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Fiom: se stai con i lavoratori vieni escluso! PDF Stampa E-mail
domenica 17 gennaio 2016

Fiom: se stai con i lavoratori vieni escluso!

 

 

di Massimiliano Dancelli (*)

 

Lo scorso 8 gennaio Landini e la sua segreteria hanno chiesto al Comitato Centrale della Fiom di escludere, tra le proposte di cooptazione allo stesso, il compagno Domenico Destradis, delegato rsa alla Fca di Melfi, in quanto oggetto di un ricorso alla commissione di garanzia interna da parte di due dirigenti della Fiom (i segretari generali della Fiom Molise e Basilicata).

 

Promuovere un coordinamento di lotta è da sanzionare?

La cosa è ovviamente grave, non solo perché viola lo stesso statuto del sindacato che prevede pieni diritti finché non si è riconosciuti colpevoli, ma perché appare come un'azione diretta contro chi non ha voluto allinearsi alla linea della maggioranza landiniana. Non solo: la denuncia dei due dirigenti rischia di concludersi con l'espulsione dal sindacato, oltre che dello stesso Destradis, anche di una decina di delegati (tutti dell'area di opposizione da sinistra interna alla Cgil, “il sindacato un'altra cosa”) "colpevoli" di aver aderito ad un coordinamento dei lavoratori Fca di diversi sindacati (Slai Cobas, Cub, Usb e appunto Fiom) degli stabilimenti Fca del centrosud, nato qualche mese fa con l'obiettivo di costruire una lotta unitaria contro il modello Marchionne e contro i ritmi e le condizioni di lavoro disumani imposte in questi stabilimenti (1).
Tra l'altro, questa situazione espone questi lavoratori alla probabile repressione padronale, mettendoli anche a rischio di licenziamento, come già accaduto di recente in Emilia Romagna ad alcuni delegati Fiom che si erano esposti duramente contro le decisioni delle loro aziende.

 

La vicenda emblematica dello sciopero degli straordinari

I dirigenti che lanciano questa accusa sono gli stessi che si opposero a morte allo sciopero degli straordinari comandati a Melfi e gli stessi che hanno rinunciato a combattere contro il Jobs act, la cancellazione dell'art.18, la legge Fornero e l'accordo vergogna sulla rappresentanza che distrugge ogni conflitto e democrazia all'interno delle fabbriche. Ricordiamo qui solo la vicenda emblematica dello sciopero degli straordinari a Termoli: il segretario della Fiom del Molise ha pubblicamente preso le distanze da uno sciopero proclamato dai delegati Fiom della Fca di Termoli, a tutto vantaggio dell'azienda! (2)
Gli straordinari comandati rappresentano una delle principali espressioni del modello Marchionne, dato che si impone agli operai di lavorare anche il sabato o prima dell'inizio del loro turno: non è forse doveroso per un sindacato appoggiare, sostenere e promuovere queste iniziative di sciopero contro i ritmi disumani? Evidentemente, Landini e la sua segreteria sono contrari al modello Marchionne solo a parole...

Noi pensiamo che vadano appoggiate attivamente tutte le iniziative di sciopero dello straordinario comandato e, anzi, critichiamo la decisione della segreteria Fiom di non promuoverle a livello nazionale, come avrebbe dovuto fare unendosi alle azioni di sciopero proclamate dal sindacalismo di base (come quelle dello Slai Cobas in Sevel o della Cub alla Ferrari, per esempio).

 

Noi stiamo con chi lotta!

Ecco qual è la linea di Landini e della sua maggioranza, e questa è la loro democrazia: non si accetta nessun confronto tattico e politico sulle diverse posizioni e strategie se non la pensi come loro sei semplicemente di intralcio e quindi vieni escluso! E pensarla come loro vuol dire rinunciare alla lotta, rinunciare a difendere i lavoratori e chinare la testa davanti ai diktat dei padroni. E per ottenere cosa? Il ritorno al tavolo delle trattative con Federmeccanica dove quasi sicuramente la Fiom sarà costretta a firmare il peggior contratto nazionale (ammesso che si possa ancora definire tale...) della storia dei metalmeccanici. Questi sono gli effetti dell'accettazione, da parte della Fiom, dell'accordo vergogna sulla rappresentanza, che trasforma la contrattazione in una farsa a solo vantaggio dei padroni!
Per questo motivo il Partito di Alternativa Comunista si schiera con chi non ha paura di esporsi, con chi sta dalla parte dei lavoratori. Sosteniamo tutte le iniziative contrarie alla discriminazione degli attivisti sindacali combattivi all'interno della Fiom (3). Crediamo che sia stato giusto aver dato vita ad un coordinamento per cercare di organizzare al meglio la battaglia contro le ingiuste imposizioni padronali negli stabilimenti Fca, dal momento che la dirigenza Fiom non ha mai realmente voluto forzare sul terreno del conflitto, anche quando ne aveva la possibilità.

A differenza dei dirigenti Fiom che hanno presentato il ricorso, noi pensiamo che l'esperienza del coordinamento Fca delle fabbriche del centrosud sia un'esperienza da appoggiare ed estendere: l'unità di lotta tra lavoratori appartenenti a sindacati differenti, anche in opposizione all'autoreferenzialità dei dirigenti, è un'esigenza reale della classe lavoratrice, condizione indispensabile per ampliare il fronte proletario e sconfiggere i padroni. Chi si oppone a esperienze di questo tipo antepone gli interessi burocratici dell'apparato sindacale alle esigenze di lotta della classe lavoratrice.

 

(*) Dipartimento sindacale Pdac

 

[1] comunicato del coordinamento lavoratori FCA pubblicato sul sito di No austerity il 30 Aprile 2015. http://www.coordinamentonoausterity.org/index.phpmod=none_News_bkp&action=viewnews&news=1434729300

[2] Si veda il comunicato del coordinamento FCA su questa vicenda http://www.coordinamentonoausterity.org/index.php?action=viewnews&news=1449338498

[3] In relazione a questi fatti, si veda l'appello di delegati Fiom del gruppo FCA e della Ferrari http://www.coordinamentonoausterity.org/index.php?action=viewnews&news=top_1452694723

e questo appello de Il Sindacato è un'altra cosa: http://sindacatounaltracosa.org/2015/04/01/delegati-fiat-lettera-al-segretario-fiom/

 

 
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