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Di fronte agli attentati di Parigi PDF Stampa E-mail
domenica 15 novembre 2015
 
Di fronte agli attentati di Parigi
 

 
dichiarazione del Segretariato della Lit-Quarta Internazionale
 
 
 
 
 
parigi attentati
 
La Francia ha vissuto una delle più drammatiche delle notti. Il terrore ha preso possesso di Parigi a partire da una serie di attentati suicidi realizzati in otto punti della città che, secondo le prime ricostruzioni, hanno provocato 127 morti e più di 200 feriti, molti in stato grave.
La maggioranza delle vittime è morta crivellata di colpi nella sala del Bataclan, affollata di persone che assistevano a un concerto. Ci sono poi stati altri attacchi, con bombe e fucili automatici, in ristoranti della zona e nelle vicinanze dello stadio di Francia, mentre si disputava una amichevole tra Francia e Germania. Dopo l'esplosione di uno dei kamikaze, la folla che assisteva alla partita è corsa terrorizzata ad occupare il campo di calcio.
Otto tra gli aggressori si sono fatti esplodere.
Siamo di fronte a uno dei più grandi attentati terroristici degli ultimi anni in una capitale europea. Questo episodio è comparabile solo con l'attacco al metro di Madrid, l'11 marzo del 2004, quando Al Qaeda rivendicò l'assassinio di 191 persone e il ferimento di altre 2000.
Il presidente francese, Francois Hollande, ha rilasciato queste dichiarazioni: "la lotta contro i terroristi sarà spietata", "la Francia sarà implacabile". E le prime misure applicate dal governo francese sono state l'imposizione dello "stato d'emergenza" in tutta la Francia e l'annuncio della chiusura delle frontiere. E' stata anche ordinata la mobilitazione dell'esercito, con l'invio di oltre 1500 soldati nelle vie, che si vanno a sommare ai 7000 che già pattugliano Parigi da quando c'è stato l'attentato alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo, nel gennaio scorso. All'alba Hollande ha rilasciato nuove dichiarazioni dall'Eliseo, assicurando di "non avere dubbi" che il responsabile degli attentati sarebbe lo Stato Islamico: "E' un atto di guerra commesso dall'Isis contro i valori che difendiamo". E ha poi fatto riferimento a presunti "complici dei terroristi nel Paese."
Di fronte a questi fatti, esprimiamo il nostro ripudio assoluto degli attentati che sono costati la vita di persone innocenti a Parigi. Esprimiamo la nostra solidarietà con i feriti e con le famiglie delle vittime. Sentiamo profondamente il dolore della popolazione parigina.
Lo Stato Islamico ha rivendicato gli attentati. Questo non deve sorprendere, dato che si tratta di un "partito-esercito" che difende un programma teocratico ultrareazionario e si avvale di metodi fascisti per terrorizzare e schiavizzare intere popolazioni in Siria e in Irak. Questo tipo di azioni, che si inscrivono nel cosiddetto "terrorismo individuale", forse potranno sembrare a qualcuno come "antimperialiste" per il fatto che sono attuate in una importante capitale come quella francese. Ma non è così. Siamo di fronte a una azione chiaramente reazionaria, che sarà usata contro la classe lavoratrice europea e contro gli immigrati. Di fatto si tratta di attacchi a persone comuni, tra cui molti lavoratori. Cioè non sono azioni dirette contro i capitalisti né "indeboliscono" gli Stati imperialisti: al contrario li "rafforzano" - almeno temporaneamente - dato che offrono ai governi imperialisti la scusa per un rafforzamento della repressione e degli attacchi reazionari contro le minoranze etniche, religiose e più in generale contro il movimento operaio e la sinistra. In particolare, sicuramente ci sarà una offensiva contro gli immigrati arabi, musulmani e contro le decine di migliaia di persone che entrano - o cercano di entrare - come "rifugiati" dal Medio Oriente. La stampa borghese cercherà di associare, una volta di più, l'"islamismo" con lo Stato Islamico, per quanto questa associazione sia completamente falsa e assurda.
Al contempo, il giusto ripudio dello Stato Islamico e dei suoi metodi non deve impedire di condannare l'enorme e disgustosa ipocrisia di Hollande, dell'ex presidente Sarkozy, di Obama, della Merkel, di Renzi, ecc., che hanno la pretesa di ergersi a campioni della difesa della "umanità" e della "democrazia" di fronte alla "barbarie terroristica": quando sono proprio loro che hanno promosso terribili invasioni militari (come in Irak e Afghanistan) che hanno causato centinaia di migliaia di morti in Medio Oriente; e sono proprio loro che guidano i bombardamenti in Siria e in Irak.
I governi di Europa e Stati Uniti, per quanto invochinono la "lotta civilizzatrice contro la barbarie" sono i principali responsabili per il selvaggio terrorismo di Stato in tutto il Medio Oriente.
Hanno affilato i loro artigli imperialisti dai tempi del colonialismo - nel caso dei francesi, per esempio, in Algeria - passando per l'imposizione e il mantenimento di dittature sanguinarie, come quella di Assad in Siria, fino ad arrivare al genocidio di intere popolazioni con le aggressioni militari, tra cui va citata la complicità nella pulizia etnica attuata dai sionisti in Palestina.
Per questo è necessario respingere categoricamente i metodi atroci dello Stato Islamico, al contempo senza dimenticare nemmeno per un secondo, e senza tacere, che i più grandi terroristi della storia umana sono le potenze imperialiste.
Il cinismo di questi signori non ha limiti. La stampa internazionale già comincia a parlare di un "11 settembre francese", e molti già sostengono apertamente una "guerra totale contro il terrorismo", in stile George W. Bush.
Per quanto ci riguarda, ci opponiamo a tutte le misure repressive che Hollande ha annunciato: contro lo "stato di emergenza" e contro la ulteriore militarizzazione del Paese. Perché tutte queste misure saranno usate contro gli immigrati che con grandi sforzi cercano di guadagnarsi da vivere in Francia e negli altri Paesi europei. La "chiusura delle frontiere" sarà chiaramente associata con una politica di ulteriore respingimento dei "rifugiati", proprio nel momento in cui assistiamo alla maggiore onda migratoria in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Per applicare tutte queste misure reazionarie, Hollande e gli altri governi europei cercheranno di appoggiarsi nel prevedibile rafforzamento del clima di razzismo e di xenofobia che questo tipo di attentati alimenta. Settori di estrema destra, come quello di Le Pen e altri, sicuramente troveranno alimento in questo clima per cercare di colpevolizzare e perseguire i rifugiati che fuggono dalla guerra in Siria e da tutto il Medio Oriente.
La politica di Hollande e dell'imperialismo europeo fa appello a una presunta "unità nazionale e internazionale contro il terrore": si tratta di una cortina di fumo sotto la quale nascondono un attacco alle libertà democratiche delle masse europee e con la quale vogliono perseguitare gli immigrati e i rifugiati.
La sinistra mondiale, a partire da quella europea, e tutto il movimento operaio, le organizzazioni sociali e di difesa dei diritti umani devono respingere nelle piazze l'insieme di queste misure repressive del governo francese, cui lo Stato Islamico, con i suoi metodi terroristici, offre il pretesto.
 
Tutta la nostra solidarietà alle vittime e alle loro famiglie!
Contro le misure repressive di Hollande, facilitate dall'azione terroristica dello Stato Islamico!
Contro la xenofobia e l'"islamofobia"!
Asilo immediato e senza restrizioni a tutti i rifugiati che arrivano in Francia e nel resto d'Europa!
 
(14 novembre 2015)
 
 
(traduzione dall'originale in spagnolo di Francesco Ricci)
 
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