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Sulla manifestazione No Triv di Licata La battaglia ambientalista o anticapitalista o non di P PDF Stampa E-mail
sabato 09 gennaio 2016

Sulla manifestazione No Triv di Licata

La battaglia ambientalista

o è anticapitalista o non è

 

 

di Pdac Agrigento

Il movimento No Triv ha chiamato a raccolta la “cittadinanza” per una manifestazione da svolgersi sabato 9 gennaio a Licata. Intendiamo porre all'attenzione degli attivisti antisistema e di tutte le persone interessate in buona fede ad impegnarsi in una battaglia ambientalista alcune nostre considerazioni che riteniamo essenziali. Come è nostra abitudine, intendiamo farlo in maniera costruttiva, cercando di fare tesoro della storia dei movimenti di lotta operaia e popolare, un bagaglio prezioso che purtroppo gran parte delle forze politiche che sostengono di battersi contro il sistema ha totalmente rimosso.

 

La piattaforma e i suoi limiti

Nella piattaforma con cui si lancia l'iniziativa, e che è reperibile su facebook, leggiamo che la manifestazione si inserisce nel quadro di una lotta che si intende portare avanti contro la devastazione ambientale perpetrata dalla multinazionale ENI, con la complicità dei governi nazionali e locali, fautori di politiche antipopolari, privatizzazioni, militarizzazione dei territori, saccheggio dei servizi pubblici a fronte di tassazioni sempre più pesanti ecc. Questa analisi si conclude con una lista di obiettivi, condivisibili, come ad esempio l'acqua pubblica, la tutela dei territori, investimenti sulle infrastrutture, rilancio della sanità pubblica.
Non possiamo però fare a meno di notare che gran parte dei soggetti che organizzano la manifestazione, o che vi aderiscono, poco o nulla ha a che fare con le suddette rivendicazioni, avendo lavorato e lavorando in tutt'altra direzione. Ciò si verifica poiché la piattaforma in questione manca di una chiara base anticapitalista e di classe.

Come abbiamo detto mille volte, una battaglia ambientalista ha senso solo nel quadro di una più ampia guerra al sistema capitalista, dato che la devastazione ambientale, con le nefaste conseguenze per la popolazione che essa comporta, è funzionale al perseguimento del profitto da parte di pochi, cioè di grandi imprese, multinazionali, banche. Risulta dunque velleitario avanzare delle sacrosante rivendicazioni di un certo tipo se non si mette in discussione la causa che genera i mali da combattere e se addirittura, al contrario, si imbarcano dentro la “lotta” personaggi e forze politico-sindacali che nel sistema economico vigente ci sguazzano (salvo poi portare le loro bandieruole nelle manifestazioni-passerella per avere visibilità).

Si tratta di un errore frequente, e consistente nel sacrificare sull'altare del numero la coerenza di un percorso chiaramente anticapitalista e di classe, un percorso che cioè raccolga attorno a sé non i nemici di classe (tra cui politicanti delle forze di sistema, che saranno presenti all'iniziativa di sabato) ma quei settori popolari che vivono sulla loro pelle quotidianamente l'oppressione e lo sfruttamento perpetrato ai loro danni, a qualsiasi coordinata geografica, dai poteri forti e dai politicanti dei diversi schieramenti al loro servizio.

Riteniamo infatti che l'unità sia un valore soltanto se costruita attorno a un progetto politico coerentemente anticapitalista e di classe, l'unico progetto che può consentire di fare avanzare la coscienza politica generale, liberandola dall'istituzionalismo, dalla cultura della delega, dalla fede cieca rispetto all'ineluttabilità di questo sistema disumano che ci sta massacrando. Qualsiasi tentativo di cercare scorciatoie è destinato al fallimento, in quanto conduce da tutt'altra parte, come la storia si è incaricata ampiamente di dimostrare.

 

Soggetti promotori e aderenti

Esprimendo rispetto verso gli attivisti in buona fede che parteciperanno all'iniziativa, e proprio con l'intento di dialogare con loro, non possiamo fare a meno di notare chi sono i soggetti in prima fila in questa “battaglia ambientalista”. Nella lista delle adesioni spicca ad esempio il nome di Claudia Casa, che sta organizzando i pullman per gli spostamenti da Agrigento a Licata. Si tratta di un'esponente del “circolo Rabat” Legambiente di Agrigento, circolo che alle ultime elezioni comunali ha sostenuto apertamente Lillo Firetto (1) - eletto poi sindaco coi voti di Udc, Pd e Ncd di Alfano -, noto sponsor dell'Enel nonché promotore (alla faccia dell'ambientalismo) del rigassificatore di Porto Empedocle, ecomostro che l'Eni (contro cui sarebbe organizzata la manifestazione di sabato!) si candida a realizzare (2).
Dopo aver fallito la candidatura al consiglio comunale agrigentino, Claudia Casa è stata recentemente eletta direttore regionale di Legambiente (in considerazione delle ottime referenze) mentre il suo sodale Mimmo Fontana (ex presidente regionale di Legambiente, oggi indagato per la morte di due bambini per i fatti di Macalube; 3) è stato nominato assessore nella giunta comunale borghese agrigentina, una giunta nettamente antipopolare e antiambientalista.

E sempre in tema di politicanti, ha aderito alla manifestazione di sabato anche il consigliere comunale di Licata Calogero Scrimali, eletto in una “lista civica” gemellata col Pd e col Ncd di Alfano. Da un lato insomma si contribuisce al massacro delle masse popolari (cosa che il Pd, assieme agli altri partiti di sistema, persegue scientificamente su tutto il territorio nazionale) e si collabora coi suoi carnefici, dall'altro si esprime “solidarietà” alle masse stesse... che dovrebbero pure ringraziare per l'affetto!

E' grave che a questa lista di adesioni che fanno riferimento a personaggi e forze borghesi di centrodestra e centrosinistra si affianchino anche rappresentanti sindacali e politici della sinistra. Se non desta particolare stupore l'adesione data dai dirigenti locali della Flc-Cgil - vista la loro propensione alla collaborazione coi governi locali e nazionali nel massacro sociale - è invece particolarmente degna di nota l'adesione da parte di esponenti di Rifondazione comunista e, persino, dell'autonomia. Tra le firme compare infatti quella dell'europarlamentare Forenza, di Rifondazione, eletta nella lista riconducibile a Tsipras (4).

Non mancano infine all'appello, e anzi sono in prima fila, gli attivisti dell'area “autonomia contropotere” (cinque delle sigle presenti nella lista di adesioni alla manifestazione licatese sono riconducibili all'Ex Karcere, nelle sue varie dependances), sempre presenti laddove c'è qualcosa che si muove. Coerentemente con gli insegnamenti del padre dei riformisti (come diceva Bernstein: “il fine è nulla, il movimento è tutto”), i leader di questi movimentisti portano avanti sul territorio un'attività svincolata da qualsiasi progetto di alternativa di sistema, limitandosi pertanto alle battaglie immediate (incluse occupazioni temporanee di spazi, ingenuamente spacciati per “oasi liberate” dal sistema), e oscillando costantemente fra pratiche apparentemente radicali (che si concretizzano prevalentemente negli scontri con la polizia, spesso con finalità puramente estetiche e dunque fini a se stesse) e continue sponde sulle forze politico-sindacali di sistema (dalla Cgil al movimento pentastellato di Grillo; 5).

E' sulla base di quest'assenza di progettualità, di discriminante classista e di prospettive antisistema che in passato questi gruppi “autonomi” sono arrivati a sostenere acriticamente il movimento dei forconi  - movimento egemonizzato da forze reazionarie, che poi ha puntualmente capitolato alle “istituzioni” - e le sue rivendicazioni autonomiste e corporative (6). Ed è sempre su queste basi che in tempi recenti sono arrivati a tenere incontri pubblici coi rappresentanti istituzionali del movimento reazionario a 5 stelle (7), in particolare col parlamentare Nuti, convinto sostenitore, assieme al suo “non partito”, della legalità borghese (cioè delle leggi fatte dai rappresentanti dei padroni!) e dell'avvicinamento fra “cittadini” e polizia (quindi del sacro rispetto degli apparati repressivi dello Stato borghese; 8), quella stessa polizia che purtuttavia a sentire gli attivisti “autonomi” sarebbe loro mortale nemica.

 

Unire le lotte su base anticapitalista e di classe

Come Pdac Agrigento siamo stati fra i promotori negli anni passati della battaglia antifascista interna al movimento No muos, una battaglia che ha portato al varo della “carta d'intenti”, con cui si è posto l'antifascismo fra le coordinate essenziali del movimento. Lungi da qualsiasi settarismo, abbiamo sempre manifestato la nostra disponibilità al dialogo con le forze della sinistra politica, sindacale e di movimento, nell'ottica della costruzione di fronti unici di lotta, nel rispetto delle rispettive identità, purché si tengano presenti i pilastri imprescindibili dell'anticapitalismo e dell'antifascismo.
Proprio per questa coerenza, parecchie volte abbiamo visto voltarci le spalle da gruppi di sinistra con cui avevamo provato un dialogo ma che hanno preferito strade più semplici (almeno per ottenere visibilità; ma di certo disastrose per i lavoratori e le masse oppresse), cioè la collaborazione con le forze di sistema, grillini inclusi, piuttosto che coi comunisti.

Da poco abbiamo avviato nella nostra città la costruzione di un gruppo di opposizione al rigassificatore di Porto Empedocle, un progetto che mira a raccogliere attivisti di sensibilità politiche anche diverse ma aventi in comune gli assi portanti dell'anticapitalismo e dell'antifascismo, coordinate respinte invece da un gruppo che ad Agrigento sostiene da tempo di “opporsi” al rigassificatore (e che raccoglie al suo interno personaggi di destra, grillini, come dell'area della sinistra riformista).

Come Pdac siamo impegnati a livello nazionale a sostenere le lotte dei lavoratori e lavoriamo all'unione di queste lotte, al di là degli steccati corporativi e dei recinti posti dalle burocrazie sindacali, ad esempio contribuendo alla costruzione del Coordinamento No Austerity, unico coordinamento costituito su basi di classe e anticapitaliste oggi attivo sul territorio nazionale, e che aderisce a un progetto di livello internazionale (la Rete sindacale Internazionale). Un coordinamento che unisce attivisti e settori combattivi di sindacati di base, comitati di lotta e gruppi studenteschi, che in questi mesi ha promosso – e continua a promuovere - iniziative importanti come la campagna contro la repressione delle lotte e sui luoghi di lavoro, o la campagna contro l'accordo vergogna sulla rappresentanza sindacale, l'accordo firmato dalla Confindustria con Cgil, Cisl e Uil (cui si sono uniti poi alcuni sindacati “di base” come Usb) e al quale No Austerity, quasi in solitudine, ha opposto e continua ad opporre una resistenza concreta e radicale, che ha già dato i suoi frutti, visto l'elevato e crescente numero di adesioni e di iniziative in merito sul territorio.

Riteniamo infatti che sia necessario lavorare alla solidarietà e all'unione delle vertenze, scavalcando l'azione conservativa delle burocrazie politico-sindacali che, al contrario, mira a disunire i lavoratori e le loro lotte, e a mettere il cappello su di esse per canalizzarle verso le secche della concertazione.

Nel rimarcare il nostro rifiuto di aderire a una manifestazione priva di basi di classe e anticapitaliste, ribadiamo il nostro invito agli attivisti onesti della sinistra politica, sindacale e di movimento a costruire assieme a livello locale un fronte unico di lotta per le battaglie ambientali, antimilitariste, antiimperialiste, a supporto del mondo del lavoro e dei servizi pubblici, totalmente svincolato da ogni laccio con le forze di sistema e da prospettive istituzionaliste ed elettoraliste; al contempo facciamo appello ad estendere su scala nazionale e internazionale la mobilitazione. Perché una battaglia che si ferma all'interno dei recinti localisti è una battaglia che ha già perso.

 

Note

1) La stessa Casa era candidata a supporto di Firetto: http://agrigentoweb.it/senso-civico-e-decoro-nota-di-claudia-casa-a-sostegno-del-candidato-sindaco-lillo-firetto-18_04_2015

2) Sul ruolo di Firetto nella vicenda del rigassificatore di Porto Empedocle, nonché sull'impatto ambientale che l'ecomostro farà registrare, abbiamo promosso un'apposita iniziativa pubblica nello scorso dicembre come Pdac Agrigento. Va da sé che le mafie hanno già messo in moto i loro tentacoli su questo “progetto”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/02/mafia-13-arresti-ad-agrigento-le-mani-di-cosa-nostra-sul-rigassificatore/2270125/

3) http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/mimmo-fontana-non-mi-dimetto-agrigento-legambiente.html

4) Il premier greco che, al di là dei proclami, e in continuità coi precedenti governi di centrodestra e centrosinistra, sta portando avanti nel Paese ellenico – sotto dettatura della Troika e assieme a Pasok, Nuova democrazia e alle altre forze di sistema -  il più pesante piano di austerità che il popolo greco abbia mai conosciuto sinora (nonché il più pesante che i governi europei abbiano sinora varato). Operazioni criminali che ciononostante continuano ad essere coperte a “sinistra” dai riformisti nostrani, inclusa Rifondazione comunista, che prosegue nel sostengo al governo di Syriza ed Anel (forza della destra filoclericale).

5) Invitiamo a leggere questa nostra analisi sul fenomeno dell' “autonomia”: http://www.alternativacomunista.it/content/view/1943/47/

6) Rispetto al movimento dei forconi, rimandiamo a questo articolo: http://www.alternativacomunista.it/content/view/1933/47/

7) Sul grillismo, e sui rapporti ambigui ed opportunisti con esso tenuti da parecchie forze politiche, sindacali e di movimento di “sinistra”: http://www.alternativacomunista.it/content/view/2054/45/

8) http://www.palermo5stelle.it/2015/03/04/la-polizia-incontra-cittadini-saranno-presenti-luigi-di-maio-e-riccardo-nuti/; http://www.palermo5stelle.it/events/reddito-di-cittadinanza-incontro-con-riccardo-nuti-m5s/
 
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