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Cremona, dopo la manifestazione del 24 PDF Stampa E-mail
lunedì 26 gennaio 2015

Cremona, dopo la manifestazione del 24

Contro la chiusura del C.S. Dordoni

 

 

Pdac Cremona

Il Pdac ha partecipato con un proprio spezzone alla manifestazione di Cremona di sabato 24.
Non avremmo potuto mancare, essendo peraltro da tempo l'unico partito di sinistra attivo in quella città (specie dopo la quasi scomparsa di Rifondazione, l'inesistenza in termini militanti di Sel e l'assenza di qualsiasi altro partito di sinistra).

Abbiamo partecipato e rivendichiamo questa nostra partecipazione nel momento in cui tutta la sinistra riformista prende le distanze dalla manifestazione e dal Dordoni per gli scontri che si sono determinati sabato. Mentre si scatena la canea reazionaria, dal sindaco del Pd al centrodestra, risultano scandalose le dichiarazioni della segreteria di Rifondazione che si unisce al coro della Cremona perbene che, mentre un compagno è in coma in ospedale, mentre i fascisti scorazzano per la città protetti dalla polizia, si preoccupa di qualche bancomat rotto.

Al contempo non diamo un giudizio positivo della manifestazione. Perché un corteo ampio, con molti giovani, è stato di fatto bloccato a nemmeno un quarto del suo percorso e non ha potuto sfilare per le vie del centro. Quella che avrebbe potuto risultare una prova di forza di tutto il movimento antifascista è stata ridotta a una scaramuccia nei viali.
Ciò è stato chiaramente in primo luogo il frutto organizzato a tavolino dalla questura e dagli apparati repressivi che hanno tracciato un percorso del corteo che faceva una "strana" deviazione (inutile per sfilare nel centro della città) facendo arrivare il corteo a pochi passi dalla sede di Casa Pound. Anche uno sciocco avrebbe capito che era una trappola. Con una trentina di autoblindo dei carabinieri e centinaia di agenti in assetto di guerra era chiaramente impossibile arrivare a chiudere sabato, come sarebbe giusto fare e come bisognerà fare, Casa Pound.

Nella provocazione sono caduti non tanto i compagni del Dordoni (che giustamente dichiarano nel loro comunicato che non avevano la possibilità di controllare tutto il corteo) ma i soliti gruppi interessati più a spaccare qualche bancomat e a mimare la guerriglia piuttosto che a far crescere tra i lavoratori un movimento a partire da quella solidarietà che in pochi giorni è cresciuta rapidamente a Cremona e ha portato a un corteo antifascista tra i più partecipati degli ultimi anni.

Senza un servizio d'ordine complessivo della manifestazione, si è lasciato alla selvaggia violenza degli apparati polizieschi un corteo di giovanissimi, totalmente indifesi e privi di indicazioni: quando si sono accesi gli scontri con un settore del corteo (all'altezza di via Stauffer), il grosso del corteo non ha proseguito e si è spezzato e una parte dei compagni, non conoscendo la città, ha deviato come via di fuga verso destra, in via Dante, invece che a sinistra verso via Aselli (che era la via prevista per la continuazione del percorso), finendo inutilmente in mezzo ai gas lacrimogeni e trovandosi su una strada ampia e senza uscite dove più semplici avrebbero potuto essere le cariche della polizia.
La scaramuccia con la polizia organizzata da un gruppo (quello che si è spinto fino a via Stauffer) avrà forse soddisfatto le pulsioni di qualche sfasciavetrine che si ritiene rivoluzionario ma non ha prodotto nulla dal punto di vista sostanziale (la sede dei fascisti è intatta) ed è stata disastrosa dal punto di vista politico, dato che ora gli scontri, previsti, organizzati e facilitati dalla questura, diventano il pretesto per tutto lo schieramento borghese (dal Pd alla Lega) per pretendere di chiudere il Centro Sociale Dordoni e utilizzare il consueto ritornello degli "opposti estremismi" tanto contro il Dordoni come contro la sinistra di classe cremonese, mentre i "solidali" del petardo se ne sono tornati tranquillamente a casa.

Per parte nostra, come Pdac, come sempre abbiamo fatto in questi anni, unico partito a Cremona, difendiamo e difenderemo incondizionatamente il Centro Sociale e ci schieriamo senza tentennamenti dalla parte dei compagni del Dordoni contro la caccia alle streghe che si sta scatenando. Al contempo, con la chiarezza che ci contraddistingue, non vogliamo risparmiare le nostre critiche agli utili idioti che hanno provocato un danno politico a tutto il movimento, così come ai dirigenti della sinistra riformista che sono stati dalla parte giusta solo per poche ore tornando poi ad allinearsi al Pd e alla giunta borghese che per anni hanno servito umilmente.
Con i compagni del Dordoni saremo anche nelle prossime settimane, ancora una volta, davanti al Centro Sociale per difenderlo da fascisti e polizia. E siamo in questi giorni vicini ad Emilio, aspettandone la guarigione.

 

 

 
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