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Tav: corrispondenza da Chiomonte PDF Stampa E-mail
venerdì 23 dicembre 2011
Tav: corrispondenza da Chiomonte
UNA FIRMA SCOLPITA NEL CEMENTO


Riceviamo e pubblichiamo una corrispondenza da Beatrice, attivista no Tav, dai “territori occupati” di Chiomonte, dopo la firma del contratto internazionale per la costruzione della tratta Italia Francia del Tav


Come da mesi avevano annunciato mercoledì 14 dicembre al non-cantiere della Maddalena hanno iniziato a costruire il famoso muro collocato al posto delle reti più interne (quelle più esterne col filo spinato israeliano sono rimaste).
Cosa pensare? Le forze dell’ordine iniziano ad avere paura del movimento No Tav e si chiudono in un fortino ancora più protetto? Oppure vogliono continuare indisturbati i lavori (che lavori?), pensando che dopo aver costruito quel muro tutti i valsusini si arrenderanno all’idea di riconquistare la Maddalena e di fermare questo devastante treno? Se è così, forse dovrebbero ancora conoscerci bene; non sarà un muro a bloccare ideali e speranze di chi crede ancora di riuscire a migliorare qualcosa in questa Italia che va a rotoli. 
Una cosa è sicura: le forze dell’ordine si trovano in difficoltà, si sono accorte che la doppia rete col filo spinato non basta più, hanno bisogno di più sicurezza; d’altronde una struttura così attrezzata costa solo 90.000 euro al giorno…
Il lato positivo è che probabilmente con la costruzione di questo muro l’allargamento del cantiere è rimandato e la zona della baita non verrà ancora sgombrata. Proprio oggi, invece, i politicanti affaristi italo-francesi hanno ratificato l’accordo internazionale per drenare una montagna di soldi pubblici nelle solite tasche di pochissimi speculatori (tra i quali la cooperativa rossa CMC di Ravenna) che se ne fregano della volontà di una intera valle per costruire un’opera tanto dannosa quanto inutile
Ad ogni modo, muro o non muro, firma o non firma, i valsusini, con l’aiuto del movimento sviluppatosi in tutta Italia, si faranno sentire e non si arrenderanno, perché la nostra e una valle che resiste e i muri, spesso, sono fatti per essere abbattuti.
ORA E SEMPRE NO TAV!

 
settembre 2011
 
 
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