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venerdì 14 aprile 2006

L'Unione vince ma non convince. Rifondazione-Sinistra europea al governo con mani e piedi legati. L'urgenza di rifondare l'opposizione dei lavoratori.

di Antonino Marceca 

L'Unione ha vinto, seppur di misura, lo scontro elettorale, l'alternanza borghese alla guida del governo è salvaguardata. Romano Prodi, assieme a tutti i dirigenti dei partiti che compongono l'Unione, ha respinto la proposta di grande coalizione avanzata da Berlusconi e si è impegnato per "un governo politicamente e tecnicamente forte" in grado di durare l'intera legislatura, fiducioso della pace sociale grazie alla concertazione assicurata dalla sinistra di governo e dai sindacati concertativi.  

Berlusconi e la Cdl hanno mantenuto e rafforzato il sostegno di larga parte della piccola e media borghesia nelle regioni settentrionali, di ampi settori di borghesia mafiosa nel meridione, ma anche di profondi strati popolari nel Paese. Tra i poteri forti solo i settori più reazionari del Vaticano hanno continuato a sostenerlo, mentre la Confindustria, le banche, la grande stampa borghese, l'Europa imperialista lo hanno da tempo abbandonato (o non lo hanno mai sostenuto). 

Romano Prodi e l'Unione si sono presentati come uno schieramento responsabile che si farà carico del rilancio del capitalismo italiano nei mercati internazionali, grazie alle risorse attinte dai sacrifici previsti a carico dei lavoratori e delle masse popolari. Un'immagine che ha agevolato la propaganda del centrodestra e la sua promessa di un'abolizione dell'Ici e delle tasse sui rifiuti. Un assaggio di quello che farà la destra di fronte alle politiche del governo Prodi improntate al programma di "lacrime e sangue" dell'Unione. Una propaganda in grado di penetrare, in assenza di un partito comunista di opposizione, tra le masse popolari. E' quello che è successo nelle regioni governate dal centrosinistra: in ben quattro regioni governate dall'Unione -Piemonte, Puglia, Lazio e Friuli Venezia Giulia- il centrodestra passa in vantaggio. 

La sinistra socialdemocratica -a vario titolo Prc, Pdci, Verdi, sinistra Ds- e la maggiore organizzazione sindacale della sinistra, la Cgil, hanno evidenziato tutta la loro nullità strategica prima tra i movimenti e nella classe infine nella campagna elettorale. Hanno accettato le primarie e di conseguenza un programma di "lacrime e sangue" per la loro base di riferimento, finendo per frenare ogni lotta e mobilitazione contro la guerra.

Lo scarto dei voti presi da Rifondazione alla camera e al senato ne è il precipitato elettorale, segna come questo partito, malgrado l'enfasi riposta sulla costruzione della Sinistra europea come nuovo partito socialdemocratico, non ha nulla da dire agli studenti, ai giovani lavoratori precari, ai disoccupati se non di accettare i necessari sacrifici assieme ai loro padri e madri in termini di salario, diritti e tutele.

La Confindustria è stata la prima a ricordare a Romano Prodi e ai partiti dell'Unione i suoi impegni e le sue richieste: drastica riduzione del cuneo fiscale e contributivo, dell'Irap, le liberalizzazioni, la conferma e il completamento della legge 30, il risanamento delle finanze pubbliche. Quest'ultima richiesta, mirante al rientro del grave deficit e debito pubblico dello Stato italiano, è stata anche ricordata dalla Commissione europea. 

Bertinotti, dopo aver dichiarato a l'Unità che Rifondazione-Sinistra europea lega strettamente la sua sorte a quella dell'Unione, aggiunge che oggi è il tempo del governo dell'alternanza senza riforme, dell'alternativa se ne parlerà in tempi migliori. I dirigenti delle aree critiche del partito si felicitano per il risultato elettorale dell'Unione e si impegnano a sostenere il governo. 

Romano Prodi visti i tempi tecnici istituzionali per la formazione del nuovo governo si impegnerà nelle prossime settimane a stilare le liste dei ministri e sottosegretari, aprire a settori centristi della Cdl e avviare, assieme a Fassino e Rutelli, la costituzione del partito democratico premiato dalle urne e sostenuto dai sindaci di Roma, Bologna e Venezia. 

I liberali e i socialdemocratici quindi si organizzano e stringono un'alleanza di governo.

Ai comunisti di questo Paese spetta la responsabilità di salvaguardare l'opposizione di classe al governo dell'Unione. Progetto Comunista - Rifondare l'Opposizione dei Lavoratori, con tutti i suoi dirigenti e militanti, è impegnato in questa impresa e, assieme ai tanti comunisti indisponibili ad annullarsi in una alleanza con i liberali, nell'apertura di una fase costituente di un partito comunista che ricomponga il filo rosso del marxismo rivoluzionario.

L'assemblea che abbiamo indetto per il 22 aprile a Roma rappresenta una importante tappa di questo cammino. I militanti di PC-Rol, i compagni che partecipano a questo percorso costituente, sono impegnati nel contrastare  la nuova imminente concertazione tra Cgil, Cisl e Uil, futuro governo Prodi e Confindustria. Il coordinamento, urgente e necessario, delle sinistre di classe nei sindacati è l'aspetto sociale di una lotta politica più vasta per proseguire la difficile battaglia nella prospettiva di un governo dei lavoratori per i lavoratori, per il socialismo. Per questo i comunisti non possono rinunciare ad avere un loro partito, indipendente dalla borghesia e dai suoi governi. 

 
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