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Immigrati: uno sfruttamento
doppio
IL SOGGIORNO A
PUNTI
E ALTRE
MOSTRUOSITA'
Intervista a Moustapha
Wagne
intervista diPatrizia
Cammarata
Incontriamo Moustapha Wagne,
segretario generale del Coordinamento Migranti di Verona (federato Cub)
e dirigente del Pdac. Moustapha, cos'è il permesso di soggiorno a punti per
immigrati?
Questo provvedimento è dentro al pacchetto sicurezza
Maroni. Ogni immigrato parte con una base di 22 punti. Ogni volta che un
immigrato commette un reato tolgono dei punti ma non è chiaro per quali reati.
Inoltre i punti possono essere tolti non solo per reati ma anche se un immigrato
risulta non essere "integrato" nella società italiana. Esauriti questi punti
perde il permesso di soggiorno, è la Questura che decide.
Cosa significa che possono togliere
punti se l’immigrato non è "integrato"?
E’ tutto da definire, ci
sono diversi punti non chiari, anche i tipi di reato non sono chiari.
Il
permesso di soggiorno a punti è previsto dal pacchetto di sicurezza che non è
ancora in vigore. La normativa è stata votata ma il permesso di soggiorno a
punti entrerà in vigore con una circolare ministeriale, come è necessario per
tutti gli altri provvedimenti previsti dal pacchetto. Lo stesso discorso vale
per le altre regole contenute nel pacchetto, ad esempio il test d’italiano o i
200 euro da versare per la richiesta di cittadinanza. Il pacchetto prevede un
ulteriore peggioramento anche per i tempi riguardanti la richiesta di
cittadinanza: il coniuge immigrato di un cittadino italiano può chiedere la
cittadinanza dopo due anni se non ci sono figli e dopo un anno alla presenza di
figli, mentre prima il periodo previsto era di sei mesi.
Pensi che il pacchetto sicurezza
sarà rivisto con il governo Monti? Cosa cambierà per gli
immigrati?
Il Ministro dell’Interno del governo Monti, Anna Maria
Cancellieri, non ha parlato in merito, almeno fino ad oggi, mentre rispondo a
quest’intervista. Ha solo fatto dichiarazioni generali affermando che la
presenza degli immigrati è "importante per il territorio", per la crescita del
Pil (Prodotto interno lordo) e che sta verificando la possibilità, con un
monitoraggio, di altri flussi. Ha affermato che l’Italia ha bisogno degli
immigrati per aumentare il Pil.
E questo perché i lavoratori nativi finora
non accettano facilmente le condizioni di lavoro che invece sono accettate dai
lavoratori immigrati, non accettano tutte le forme di contratto. L’immigrato è
più ricattabile avendo il permesso di soggiorno legato al contratto di
lavoro.
Credo ci sarà una revisione delle norme sull’immigrazione perché
questo governo ha costituito il Ministero per la Cooperazione Internazionale e
l’Integrazione, con nomina a Ministro ad Andrea Riccardi. Ci sarà probabilmente
una revisione perché la legge Bossi-Fini è stata una legge puramente ideologica
di stampo razzista ma non è stata praticabile fino in fondo e non ha corrisposto
fino in fondo agli interessi padronali. La legge ha messo in difficoltà pure
padroni e burocrazia per i problemi legati alla sua applicazione. E’ una
legge che ha provocato tensioni sociali, ha aumentato l’irregolarità, molti
immigrati che avevano il permesso di soggiorno lo hanno perso.
Quando i
padroni parlano di crescita e sviluppo hanno anche bisogno di parlare di
semplificazione e quindi mi aspetto che ci saranno delle riforme in tal
senso. In tal senso vanno anche lette le parole di Giorgio Napolitano, che
ha detto che c’è bisogno di abbattere in Italia il debito pubblico e che senza
immigrati non ce la fanno. Se pensiamo che la legge sui Cpt (Centri di
Permanenza Temporanea) porta anche il suo nome, Turco-Napolitano, si capisce
subito che il suo è un semplice calcolo di opportunità. La natalità è crollata
fra gli italiani (più morti e meno nascite) mentre fra gli immigrati è il
contrario, non si vedono vecchi immigrati all’ufficio postale che ritirano la
propria pensione. Il messaggio di Napolitano è che dovrà essere soprattutto il
proletariato immigrato a contribuire a salvare il capitalismo
italiano.
Prima dicevi che gli immigrati subiscono
condizioni di lavoro non accettate dai lavoratori italiani. E’ pur vero che la
crisi economica internazionale del capitalismo e lo straordinario attacco del
governo Monti a tutti i lavoratori e alle masse popolari sta aumentando
ulteriormente la povertà e la disperazione di milioni di
italiani.
Certo, i licenziamenti, l’impossibilità di pagare le
bollette, di curarsi, di pagare la scuola per i propri figli, gli sfratti, il
rischio di incorrere in reati e sanzioni sta diventando la quotidianità di
sempre un maggior numero di persone, anche italiane. Qualche tempo fa la forbice
che calcolava la differenza di condizione di vita fra immigrati e italiani
indicava una differenza del 40%; ora si sta riducendo progressivamente e la
stima che io faccio è che siamo arrivati al 20%. La condizione materiale del
proletariato nativo sta avvicinandosi progressivamente alla condizione del
proletariato immigrato: una vita fatta di sfruttamento, incertezza, povertà e,
spesso, di disperazione.
Prevedo che ci sarà una grande esplosione sociale,
anche in Italia. Padronato e governo ne sono consapevoli, loro lo sanno, sono
consapevoli del loro fallimento e per questo piangono.
Nel momento di
quest’esplosione bisogna essere preparati. Per questo è importante ed urgente la
costruzione del sindacato di classe, che possa contribuire alla crescita e
all’organizzazione di lotte reali, e del partito rivoluzionario che possa
organizzare una risposta e una prospettiva in senso socialista e internazionale,
nel momento in cui quest’esplosione sociale avverrà.
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