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Salute e profitto Le lotte dei medici contro la corporazione PDF Stampa E-mail
sabato 09 gennaio 2016

Salute e profitto

Le lotte dei medici contro la corporazione

 

 

di Mario Avossa

Il 28 Novembre scorso la Federazione degli Ordini dei Medici ha promosso una mobilitazione di protesta e successivamente una manifestazione nazionale a Roma il 16 dicembre “per dire no al razionamento della sanità”1-2. Hanno aderito varie sigle pseudo-sindacali e corporative3.

 

Al di là della rappresentazione mistificante: il nuovo proletariato medico

I medici sono suddivisi fra più condizioni sociali e ricoprono ruoli e responsabilità diversi. I più colpiti dai tagli agli stanziamenti della spesa pubblica non sono fra quelli che siedono ai vertici degli Ordini, della Federazione o dell’Enpam. Non sono i vertici universitari né i medici di base. Sono i dipendenti del SSN, fra i quali il Sole 24 ore 4 conta 14.000 precari (ma i dati sono fermi a due anni fa) che prestano la loro opera in settori delicati come pronto soccorso, ginecologia e ostetricia, chirurgia, anestesia e rianimazione. Il 60% sono donne. La maggior parte è nel nord Italia, ma mancano dati certi nel sud Italia. La condizione dei medici precari è insostenibile nei pronto soccorso, a causa dei carichi di lavoro e della disorganizzazione (continua mancanza di posti letto): sono sovraesposti a pesanti responsabilità, con stipendi miseri e assenza di prospettive di carriera. A costoro è affidata la prima linea della tutela della salute delle masse popolari. Esercitano spesso in condizioni al limite del pericolo: proprio e altrui.

 

Aziendalizzazione della sanità

I medici dipendenti della sanità pubblica hanno scarsa coscienza di classe. Sono lavoratori sfruttati. Sotto l’attacco neoliberista, gli ospedali e gli ambulatori pubblici sono stati dichiarati aziende (con la sinistra implicazione che dalle malattie delle persone debba ricavarsi un guadagno) e, a seguito dell’introduzione di elementi di privatizzazione nei contratti di lavoro dei medici dipendenti, questi si sono trovati improvvisamente “dirigenti”. In realtà i medici dipendenti pubblici non dirigono nulla: si è trattato di un escamotage per far ricadere sulle loro spalle qualunque deficit organizzativo, economico o strutturale le cui conseguenze possono tramutarsi in un danno per la salute dei malati: essi ne rispondono in prima persona e in perfetta solitudine. I vertici aziendali ne escono indenni.

A causa di poca o nulla conflittualità sindacale i medici pubblici dipendenti si trovano con stipendi bassi e fermi da molti anni, senza contratto, senza progressione di carriera (bloccata per legge), costretti a pagarsi in proprio un’assicurazione con premi proibitivi: come se si trovassero a operare in uno studio privato. Non hanno diritto di critica pubblica nei confronti dei vertici aziendali, perché sono perseguibili da un consiglio di disciplina. Pagano di persona disorganizzazione e carenze strutturali, di cui non sono responsabili e per le quali non hanno voce in capitolo. Siamo di fronte a un nuovo proletariato a bassa coscienza di classe.

 

La salute come fonte di profitto

La stampa borghese raffigura i medici come una compagine uniforme di tipo corporativo. Da qui prendono le mosse accuse che indicano i medici come causa di diseconomie, di inappropriatezza delle cure, di scarsa responsabilità. Particolarmente odiosa l’accusa sommaria di essere i responsabili della perdita di 10 mld di euro per l’attuazione della cosiddetta medicina difensiva.

E’ bene che il proletariato sappia che la medicina difensiva consiste nel ricorso a indagini, cure e trattamenti aggiuntivi cui i medici dipendenti e sfruttati sono costretti loro malgrado nel timore di incorrere in denunce, condanne e richieste di risarcimenti. La stampa borghese riporta che la magistratura valuta come fondate le richieste di risarcimento solo in una percentuale molto piccola di casi5. Questo atteggiamento rivendicativo dei pazienti o dei loro familiari nasce dalla via aperta alla privatizzazione della sanità nel cui contesto deve essere spianata la strada alle compagnie assicurative: quanto più alto è il contenzioso, tanto più aumentano il numero dei contratti stipulati e i premi delle polizze; quanto più contenzioso c’è, tanto più lucrano le corporazioni legali: magistrati, avvocati, periti, medici legali, agenzie di mediazione. A ciò servono le campagne scandalistiche sulla mala sanità: a creare i presupposti soggettivi al litigio, al contenzioso, alla rivendicazione quale che sia. E questo è facilissimo in un campo mutevole e pieno di rischi e incognite come quello della salute delle persone.

 

Corporazioni e agenzie di regime

Particolarmente nefasto è il ruolo degli Ordini dei Medici, enti inutili e anacronistici, il cui scopo è quello di sostenere il carattere corporativo di una congerie promiscua di lavoratori in realtà suddivisi in proletari, piccoli-borghesi e medio-borghesi. E quindi portatori di istanze di classe i primi, piccola borghesia inquieta e oscillante i secondi, avversari di classe gli ultimi. La corporazione è solo apparente, una finzione, ed è funzionale alle componenti borghesi, alle fasce alte di reddito, prone agli interessi economici e amministrativi dei capitalisti.

Ci chiediamo cosa abbiano fatto gli Ordini dei medici e la Federazione in questi anni di attacchi continui alla sanità pubblica e al diritto alla salute, operati attraverso tagli alla spesa sanitaria disciplinati dalle finanziarie votate in parlamento ogni anno, fatte salve le somme che vanno ad impinguare capitalisti di varia taglia che prosperano sulle privatizzazioni in corso nella sanità: edilizia, appalti di manutenzione, servizi esternalizzati, agenzie interinali.

Perciò è quanto meno illogico che la stampa borghese1 faccia appello genericamente ai medici, cioè alla corporazione, per salvare la sanità pubblica dai tagli che i governi di ogni colore stanno attuando di anno in anno più gravi.

 

Oltre il corporativismo. Unire le lotte da una prospettiva di classe

Pur essendo d’accordo con le parole d’ordine dell’assunzione dei precari e dello stop ai tagli alla sanità, vediamo una congerie ambigua di rivendicazioni, nessuna delle quali conduce all’unità di lotta dei medici e degli infermieri con i lavoratori oggi in lotta in tutta Italia per il salario e per la difesa del posto di lavoro 6-7. Non è semplicemente un’incoerenza: il limite corporativo non può che indebolire le rivendicazioni salariali e normative.

L’unico modo di opporsi allo sfascio della sanità pubblica che sta travolgendo anche il nuovo proletariato medico è quello di aprire una battaglia popolare per difendere il SSN dalla distruzione: questa battaglia deve essere patrimonio della classe operaia e del proletariato, perché il diritto alle cure deve essere libero, universale e gratuito. Per questo non può essere delegata alle corporazioni né alle agenzie di regime. I comunisti sanno che il proletariato si troverà contro non solo i partiti di qualunque colore della borghesia, ma anche le agenzie di regime che si spacciano per sindacati e che in questi anni nulla hanno fatto per sostenere le battaglie dei lavoratori della sanità. Per questo in Italia parecchi compagni, comitati, settori combattivi di sindacati di base, hanno dato vita al Coordinamento No-Austerity che si sta battendo per unificare le istanze di classe dei lavoratori: le rivendicazioni dei lavoratori della sanità, inclusi i medici dipendenti e quelli precari, non possono essere separate dalle lotte di tutti i lavoratori che rivendicano lavoro, salario e diritti.

 

Note:

1.                  http://ilmanifesto.info/lautunno-caldo-dei-medici/

2.                  http://www.fnomceo.it/fnomceo/showArticolo.2puntOT?id=92220

3.                  http://ilmanifesto.info/medici-in-piazza-sciopero-il-16-dicembre-no-alla-gestione-contabile-della-salute/

4.                 http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2015-09-22/i-medici-precari-sono-14mila-063823.shtml?uuid=ACTEoC2

5.                 http://www.iltempo.it/rubriche/salute/2015/09/18/malasanita-in-tribunale-soltanto-un-caso-su-dieci-1.1458494

6.                 www.fnomceo.it/fnomceo/showArticolo.2puntOT?id=139760

7.                 www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Sanita-domani-sciopero-medici-contro-i-tagli-e-per-le-nuove-assunzioni-e24af9cd-5ba5-424d-aba3-114e26258ce7.html

 
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