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giovedì 30 marzo 2006
(comunicato/volantino di Progetto Comunista - Rifondare l'Opposizione dei Lavoratori)

MOBILITIAMOCI ANCHE IN ITALIA A SOSTEGNO DELLA RIVOLTA FRANCESE! 
PER LO SCIOPERO GENERALE PROLUNGATO FINO ALLA CACCIATA DEI GOVERNI DEI PADRONI! 
PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI IN FRANCIA COME IN ITALIA! 
PER UN'EUROPA SOCIALISTA! 

Le grandiose manifestazioni del 28 marzo in Francia più di 3 milioni in tutta la Francia, quasi 700 mila nella sola Parigi hanno dimostrato che esiste la possibilità concreta di cacciare De Villepin, Chirac e Sarkozy. Nonostante le titubanze e gli opportunismi delle burocrazie sindacali (Cgt in testa) - che hanno fatto cadere nel vuoto le richieste dei giovani studenti e lavoratori rifiutandosi di proclamare lo sciopero generale -, molti lavoratori hanno aderito agli scioperi e sono scesi in piazza accanto agli studenti e ai giovani delle banlieues. Ora più che mai è necessario proclamare immediatamente uno sciopero generale e indire una grande manifestazione nazionale a Parigi che blocchino la Francia fino alla cacciata del governo (i giovani lavoratori e studenti chiedono lo sciopero generale per il 4 aprile).  

Mentre Cgt e Cfdt (le principali confederazioni sindacali) cercano di arginare la protesta per riaprire trattative con il governo (addirittura, alla manifestazione di ieri la Cgt ha collaborato con la polizia nella gestione del servizio d'ordine contro i manifestanti), la Cgil e il Prc in Italia esprimono un'ipocrita solidarietà ai manifestanti proprio mentre si apprestano a diventare la gamba sinistra del probabile imminente governo dell'Unione.  

Non solo i governi di centrosinistra in Italia ancora più che in Francia sono stati campioni di precarizzazione e privatizzazioni, ma anche nel programma attuale dell'Unione non è prevista la benché minima messa in discussione del lavoro precario né l'abolizione della Legge 30. La realtà del lavoro precario in Italia, a partire dal famigerato "Pacchetto Treu" votato anche dal Prc ai tempi del primo governo Prodi, è più tragica che in Francia: contratti di apprendistato, tirocinio o stage, di collaborazione (ora "a progetto", dopo la legge Biagi), part-time, interinale, a termine, in appalto ecc.  

Occorre lanciare subito anche in Italia una mobilitazione generale contro gli attacchi ai lavoratori, per il ritiro di tutte le leggi precarizzanti (Legge 30 e Pacchetto Treu), per cacciare Berlusconi ma per un governo dei lavoratori, non certo per un governo Prodi-Montezemolo. E' necessario fin d'ora garantire l'opposizione comunista ai governi della borghesia, siano essi di centrodestra e centrosinistra, e rilanciare una vera rifondazione comunista: solo un partito rivoluzionario potrà dare l'unica risposta possibile alle rivendicazioni dei giovani sfruttati: una risposta operaia e socialista. 

Solo la massiccia discesa in campo della classe operaia potrà creare le condizioni, con l'unità di lotta con studenti e giovani immigrati, per offrire una via d'uscita rivoluzionaria alla crisi francese. Ciò che manca, in Francia come in Italia, è un partito che sia in grado di porsi alla testa delle mobilitazioni, per organizzare una risposta anticapitalistica agli attacchi del padronato francese (di cui la precarizzazione del lavoro è solo una delle tante concretizzazioni). Nessuno dei partiti, nemmeno dell'estrema sinistra (Lcr e Lo), chiede a chiare lettere la cacciata del governo francese né si è adoperato per organizzare comitati di lotta nei luoghi di lavoro.  
 
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