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I MURI... SOLIDALI DI
FERRERO
di Susanna Sedusi (*)
Paolo Ferrero, ministro alla solidarietà sociale
del Prc, incontrando a Padova i rappresentanti della Comunità Ebraica dichiara:
"Oggi come ieri le minoranze ci sono e non bisogna costruire dei muri che le
isolino. L'azione di fondo è il superamento del ghetto".
E fino a qui niente di nuovo. Quando poi un'ora
dopo, visita le palazzine del nuovo ghetto di Via Anelli, assurto alle cronache
nazionali ormai da qualche tempo, svela la sua vera identità ammettendo che "il
muro va bene come soluzione transitoria, nella prospettiva di abolire il
ghetto". Il ministro cioè considera quel muro la migliore soluzione possibile...
almeno per il momento (come confermerà anche nella sedicente "smentita" al
Corriere della Sera). Non c'è male per un ministro della "solidarietà
sociale" che perdipiù si definisce "comunista".
Nella successiva assemblea presso il palazzo del
Municipio di Padova il ministro Ferrero si diffonde in dichiarazioni e buone
intenzioni davanti ad una folta platea di rappresentanti delle comunità
straniere nonché dei comitati cittadini di vario orientamento politico (da
Razzismo Stop a Pax Christi ai Beati Costruttori di pace, ecc.)
Egli sostiene l'operato dell'Amministrazione
Comunale promettendo di trovare i 10 milioni di euro che servono alla giunta per
svuotare il ghetto di Via Anelli salvo ammettere che la decisione definitiva
spetta alla Conferenza delle Regioni che hanno competenza su queste materie
(politiche sociali).
Ma qualche promessa doveva pur
farla!
Subito dopo il ministro afferma di voler
introdurre la possibilità del permesso di soggiorno per ricerca di lavoro e il
passaggio di competenze sui permessi di soggiorno dalla Questura agli uffici
anagrafe dei Comuni, di voler promuovere politiche di inclusione e di voler
proporre una legge per ottenere la cittadinanza dopo 5 anni in
Italia.
Tutte belle promesse! Poi invece sulla questione
molto immediata e concreta della chiusura dei CPT afferma candidamente di
volerli chiudere ma di non sapere quando sarà possibile in quanto "non esiste in
parlamento una maggioranza disposta a chiuderli".
Ancora una volta Rifondazione dimostra di essere
entrata nella stanza dei bottoni, di aver forse messo qualche bastone tra le
ruote del carro governativo ma la realtà dei fatti è che vengono tutti i giorni
tradite le aspettative sincere e legittime di tutti i lavoratori e proletari che
hanno lottato per chiudere i CPT e abbattere qualsiasi muro.
Fonti di documentazione: Il Mattino
di Padova del 4 sett. 2006, il Gazzettino del 4 sett. 2006 e il
Corriere della Sera del 4 e 5 settembre.
(*) Collettivo PC Rol di Padova
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