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FUORI LE TRUPPE IMPERIALISTE DALLA LIBIA! PDF Stampa E-mail
sabato 19 marzo 2011

FUORI LE TRUPPE IMPERIALISTE DALLA LIBIA!

VITTORIA PER LA RIVOLUZIONE CONTRO GHEDDAFI!

 

Nella notte tra giovedì e venerdì il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha dato il via libera alla creazione di una No Fly Zone sulla Libia e al tempo stesso ha autorizzato l'utilizzo di ogni misura per fermare l'attacco del regime di Gheddafi contro la popolazione.

Noi che fin da subito ci siamo schierati senza indugi al fianco delle rivoluzioni popolari scoppiate in Tunisia, Egitto e Libia (cosa che non hanno fatto le maggiori potenze imperialiste, che fino all’ultimo hanno cercato di salvare quei regimi sanguinari loro alleati) denunciamo la decisione dell’Onu come l’ennesima aggressione imperialista contro le popolazioni arabe.
Come hanno dimostrato i casi di Iraq e Afghanistan ( per citare i casi più recenti e noti), dietro i presunti nobili fini umanitari delle “libere democrazie occidentali”, si celano sempre interessi più “terreni”. E’ così anche in questo caso. Quello che preoccupa Usa, Italia, Francia e Gran Bretagna è sia il controllo delle risorse energetiche (di cui si avrà sempre più bisogno, visto che a seguito della tragedia nucleare che si sta verificando in Giappone, la richiesta mondiale di petrolio è prevista in forte aumento) di cui la Libia è ricca, sia evitare che la rivoluzione nel paese sfugga totalmente dal loro controllo, istaurando un nuovo governo poco accondiscendente con le richieste delle potenze occidentali.
D’altronde che a tutto siano interessate le potenze imperialiste tranne che alla difesa della democrazia lo dimostra il fatto che nelle stesse ore in cui si condanna il regime sanguinario di Gheddafi (fino all’altro ieri difensore dell’ordine occidentale nel Maghreb), nulla si dice dell’invio di militari dell’Arabia Saudita (storico alleato degli Usa) in Bahrein per schiacciare nel sangue la rivolta che da più di un mese sta tenendo sotto scacco il regime monarchico fantoccio che domina da decenni sul quel piccolo paese.
Gheddafi deve essere sconfitto e scacciato dal paese così come è accaduto per Ben Ali e Mubarak. Ma una vera vittoria potrà venire solo dai libici stessi, sostenuti dall’esempio e dalla forza dei loro fratelli tunisini, egiziani, yemeniti e da tutte quelle popolazioni che si stanno ribellando a governi corrotti e sfruttatori.
Anche dai lavoratori e dai giovani dell’occidente può e deve arrivare un aiuto: da una lotta contro quei governi che come Berlusconi (e prima Prodi), Sarkozy, Zapatero, Obama, opprimo centinaia di milioni di persone nel mondo, solo per permettere a poco multinazionali di continuare a fare profitti enormi, condannando invece alla fame e alla miseria la stragrande maggioranza della popolazione, a Tripoli come a Roma, al Cairo come a Parigi. Cacciando Gheddafi, se mai ci riusciranno, le potenze imperialiste metteranno al suo posto un altro criminale, magari più presentabile ma non meno feroce. Alla popolazione di Bengasi non serve un nuovo Karzai (attuale presidente dell’Afghanistan). Solo un governo degli operai e dei contadini libici, che rompa chiaramente ogni alleanza e legame con le potenze imperialiste, che espropri senza indennizzo e metta sotto il controllo dei lavoratori le ricchezze delle borghesie occidentali e di quella locale, può guadagnare forza e sostegno dal popolo libico. L’alternativa non è tra Gheddafi e l’Onu ma tra una nuova oppressione o un governo che difenda realmente gli interessi del suo popolo.

 

Fuori l’Onu e la Nato dalla Libia!

Abbasso Gheddafi!

Vittoria per la rivoluzione libica!

Per una repubblica laica e socialista in Medio Oriente!

 
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