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Piacenza, 13 settembre I facchini non si arrendono! di Adriano Lotito PDF Stampa E-mail
mercoledý 17 settembre 2014

Piacenza, 13 settembre

I facchini non si arrendono!

 


 

di Adriano Lotito

 

foto piacenza

 

Sabato pomeriggio un lungo corteo ha attraversato le strade di Piacenza. Centinaia e centinaia di facchini della logistica diretti dal Si Cobas, e insieme a loro decine di studenti e precari, numerosi collettivi autonomi, gli attivisti/e del Coordinamento No Austerity e, unica realtà di partito presente, i compagni e le compagne di Alternativa comunista.

 

No alla repressione delle lotte! No allo sfruttamento delle cooperative!

La manifestazione è stata organizzata per opporsi al licenziamento politico di 24 lavoratori della cooperativa San Martino, che lavora per il colosso multinazionale Ikea. Lavoratori licenziati perchè attivisti di un sindacato ora divenuto scomodo per la sua alta dose di conflittualità, il Si Cobas; lavoratori licenziati perchè erano diventati dei punti di riferimento per la lotta di tanti compagni sfruttati; licenziati perchè avevano osato alzare la testa. Per questo sabato abbiamo urlato a gran voce “no alla repressione delle lotte”, “reintegro immediato dei lavoratori licenziati”, perchè solo attraverso la mobilitazione, la solidarietà militante e l'unità delle lotte possiamo opporci allo sfruttamento mafioso rappresentato dal mondo apparentemente “pulito” delle cooperative, che col tempo hanno costituito un vero e proprio sistema di caporalato e illegalità al servizio delle grandi multinazionali, che in questo modo possono sfruttare lavoratori a basso costo e altamente ricattabili per accumulare profitti.
La partecipazione a questa manifestazione è stata senza dubbio una vittoria: quasi un migliaio tra lavoratori della logistica e attivisti solidali, provenienti da diverse città in tutta Italia (Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Bologna, Modena, Firenze, Vicenza e altre città), a dimostrare che la repressione non fa paura, che tutte le manganellate, gli arresti, le denunce, i fogli di via (come quello che ha colpito lo scorso anno il coordinatore nazionale del Si Cobas, Aldo Milani) non riusciranno a fermare quella che senza dubbio è stata e continua a essere la più combattiva lotta operaia sul nostro territorio.

 

Lottare fino alla vittoria!

Il settore della logistica infatti si sta dimostrando centrale all'interno della lotta di classe in Italia: sia per il posto che occupa all'interno del ciclo produttivo capitalistico, sia per il fatto che l'Italia per poter essere competitiva con gli altri Paesi europei e non potendo contare su un circuito sviluppato di infrastrutture, sfrutta il basso costo della manodopera lavorativa. Questo ha portato ad una situazione di estremo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici in gran parte immigrati.
Ed è questa situazione che è alla base della lotta radicale e determinata dei facchini, che sono riusciti a ottenere numerose vittorie, tra cui alcune molto significative come quella alla Granarolo di Bologna, dove tutti i lavoratori licenziati sono stati reintegrati dopo sedici mesi di lotte e scontri molto duri in cui siamo stati sempre in prima fila come Pdac.

Fin dalla prima ora abbiamo sempre sostenuto questa mobilitazione, alla Esselunga di Pioltello, a Bergamo (dove ultimamente tre autisti della Sda sono stati reintegrati dopo una combattiva vertenza), alla Dielle di Cassina De Pecchi (dove continua una lotta molto dura e dove la repressione poliziesca ha colpito con violenza la scorsa settimana arrestando tre lavoratori poi rilasciati) e naturalmente all'Ikea di Piacenza.

Sosteniamo che solo unendo le lotte e collegandole ad una prospettiva anticapitalistica, ovvero di presa del potere da parte dei lavoratori, su scala internazionale, sia possibile ottenere conquiste realmente definitive per la classe operaia, e sbarazzarsi una volta per tutte dei padroni di ogni genere. Per questo saremo sempre al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici della logistica, una delle poche avanguardie di lotta presenti al momento nel nostro Paese, che hanno dimostrato una cosa fondamentale e che cercano di farci dimenticare: solo la lotta paga!

 
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