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Una panoramica realistica del quadro politico italiano PDF Stampa E-mail
venerdž 05 febbraio 2016

Approfondimenti

 

Una panoramica realistica del quadro politico italiano

Dal dramma degli immigrati agli scandali del Vaticano fino alla pseudo sinistra italiana

 

 

di Mauro Buccheri

 

 

renzi-juncker

2015: alcuni numeri

I dati Istat relativi a novembre 2015 hanno indicato una diminuzione del numero dei disoccupati sia rispetto al trimestre precedente che su base annua, col tasso di disoccupazione che si è attestato al 11,3%, segnando il punto minimo nell'arco dell'ultimo triennio. Anche il tasso di disoccupazione giovanile, secondo queste statistiche, ha conosciuto una riduzione e si è attestato al 38,1%. Gli organi di informazione borghesi hanno riportato questi dati associandoli ai commenti entusiastici del premier e del team governativo (1). Si tratta di mistificazioni sulle quali fra poco torneremo.

Sempre a proposito di numeri, alcuni media hanno messo in risalto nei giorni scorsi come il bilancio fra nascite e morti in Italia nei primi otto mesi del 2015 faccia registrare un negativo di 126.030: 318628 nascite contro 444658 decessi. Il Sole 24 ore, giornale della Confindustria, riporta queste statistiche in un articolo dal titolo di per sé molto eloquente: “La Caporetto demografica: nel 2015 «scomparse» dall’Italia 150mila persone. Non avveniva dal 1917”.

Il pezzo in questione evidenzia un “collasso demografico sempre più allarmante”, la fuga dei giovani dall'Italia, l'aumento del numero dei decessi (45000 morti in più rispetto allo scorso anno) e una forte riduzione del tasso di natalità, per la prima volta inferiore al 8 per mille (2).

Sullo stesso tenore si possono leggere articoli di altri organi di informazione borghesi, come ad esempio Le Scienze Blog, del gruppo di Repubblica, edizione italiana di Scientific american, che dopo aver illustrato le statistiche attestanti l'“orrore” del bilancio negativo fra nascite e morti, conclude, rivolgendosi con tono sarcastico a Salvini e i razzisti nostrani, che “per pagare le vostre pensioni avremo bisogno di più immigrati che lavorino al posto vostro” (3).

 

Migranti: ipocrisia istituzionale e realtà concreta

Questi dati, che intimoriscono la brava borghesia, spiegano alcuni movimenti che si registrano negli ultimi tempi e che potrebbero apparire contraddittori. Ad esempio, il fatto che il governo Renzi stia preparando un provvedimento per depenalizzare il reato di immigrazione clandestina (4). Non certo in funzione di qualche ravvedimento o perché mosso da amore verso il prossimo, quanto piuttosto – coerentemente con la logica borghese -  perché si rende conto, numeri alla mano, che per garantire i profitti del capitale italiano serve manodopera a basso costo. Oltretutto, la depenalizzazione comporterebbe comunque una sanzione di natura amministrativa, motivo per cui la condizione di clandestinità non verrebbe effettivamente abolita ma cambierebbe fisionomia.

La questione dei migranti è stato uno dei temi affrontati nel discorso di fine anno dal Presidente della Repubblica Mattarella. In venti minuti circa, il Capo dello Stato ha  ripetuto da scolaretto diligente tutti i luoghi comuni borghesi facendo leva sul sentimento di appartenenza alla nazione, cioè sulla solita nenia interclassista. Ha fatto appello infatti all'“unità del Paese”, di cui ha esaltato i “valori “democratici”, spendendo parole di elogio anche per i nostri militari che si sarebbero sempre impegnati a difenderli “ovunque siano minacciati”. Ha rimarcato il “lavoro sinergico dell'Ue nella lotta al terrorismo islamico” e il “grande impegno” delle forze di polizia e della magistratura a difesa dei “cittadini” e della “legalità”, nonché – dulcis in fundo - “l'alto valore” del magistero papale col suo “messaggio forte che invita alla convivenza pacifica”.

In merito ai migranti, in particolare, dopo un ipocrita appello contro i “pregiudizi”, Mattarella ha distinto fra quelli che meritano l'asilo politico, in quanto fuggono da guerre e persecuzioni e quelli che, a suo dire, “vanno rimpatriati”. Dato che fuggire dalla miseria generata dal capitalismo per cercare di trovare miglior fortuna altrove evidentemente non è per lui un argomento valido! Anche a questi ultimi tuttavia, ha ammonito Mattarella, va riservato un “trattamento dignitoso” (riconsegnarli alla miseria più nera, impedir loro di costruirsi un futuro, ma con umanità). Difficile eguagliare un simile capolavoro di ipocrisia. Del resto ci siamo più volte soffermati sul trattamento “dignitoso” che lo Stato italiano riserva ai migranti e, le ennesime conferme, se mai ce ne fosse bisogno, sono arrivate negli ultimi giorni da un'organizzazione umanitaria, Medici senza Frontiere (MSF), che recentemente ha annunciato la sua uscita dal Centro di prima accoglienza e soccorso di Pozzallo (in provincia di Ragusa) denunciando le “condizioni precarie e poco dignitose” del Centro in questione che, aggiungiamo noi, non costituisce di certo un'eccezione quanto piuttosto la norma rispetto alle condizioni in cui versano le strutture di “accoglienza” per i migranti (5).

 

Il massacro sociale in atto

Il capo dello Stato borghese italiano ha tirato in ballo i dati Istat di novembre: l'occupazione è “tornata a crescere”, ha detto, e per questo l'anno nuovo va affrontato con “speranza”. Un argomento – così come, del resto, il discorso presidenziale nel suo complesso - che è piaciuto molto al premier Matteo Renzi il quale, difatti, due giorni prima lo aveva posto al centro della sua conferenza di fine anno, una lunghissima tirata autocelebrativa nel corso della quale il bullo fiorentino ha cantato le lodi del suo governo e dei risultati da esso ottenuti: “Pil in salita”, “occupazione in aumento”, italicum, jobs act, “buona scuola” ecc.

Ovviamente, se guardiamo alle condizioni reali delle masse popolari, la verità è ben altra. La “ripresina” esiste solo nella stampa di sistema, e ciò al di là del fatto che i dati istat di dicembre segnino un nuovo aumento del numero dei disoccupati ed una riduzione degli occupati. Il leggero calo del tasso di disoccupazione declamato dal premier rispetto alla fase precedente va letto infatti congiuntamente al dato della crescita della popolazione “inattiva”, dovuta all'aumento del numero delle persone che smettono di cercare lavoro, e alla constatazione di una crescente precarizzazione del lavoro, effetto del jobs act tanto decantato da Renzi.

Le stesse “stabilizzazioni” - come testimonia in maniera esemplare la vicenda dei precari della scuola – si riducono a forme nuove di precarizzazione, mentre vengono polverizzati i diritti sui luoghi di lavoro. E ciò grazie anche alla complicità delle burocrazie sindacali collaborazioniste che, al di là di qualche brontolio a beneficio delle telecamere, non hanno opposto alcun ostacolo alle manovre del governo continuando anzi a lavorare armoniosamente al suo fianco (6) ed a contrastare l'unità dei lavoratori fino ad attaccare – come fatto ad esempio nei giorni scorsi dai burocrati della Cgil e della Fiom (7) – gli attivisti sindacali che provano ad unire le lotte scavalcando gli steccati autoreferenziali imposti dalle (macro e micro) burocrazie politico-sindacali.

L'italicum con i suoi ricchi premi di maggioranza e il progetto di riforma costituzionale (8), quest'ultimo già passato una prima volta alla Camera e al Senato, tendono ad accentuare lo strangolamento della stessa democrazia borghese in Italia, a conferma dell'avanzamento della crisi di regime da noi rimarcata negli ultimi mesi. L'attacco ai servizi pubblici si intensifica (9), amplificando il malessere sociale e generando talvolta episodi di mobilitazione e proteste, sia pur largamente insufficienti e a volte diretti (verso un vicolo cieco) dalle stesse direzioni burocratiche politico-sindacali corresponsabili dei disastri. Mentre continua l'attacco agli impiegati pubblici, con ulteriori tentativi di far passare norme aventi come unico obiettivo il licenziamento più facile.

Alla sofferenza delle masse popolari, insomma, le istituzioni borghesi danno sempre le stesse risposte: slogan, attacchi ai diritti, aumento della pressione fiscale (a tutto il resto si aggiungerà anche l'imposizione del pagamento del canone rai attraverso la bolletta della luce) e repressione fisica, come accaduto ad esempio ultimamente ai lavoratori in sciopero alla Bormioli di Fidenza - cui come Pdac stiamo dando la nostra solidarietà militante - manganellati e fermati per ore dalle forze dell'ordine (10). Mentre la stessa stampa della borghesia buona lamenta il fatto che il governo Renzi non parli più del reato di tortura; e di come nel frattempo proponga alle vittime di Bolzaneto una “conciliazione amichevole” offrendo 45000 euro di risarcimento per il massacro subito! (11)

 

Si accentua lo scontro fra l'Ue e Renzi

Per il resto, non costituiscono novità gli scandali che continuano a colpire il Pd e i suoi esponenti (12). E la stessa ministra Boschi deve difendersi in prima persona dagli attacchi da più parti rivolti nei confronti di suo padre, ex vicepresidente di Banca Etruria (13), una delle banche collassate e che il governo è impegnato a salvare. Il tutto mentre i piccoli risparmiatori dovranno presentare istanza entro date prestabilite per accedere ad un “fondo di solidarietà” (!), cioè, per riavere, se va bene, una parte dei soldi che hanno perso! (14)

Ma l'elemento nuovo che emerge è l'accentuarsi della conflittualità dei grandi circoli europei verso la borghesia italiana, come dimostra l'attacco frontale che il presidente della Commissione europea Juncker, vicino alla Merkel, ha sferrato giorni fa al premier Renzi, parlando di “assenza di interlocutori a Roma”. Affermazione pesante da digerire per il premier italiano, considerato anche il suo ego ipertrofico. Un attacco alla “credibilità” dell'Italia agli occhi degli “investitori internazionali”, scrive preoccupata la stampa nostrana (15), cui il primo ministro ha risposto facendo leva anche lui sul sentimento nazionalista (“ci vogliono deboli”) e rilanciando la scommessa sulla borghesia capitalista del Bel Paese e sul “nuovo protagonismo italiano”.

Vedremo nella prossima fase quali saranno gli sviluppi di questo scontro, che allo stato attuale fa registrare anche l'approfondimento della frattura fra Renzi e la Mogherini, Alto Commissario europeo sulla politica estera, accusata da Renzi di non fare gli “interessi italiani” (cioè della borghesia italiana; dato che né a Mogherini né a Renzi interessa nulla del proletariato italiano).

 

Berlusconi e la destra

Qualche mese fa avevamo assistito al raduno del centrodestra a Bologna, con l'apparente reunion fra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, in funzione – sostenevano - antiRenzi e antiGrillo. Ma la convergenza non è così semplice, e dentro Forza Italia l'ipotesi di ulteriore avvicinamento con la Lega e Fd'I crea malumori e timori di “derive estremiste”.

Nei giorni scorsi Repubblica ha riportato la notizia di un incontro fra Berlusconi e i suoi fedelissimi (Confalonieri, Ghedini) che avrebbero cercato di convincerlo a desistere dal continuare l'attività politica e dal “fare la guerra a Renzi”, in considerazione anche di sondaggi elettorali ritenuti insoddisfacenti. Berlusconi però sembra non volere lasciare campo libero a destra a Salvini, e pare dunque voler tener duro in attesa dell'emersione di un leader “moderato” di destra che prenda il suo posto. Intanto, per le elezioni amministrative di Roma, previste per la prossima primavera, intende lanciare la candidatura di Guido Bertolaso, candidato ideale per Forza Italia, vista la lunga sequela di scandali e indagini (dal terremoto in Abruzzo al G8 della Maddalena) che lo hanno visto protagonista (16).

 

Le convulsioni dei “né destri né sinistri”

A quotidiana conferma della putrefazione del capitalismo, anche alle nostre latitudini, tutti i partiti di sistema sono coinvolti in scandali di ogni sorta, incluso il (non) partito dei (non) leader Grillo e Casaleggio. Particolarmente agitate le acque in casa del M5s in seguito agli ultimi episodi di cronaca e alle ultime epurazioni interne: dopo la senatrice Fuksia, infatti, sono stati fatti fuori dai vertici del movimento anche il sindaco di Gela (accusato di usare “metodi clientelari” e di essere troppo accondiscendente con l'Eni) nonché la sindaca (e i 15 consiglieri che la sostengono) del comune campano di Quarto, per vicende – al centro delle indagini della magistratura - legate a voti di scambio con la camorra.

Una vicenda quest'ultima, su cui il M5s ha subito gli attacchi concentrici dei politicanti degli altri schieramenti, che all'unisono hanno cantato la “fine della verginità” del grillismo. Il pietoso dibattito fra i vari schieramenti, amplificato dalla stampa di sistema, si è così focalizzato sulla (borghesissima) “questione morale” e sulla gara a chi è “meno peggio”. La verità che tutti quanti occultano riposa nell'assoluta inutilità del mero ricambio della classe politica nel quadro del sistema capitalista.

Si moltiplicano ad ogni modo gli episodi che rimarcano la natura reazionaria del grillismo (17), mentre all'interno dello stesso M5s crescono i malumori e le accuse ai vertici di “istituzionalizzazione” (come se fino ad oggi il movimento fosse stato estraneo alle istituzioni borghesi!) e di “avvicinamento al Pd”: su questo tenore, ad esempio, le dichiarazioni  di Paolo Becchi, intellettuale borghese fino a ieri infatuato del M5s che, recentemente, ha sbattuto la porta denunciando fra le altre cose le “promesse non mantenute” dal movimento pentastellato.

 

Riformisti e centristi: la pseudosinistra (italiana!)

Sul fronte della sinistra di sistema, si approfondisce l'agonia di Rifondazione comunista che – pur fra mille mal di pancia interni, in primis quello di Ferrero - sembra andare incontro allo scioglimento dentro Sinistra italiana, gruppo parlamentare nato lo scorso novembre dalla convergenza fra sellini e transfughi del Pd, che si candida a diventare l'ennesimo partito socialdemocratico (nell'epoca del fallimento conclamato del riformismo) nel tentativo di provare ad occupare lo spazio – elettorale - a sinistra del Pd (18).

Si tratta di un'accozzaglia che ha fra i principali punti di riferimento Tsipras, il leader di Syriza, che assieme alla destra filoclericale di Anel sta governando il Paese ellenico continuando, per conto della Troika, la politica di lacrime e sangue contro le masse popolari, tradendo totalmente le aspettative che queste avevano illusoriamente riposto in lui (19).

Il Prc va verso la dissoluzione, ed è verosimilmente per questo che l'ala sinistra di Falcemartello nei giorni scorsi ha annunciato pubblicamente la fine della sua lunghissima esperienza di entrismo dentro Rifondazione, pur continuando a ritenere prematura(!) la costruzione del partito rivoluzionario assolutamente necessario alle masse oppresse (20).

I rottami dello stalinismo (fra cui il gruppo di Marco Rizzo, che in tempi recenti ha nuovamente ostentato il suo nazionalismo piccolo borghese prendendo le difese dei marò!), negli ultimi tempi si sono distinti per il supporto dato - in funzione “antiimperialista”! - al dittatore genocida siriano Assad e allo zar Putin, e per aver dunque voltato nuovamente le spalle alla resistenza delle masse popolari, impegnate in Siria a difendersi sia dalle aggressioni imperialiste che dal fanatismo islamico. Delle posizioni che, come spesso accade, trovano gli stalinisti sulla stessa lunghezza d'onda dei gruppi neofascisti.

Confermata la deriva del gruppo centrista del Pcl (Partito comunista dei lavoratori), riconducibile a Ferrando. Sebbene si richiamino al marxismo rivoluzionario, e talvolta al trotskismo, i dirigenti del Pcl praticano politiche chiaramente opportunistiche. Sul terreno sindacale, ad esempio, non avendo il Pcl un intervento coerente (per il carattere federale del partito), oscilla fra situazioni in cui attua una politica settaria (con rifiuto della tattica del fronte unico nei confronti delle organizzazioni del movimento operaio) ed altre in cui si accoda alle burocrazie sindacali della Cgil, della Fiom e della direzione stalinista di Usb (21).

A conti fatti i dirigenti del Pcl limitano la loro attività a qualche manifestazione-passeggiata (preferibilmente laddove sono presenti telecamere) e alla partecipazione alle elezioni borghesi, alle quali si presentano – con crescenti difficoltà, per via del numero sempre più scarso di militanti reali - con programmi spesso minimalisti per cercare di non turbare troppo l'opinione pubblica borghese e nella speranza di raggranellare qualche voto in più (22). Insomma, predicano il programma di transizione nei sermoni domenicali, e poi mettono in pratica l'opposto.

 

La chiesa “povera” di Francesco fra scandali e giubilei

In questo quadro disastroso, e restando in tema di chiese e sermoni domenicali, la lieta novella è che a dicembre si è aperto il giubileo straordinario voluto da Papa Francesco, destinato a promuovere “la santità di vita”. La prima a volerne beneficiare pare essere proprio la santa romana chiesa, in preda ad una crescente perdita di credibilità - in seguito all'infinita sequela di piccoli e grandi scandali che hanno colpito preti e prelati, fra episodi di pedofilia, concussione e superattici (Bertone docet) - e che in queste settimane deve fare i conti con un nuovo “Vatileaks”. Cioè con una “fuga di notizie” riservate del Vaticano, per la quale il tribunale papalino ha posto sotto indagine due “corvi” (un monsignore e una commissaria per gli affari economici del Vaticano, al centro anche di uno “scandalo” sessuale), rei di aver girato informazioni a due giornalisti, Nuzzi e Fittipaldi. Anche questi sono stati posti sotto indagine e adesso, assieme agli altri, rinviati a giudizio per “sottrazioni di informazioni riservate”, mentre si tende ad occultare il contenuto delle informazioni che questi hanno divulgato. A queste accuse intanto i due giornalisti hanno dato una prima risposta, sostenendo anche loro – come è ormai di moda - il fenomeno mediatico Bergoglio, alla cui opera moralizzatrice e riformatrice, dicono, la loro denuncia degli scandali clericali potrà solo fornire un aiuto.

Insomma, si aspetta che l'ondata vivificatrice dello spirito santo faccia il suo effetto, e poco male se le spese di quest'anno giubilare saranno come sempre a carico delle masse popolari. Il ministro della difesa Alfano ha promesso il massimo spiegamento di forze per tutto l'anno (il giubileo si chiuderà il 26 novembre 2016), per contrastare il rischio di attentati dei “terroristi fondamentalisti”. Le spese di questa militarizzazione permanente, di cui nella stampa borghese si parla poco o niente, sarebbe intorno al miliardo di euro: totalmente a carico dello Stato italiano o, per essere più precisi, delle sue classi subalterne, non certo dello Stato confessionale Vaticano, il quale potrà beneficiare di questo regalo (oltre ai fiumi di soldi sottratti costantemente dalle tasche delle masse popolari), senza considerare le enormi entrate che turisti e pellegrini porteranno nelle sue casse nei mesi a venire.

 

L'unica via d'uscita progressiva dalla crisi

La putrefazione del capitalismo, di cui - per ovvi motivi di tempo e spazio – abbiamo rappresentato, in termini di miseria umana e politica, soltanto la fenomenologia relativa allo Stato borghese italiano in questo momento storico, è evidente in ogni angolo del pianeta. Pienamente consapevoli del bivio che abbiamo dinnanzi, socialismo o barbarie, noi del Pdac, sezione italiana della Lega Internazionale dei Lavoratori-Quarta Internazionale (Lit-Qi), lavoriamo alla costruzione dell'unico progetto politico in grado di aprire una via d'uscita dalla crisi del sistema capitalista dal versante dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, dei migranti, cioè delle masse oppresse. Un progetto politico radicato in una teoria, in un programma, in un'organizzazione rivoluzionaria internazionale, capaci di fare tesoro di due secoli di esperienze di lotta del movimento operaio. 

Siamo ben consapevoli di non essere autosufficienti, e di avere soltanto avviato la costruzione del partito necessario alla classe lavoratrice per ribaltare il sistema disumano in cui viviamo, ma siamo altrettanto convinti di aver posto le solide basi di questo progetto, che si sviluppa oggi in una trentina di Paesi del mondo, dal Sud America agli Stati Uniti, dal centro America all'Europa, dall'Asia all'Africa.

Invitiamo i compagni che condividono questo progetto ad unirsi alla Lit-Qi e a partecipare al XII Congresso mondiale, la cui fase precongressuale ha avuto inizio in questi giorni anche in Italia, in vista della conferenza nazionale per delegati che si terrà nel mese di aprile. Perché solo l'unione intorno a un progetto rivoluzionario internazionale può condurre alla vittoria.

 

 

Note:

 

1) In un articolo de Il Sole 24 ore, ad esempio, sono riportati i commenti di Renzi, secondo cui il calo della disoccupazione sarebbe indice del fatto che il “Jobs act funziona”, e del ministro del lavoro Poletti, per il quale i dati istat rappresentano “segnali di speranza e di fiducia per il 2016”.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-01-07/istat-disoccupazione-novembre-cala-all-113percento-minimi-3-anni-tornano-crescere-occupati-36mila-094223.shtml?uuid=ACrAxY5B&refresh_ce=1%20

 

2) http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-01-18/la-caporetto-demografica-2015-scomparse-dall-italia-150mila-persone-non-avveniva-1917-171242.shtml?uuid=ACJabSCC

Alcune testate si sono soffermate in particolare sul fenomeno dell'emigrazione, soprattutto giovanile, che colpisce in particolare le regioni del Sud Italia:

http://www.lasicilia.it/articolo/emigrazione-fuga-dalla-sicilia-ogni-anno-cancellato-un-paese-di-ventimila-abitanti?mobile_detect_caching_notmobile&mobile_detect_caching_nottablet

 

3) http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/12/29/quei-45-000-morti-di-troppo-e-il-volo-degli-avvoltoi/

 

4) Secondo quanto riportato da Repubblica, il provvedimento governativo, all'interno della maggioranza, sarebbe ostacolato dal Ncd di Angelino Alfano, sostenitore della legge Bossi Fini e promotore del "pacchetto sicurezza" (legge 94) del 2009 con cui fu introdotto in Italia il reato di immigrazione clandestina.

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/politica/2016/01/08/news/immigrati_clandestini_il_decreto_del_governo_per_cancellare_il_reato-130812428/?refresh_ce

 

5) MSF denuncia infatti "sovraffollamento, scarsa informazione legale e tutela dei diritti, infiltrazioni nei muri dovute all'umidità, cattivo funzionamento dei servizi igienici, infestazione di blatte, totale mancanza di porte che separano le stanze", nonchè "allarme scabbia all'interno del centro". Condizioni che rendono impossibile, spiega Di Carlo, capo missione di MSF in Italia, "offire una risposta ai bisogni medici e psicologici delle persone vulnerabili, come le donne gravide, i minori e le vittime di tortura". http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/comunicato-stampa/pozzallo-msf-annuncia-l%E2%80%99uscita-dal-cpsa http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/30/migranti-msf-lascia-pozzallo-strutture-infestate-da-blatte-rischio-contagio-da-scabbia-promiscuita-tra-uomini-e-donne/2341366/

 

6) In merito, rimandiamo ad un articolo (La campagna d'inverno del sindacalismo concertativo) pubblicato in questi giorni sul nostro sito : http://www.alternativacomunista.it/content/view/2262/1/

Mentre i sindacati confederali arrivano alla resa incondizionata sul terreno del nemico di classe, il sindacalismo “di base” in Italia non sta molto meglio. Come testimonia ad esempio l'esplosione in queste ore della crisi di Usb, con una violenta guerra interburocratica fra bande in corso che si sta concretizzando in una spaccatura, trascinando con sé anche parecchi attivisti in buona fede. Mentre un altro gruppo minoritario fuori da questa contesa interburocratica rivendica una battaglia interna contro la deriva opportunistica della dirigenza.

 

7) A tal proposito, invitiamo a consultare questo nostro articolo (Fiom: se stai con i lavoratori vieni escluso!): http://www.alternativacomunista.it/content/view/2255/1/

Gravissimo anche l'episodio accaduto giorni fa a Fidenza con la Cgil che ha organizzato una manifestazione contro i facchini in lotta della Bormioli! Col plauso del Pd e della Lega.

http://www.parmatoday.it/cronaca/fidenza-bormioli-corteo-dipendenti-cgil-facchini-polemiche.html

 

8) Renzi ha definito il ddl per le riforme costituzionali "la madre di tutte le battaglie". Questo ddl viene spacciato per una riforma progressista, con l'argomento dei "tagli ai costi della politica". Si ridurrà a cento il numero dei membri del Senato, che non sarà più elettivo e rappresenterà le istituzioni territoriali.

Dietro le argomentazioni governative, finalizzate a intercettare il diffuso sentimento anti-casta politica, si celano tuttavia le intenzioni dei padroni di tagliare i loro costi (vengono abolite le province) e di varare con maggior velocità le politiche ad essi congeniali: il ddl prevede infatti che le leggi, qualora la riforma andasse in porto, passeranno solo dalla Camera dei deputati, l'unica - salvo rispetto ad alcuni ambiti - che conserverà la funzione legislativa e voterà la fiducia al governo. Si cercano strumenti politico-istituzionali per rafforzare il ruolo dell'imperialismo italiano sullo scenario internazionale.

Una volta approvata la legge dalle Camere, sarà possibile sottoporla a referendum confermativo entro tre mesi dalla pubblicazione (salvo che non sia stata approvata da due terzi dei componenti delle camere). E lo stesso Renzi ha preannunciato che saranno gli stessi parlamentari del Pd a chiederlo: a conferma delle vocazioni bonapartiste del premier, che sembra dunque voler trasformare il referendum in un plebiscito.

 

9) Continua in particolare l'attacco alla sanità pubblica, fra chiusura di punti nascita e strette sulle prescrizioni di visite mediche ed esami specialistici: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/sanita-prevenzione-Al-via-stretta-su-203-visite-ed-esami-prestazioni-specialistiche-in-vigore-decreto-condizioni-di-erogabilita-sistema-sanitario-nazionale-1692d811-ceb0-4f3c-80d3-893aa82e7dbf.html

Sull'attacco del padronato, e della stampa al suo servizio, contro il sistema sanitario pubblico, rimandiamo a: http://www.alternativacomunista.it/content/view/2257/1/

Quanto al progetto “buona scuola”, di cui spesso abbiamo descritto gli effetti nefasti, persino la stessa ministra della (d)istruzione Giannini recentemente ha fatto parziali ammissioni in relazione al caos creato dalla legge 107. Ci siamo occupati in diversi articoli della pessima riforma scolastica renziana e dei suoi effetti sulla scuola pubblica, sugli studenti, sui lavoratori. A tal proposito, consultare: http://www.alternativacomunista.it/content/view/2203/47/

 

10) L'otto gennaio 2016 il bilancio della repressione poliziesca ai danni dei lavoratori in presidio davanti la Bormioli è stato di diversi feriti e 40 fermati, tra cui un dirigente del Pdac:

http://www.alternativacomunista.it/content/view/2252/1/

 

11) http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/09/g8-di-genova-bolzaneto-il-governo-propone-una-conciliazione-amichevole-per-il-risarcimento-dei-danni-morali/2360218/

 

12) L'ultimo riguarda un europarlamentare indagato per voto di scambio con la camorra: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/14/camorra-leurodeputato-pd-nicola-caputo-indagato-per-voto-di-scambio-tra-feste-voti-e-clan/2375224/

 

13) Invitiamo a consultare il seguente articolo (Lo scandalo delle banche fallite. Il carattere criminale del capitalismo): http://www.alternativacomunista.it/content/view/2247/1/

 

14) http://www.arezzonotizie.it/economia/banca-etruria-arbitrato-per-i-risparmiatori-ecco-la-bozza-del-decreto-e-le-prime-regole-per-i-rimborsi/

 

15) http://www.corriere.it/politica/16_gennaio_19/preoccupazione-colle-c-rischio-speculazione-b456dc42-be71-11e5-8000-980215fcd4e6.shtml

 

16) http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/politica/2016/01/15/news/_fi_ai_minimi_silvio_molla_la_politica_-131292445/

 

17) Dal comune milanese di Corsico, dove i grillini hanno votato assieme al centrodestra le mense classiste che discriminano i bambini poveri, a Parma, dove l'amministrazione pentastellata ha giustificato “il regalo natalizio” dei vigili urbani ai senza tetto - rimozione delle coperte in pieno inverno! - in nome del “decoro pubblico”, sarebbe lungo l'elenco delle operazioni antipopolari di responsabilità grillina:

http://www.leggo.it/NEWS/MILANO/mense_scolastiche_pranzo_da_casa_m5s/notizie/1783555.shtml

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/24/parma-polizia-toglie-le-coperte-ai-senzatetto-comune-erano-abbandonate-questione-di-decoro/2330179/

 

18) Sull'agonia di Rifondazione consigliamo la lettura dell'articolo Il passo del gambero, pubblicato in questi giorni sul nostro sito:

http://www.alternativacomunista.it/content/view/2261/1/

 

19) Un governo, quello guidato da Tsipras, che – pienamente in linea coi governi precedenti a trazione Pasok e Nuova Democrazia – mostra ogni giorno di più il suo volto reazionario, con repressioni violente delle manifestazioni popolari di protesta e accordi sempre più stretti con lo Stato sionista, carnefice delle masse popolari palestinesi. Operazioni che evidentemente non impediscono a Rifondazione di continuare a sostenere il governo ellenico: http://ilmanifesto.info/con-tsipras-la-grecia-diventa-alleata-di-israele/

 

20) Sulla vicenda di FM e sulla sua uscita da Rifondazione, rimandiamo a un nostro articolo specifico di qualche giorno fa (Non è ancora giunta l'ora di costruire il partito rivoluzionario?):

http://www.alternativacomunista.it/content/view/2256/1/

 

21) Come abbiamo spiegato in diversi articoli, i dirigenti del Pcl, nonostante i proclami, all'unione delle lotte dei lavoratori hanno preferito in questi anni l'unità delle burocrazie. Non hanno preso una posizione chiara e decisa contro l'accordo vergogna sulla rappresentanza sindacale, contro il quale No Austerity - col supporto del Pdac - ha portato avanti in questi mesi una forte campagna di lotta su tutto il territorio nazionale. E per giunta, in un comunicato sul sito del Pcl ci si vanta del fatto che un suo militante vicentino iscritto all'Usb sia diventato rsu con le regole imposte dal padronato ed accettate passivamente! E difatti, in questo comunicato l'accordo vergogna firmato da Usb coi padroni nemmeno è citato...

http://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&oid=4735

 

22) Mesi fa abbiamo denunciato come il Pcl, che pur si definisce "antistalinista", alle ultime elezioni regionali in Umbria sia arrivato a fare un blocco elettorale e programmatico con un gruppo riformista che si richiama a Togliatti: http://www.alternativacomunista.it/content/view/2159/47/

Il caso dell'Umbria è davvero eclatante, ma a livello locale riscontriamo molte situazioni analoghe. Nel piccolo comune pugliese di Carmiano, ad esempio, il Pcl alle ultime comunali ha presentato un suo militante come candidato sindaco di una lista civica similgrillina (Lista “Movimento cittadino Carmiano Magliano”) con un programma di piena compatibilità col sistema, come si evince dalla lettura del “manifesto politico” di questi "rivoluzionari democratici" (!), in cui fra le altre cose si spende anche una parola buona per l'amministrazione uscente, guidata dal berlusconiano Mazzotta, di cui si rimarca “il positivo impegno profuso”!

http://www.comune.carmiano.le.it/documenti/notizie/Programma_amministrativo_Movimento_cittadino_con_ALESSIO_DELLANNA.pdf

Poi capita anche che laddove il Pcl non riesca a presentarsi alle elezioni, qualche suo portavoce  locale dia indicazione di voto direttamente per il movimento reazionario a 5 stelle, cioè l'originale piuttosto che una copia, come avvenuto a Taranto!

 
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