalistico per
garantire diritti effettivi agli immigrati.
Di
fronte alla segregazione della gran parte degli immigrati da parte dei governi
borghesi di centrodestra e centrosinistra (come nei casi di Ceuta e Melilla,
della costruzione del muro tra Usa e Messico, della militarizzazione delle
coste africane, dei Centri di permanenza in Italia), le organizzazioni riunite
a Bruxelles rivendicano:
-
la regolarizzazione senza condizioni di tutti i lavoratori senza permesso di
soggiorno
-
il ritiro di tutte le leggi sull'immigrazioni fino ad oggi varate
-
la libertà per tutti il lavoratori senza permesso di soggiorno arrestati
-
la chiusura immediata di tutti i centri di detenzione degli immigrati
-
l'abbattimento di tutti gli ostacoli e dei muri, con la condanna dei
responsabili politici e militari che hanno provocato la morte di lavoratori
immigrati.
Nel
corso della stessa giornata, sì è anche lanciato un appello per una
manifestazione internazionale a Bruxelles di tutti i lavoratori immigrati che
in Europa subiscono la violenza quotidiana del sistema capitalista: per questo,
è necessaria la solidarietà di tutta la classe operaia. L'immigrato e il
lavoratore nato in Europa - "native
ou étrangère" (cioè nativo o straniero), come recitava uno degli
slogan più urlati alla manifestazione del 23 settembre - hanno un nemico comune,
il padronato, che necessita di manodopera a basso costo e estremamente
ricattabile per perpetuare i profitti sulla pelle dei lavoratori. Quando gli
immigrati non servono più, i governi sono pronti ad attuare politiche di
espulsione o forte limitazione dei flussi migratori.
Il
governo Prodi non rappresenta un'eccezione. Nonostante la presenza di un
ministro di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, alla "solidarietà
sociale" (il ministero che ha il compito di gestire, su mandato della
borghesia italiana, la "questione immigrazione"), gli immigrati
continuano ad essere rinchiusi in veri e propri lager (i Cpt), a vivere
condizioni di miseria ed estrema ricattabilità nei luoghi di lavoro, a subire
ghettizzazione ed emarginazione. Ferrero si sta mostrando "solidale"
solo con il padronato, per il quale si appresta a gestire e regolare i futuri
flussi in base alle esigenze delle aziende: non viene proposto alcun cambio di
rotta minimamente significativo rispetto alle politiche dello scorso governo.
Come per la legge Bossi-Fini, come per la legge Turco-Napolitano,
l'immigrazione continua ad essere considerata un problema di ordine pubblico.
Anche
Pc Rol sarà a fianco degli immigrati di tutta Europa che lottano per il
permesso di soggiorno e per i propri diritti. Per cominciare, la giornata di
lotta del 17 novembre contro la Finanziaria sarà un momento anche per dire No a
un governo che, per garantire i profitti al padronato, continua a sferrare
pesantissimi attacchi ai giovani, agli immigrati, alle donne: in una sola
parola, ai lavoratori. La ricetta che il ministro Padoa Schioppa ha preparato è
la stessa che abbiamo assaggiato coi governi precedenti: taglio a sanità e
scuola, precarietà del lavoro, aumento dell'età pensionabile, nuove tasse,
regali a pioggia alle imprese, rinnovo delle politiche di segregazione e
espulsione degli immigrati. Anche noi possiamo dire, insieme agli immigrati di
tutta Europa e degli Stati Uniti, che l'immigrato e il lavoratore fanno parte della
stessa classe proletaria: comune è il nemico, comune è la lotta. Qui in Italia
comincia con un netto No alla Finanziaria e ai nuovi sacrifici che vengono
chiesti ai lavoratori.
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