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Da Colonia a New York PDF Stampa E-mail
giovedý 14 gennaio 2016
Da Colonia a New York
La violenza sulle donne
è figlia del sistema
che violenta l'essere umano

 
di Conny Fasciana
(Commissione lavoro donne Pdac)

 
colonia
 
Ad appena un mese dalla stesura di un articolo su un orribile episodio di violenza perpetrato ai danni di una giovane nissena, sequestrata, drogata e violentata per ben 5 giorni, (1) ci troviamo di nuovo a dover affrontare uno dei temi forse più difficili da trattare, soprattutto dalla nostra prospettiva: la violenza sulle donne e quindi il maschilismo.
Ci riferiamo stavolta ai fatti avvenuti in Germania: i media riferiscono di episodi di violenza di massa e, probabilmente, stupri avvenuti la notte di capodanno nei pressi della stazione ferroviaria di Colonia e in altre città tedesche.
Decine di donne stanno sporgendo denuncia contro numerosissimi uomini che sembra si siano resi responsabili di atti di sopraffazione e violenza che vanno dalle molestie allo stupro.
Uomini che sono la faccia della nostra società imbarbarita e assuefatta alla sopraffazione. Una sopraffazione figlia di se stessa, che non è genetica o razziale, una sopraffazione che non ha altra identità se non quella decisa da una minoranza, gli sfruttatori, contro la maggioranza dell'umanità: gli sfruttati. L'educazione alla sopraffazione ci viene infatti imposta dal sistema che la semina, la coltiva, la nutre e così produce i suoi velenosi frutti: l'aberrazione e lo sfruttamento.
Il fatto che i media stiano rimarcando che gli episodi di Colonia siano opera degli immigrati "benevolmente" accolti dalla Merkel è esso stesso un atteggiamento di sopraffazione nei confronti di una porzione dell'umanità, quella che ricorre all'immigrazione per cercare un futuro e che non lo trova certo nella "benevola accoglienza" di questi presunti benefattori.
Se analizziamo i motivi politici delle fughe dalle proprie terre d'origine, probabilmente troveremo fiumi di articoli sugli immigrati scritti da parolai di sistema che si arrampicano sugli specchi per convincerci che la colpa è delle loro questioni interne: guerre civili, fame povertà, carestie, guerre.
Chiediamoci allora una volta per sempre: chi manovra questi scenari? Chi c'è dietro queste guerre? Chi c’è dietro la fame e la povertà?
Solo una è la risposta: il capitalismo!
Esso ci violenta ogni giorno. Attraverso i suoi diktat ci impone le condizioni della sopravvivenza. Esso e solo esso stabilisce i parametri della cosiddetta civiltà! Esso, in ultima analisi, è il responsabile della barbarie dilagante.
Colonia, New York o Parigi: è irrilevante la coordinata geografica nella quale si collocano gli avvenimenti di violenza sulle donne, sui bambini, sull'uomo!
Immigrati, italiani, musulmani, cristiani: anche questo è del tutto irrilevante!
 
La violenza sull'essere umano è il vero tema della questione
Non sono gli "immigrati" o i "rifugiati" i colpevoli, bensì i messaggi che la società ci impone di accettare come modello di civiltà, le presunte tutele per i più deboli, l'apparente lotta alla discriminazione, l'inesistenza dei declamati sforzi umanitari, l'altisonanza dei summit sulla fame nel mondo, la falsa morale delle religioni sul sesso e sull'uguaglianza, il bombardamento mediatico quotidiano sui modelli di competitività che ci dovrebbero rendere all'altezza dei tempi in cui viviamo, i gonfiati report sull'uscita dalla crisi del capitale.
Probabilmente, in questi fatti di Colonia, fra gli immigrati - depositati dalla Merkel ai margini della società come riserva di materiale umano da sfruttare a basso costo, spacciando lo sfruttamento per accoglienza – ci sono alcuni dei responsabili dei fatti in questione. Ma noi pensiamo che questo sia irrilevante.
Resta il fatto che ancora una volta a farne le spese è la parte più debole della società, nello specifico siamo noi donne, che tra violenza domestica, lavorativa e della società nel complesso, paghiamo il prezzo di questa barbarie, ogni giorno di più, ogni volta con maggiore umiliazione.
L'episodio di Colonia ha stimolato ulteriormente in Germania le pulsioni reazionarie, e non sono mancati gli appelli ad “organizzarsi in squadre e recarsi a Colonia in difesa delle nostre donne”.
Queste persone pronte a difendere la germanica appartenenza, magari poi sono le stesse che non si fanno scrupolo nel recarsi in una delle tante mete del mondo a soddisfare i più bassi istinti con le schiave di altri Paesi, magari schiave bambine! (2) O che non esitano ad approfittare sessualmente della condizione di ricatto di prostitute immigrate nel loro Paese.
E magari si prendono i “mi piace” dei puritani di ogni dove, pronti a scatenare l'odio razziale e la xenofobia. Ci piacerebbe molto sapere chi sono questi moderni puritani. Da dove vengono? Cosa fanno nella vita? Dove vanno in vacanza? Alcuni dati li abbiamo: “In Kenya, un rapporto Unicef, rileva che il 38% dei clienti dei minori fatti prostituire sono locali, seguiti dagli occidentali: italiani 18%; tedeschi 14%; svizzeri 12%; francesi 8%. Dall’Europa si parte prevalentemente da Germania, Olanda, Regno Unito, Francia, Belgio, Spagna, Italia. Dall’America si parte da Stati Uniti, Canada, Brasile. Le destinazioni principali sono Thailandia, Vietnam, Laos, Cambogia, Filippine, Nepal, Pakistan, Russia, Taiwan, Cina, Sri Lanka, India, Indonesia. Ma anche Brasile, Repubblica Dominicana, Colombia, Messico, Venezuela, Cuba e Kenya”. (3)
Per non parlare del silenzio quasi generale che cala sugli orrori quotidiani delle violenze sulle donne e sui bambini in Siria, o sulle donne rumene violentate nel silenzio dello sfruttamento sui luoghi di lavoro in Italia. (4)
 
No al silenzio e alle strumentalizzazioni
Sulla base di quale principio si tace su questi orrori? Perché non ci si ferma mai per strada a chiedere, per esempio, alle donne nigeriane che si prostituiscono, cosa le porta a farlo? Magari potremmo scoprire che sono in debito con i criminali gestori delle tratte di immigrati che caritatevolmente le hanno fatte viaggiare gratis per poi chiedere loro il conto appena giunte nei Paesi della “libertà” e della “democrazia”.
Migliaia di donne vengono letteralmente deportate a questo scopo. Eppure ai puritani interessano solo le “nostre” donne, da difendere pubblicamente e poi da opprimere, magari massacrandole di botte, tra le “sicure” mura domestiche, relegandole, con il beneplacito delle politiche borghesi a loro salvaguardia, al ruolo di mamme, mogli, amanti, badanti, sottopagandole “democraticamente” in nome di una crisi che non abbiamo contribuito a creare.
Prendiamo nettamente le distanze dai cori razzisti che puntualmente si sono sollevati in questi giorni sui fatti tedeschi, ritenendo che, indipendentemente dal colore della pelle e dall'etnia dei responsabili, atti come quelli in questione vadano innanzitutto condannati e inquadrati nell'ottica dell'oppressione di genere, alimentata dal sistema disumano in cui viviamo.
Contrastiamo radicalmente le strumentalizzazioni di tali fatti, effettuate per legittimare politiche europee tese a ridurre, se non addirittura a vietare, la libera circolazione dei richiedenti asilo. Probabilmente la Germania, alla luce delle recenti determinazioni di Paesi limitrofi come la Svezia e la Danimarca, fino a qualche giorno fa ritenute fra i Paesi più democratici rispetto all'accoglienza e all'apertura al “diverso” (5), sta facendo i conti con se stessa e i propri piani di sfruttamento del lavoro spacciati per accoglienza, e dovrà rivedere quelle decisioni che nei mesi passati avevano fatto della Merkel, agli occhi dell'opinione pubblica borghese europea, un modello da imitare.
Come Partito di Alternativa Comunista, sezione italiana della Lit-Quarta Internazionale, anche stavolta fuori dal coro, collochiamo anche i fatti di Colonia in un più ampio quadro di sfruttamento e di oppressione che una minoranza parassitaria pone in essere a spese della stragrande maggioranza dell'umanità.
Come donne diciamo NO al tentativo di vederci usate per giustificare l'odio razziale. NO all'umiliazione di essere considerate proprietà da difendere.
Ci impegneremo a costo della vita a trasformare in lotta radicale ogni sopruso contro l'essere umano, per costruire una società priva di ipocrisia e sfruttamento.
Uniamo le lotte delle donne, dei proletari, degli immigrati contro il vero e solo nemico: Il capitalismo.
 

Note
(1) http://www.alternativacomunista.it/content/view/2242/1/
(2) Invitiamo a consultare, per conoscenza, degli squallidi siti che pubblicizzano apertamente, con tanto di dettagli, le mete più ambite del turismo sessuale nel mondo: http://www.travel365.it/turismo-sessuale-luoghi-dove-andare.htm  http://www.lecodelsud.it/sesso-come-motore-del-turismo-e-gnoccatravels-che-aggrega
(3) http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/19/ecpat-80mila-italiani-cercano-i-minorenni-per-turismo-sessuale/833419/
(4) http://m.espresso.repubblica.it/inchieste/2014/09/15/news/violentate-nel-silenzio-dei-campi-a-ragusa-il-nuovo-orrore-delle-schiave-rumene-1.180119
(5) Svezia e Danimarca nei giorni scorsi hanno sospeso Schengen, e rafforzato i controlli alle frontiere. Persino i tedeschi vengono identificati: http://www.lastampa.it/2016/01/05/esteri/la-svezia-sospende-schengen-tornano-i-controlli-alle-frontiere-ZzJWL4QHv4vQqd6my8oidM/pagina.html
 
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