E’ al centro di discussioni e litigi fuori e
dentro i palazzi. Per finire, qualche mese fa, sollevando un polverone di aspre
polemiche, ha dichiarato di voler concorrere alla carica di premier in vista
delle elezioni 2013, autoproclamandosi di fatto come il leader del
centrosinistra a livello nazionale. Vendola appare più convincente e
carismatico dei vari Bersani, D’Alema e Franceschini, ed è un maestro
dell’oratoria, ma questo non basta per giustificare i trionfi che sta
inanellando nell’ultimo periodo. Successi che in realtà sono dovuti alla
massiccia presenza di realtà confindustriali e interessi padronali dietro la
politica del governatore della Puglia.
Trivellazioni, sanità e scuole private,
politiche antioperaie: la ricetta vincente del governo Vendola
Se
si fa un breve resoconto dei cinque anni di governo Vendola in Puglia, e dei
suoi primi atti del mandato bis, si può ben capire il motivo che ha spinto la Marcegaglia, nel
convegno nazionale di Confindustria, a definire il caro Nichi “il migliore
governatore del Mezzogiorno”. Basti pensare che in questi anni in Puglia, la
giunta regionale ha stanziato milioni di euro alle scuole private mentre gli
istituti pubblici vivono in condizione disastrose e inadeguate alle attività
didattiche; sempre Vendola ha rimpinguato le convenzioni con i privati
all’interno della sanità, determinando una montagna di affari e illeciti
esplosi negli ultimi scandali che hanno fatto tremare il sistema clientelare
pugliese. Nello stesso tempo sono stati tagliati oltre mille posti letto e
chiusi diciannove nosocomi, andando ad acuire la già cronica carenza di
strutture e personale dalla quale è affetta la sanità pubblica in Italia. Un
altro dei cavalli di battaglia di Vendola è la difesa dell’ambiente, e anche in
questo campo tanti sono stati gli elogi da parte di numerose multinazionali e
aziende energetiche: risalgono infatti al 2008 sei delibere della giunta con le
quali si autorizza alla ricerca e all’estrazione di idrocarburi al largo delle
coste pugliesi. Per non parlare delle oltre quattrocento richieste di impianto
di centrali a biomasse, la cui costruzione è inclusa nel nuovo Piano Energetico
Ambientale Regionale, e dei megaimpianti eolici per cui spinge l’assessore all’Ambiente
Lorenzo Nicastro (IdV) e che danneggerebbero irrimediabilmente i fondali e la
fauna marina, andando ad arricchire le tasche di imprenditori spesso collegati
con realtà poco trasparenti (anche in Puglia si è avuto uno scandalo attorno ad
una centrale del vento in provincia di Foggia).
Sul
fronte del lavoro, davanti a centinaia di operai licenziati dalle varie Natuzzi
e Adelchi, davanti ai crimini ecologici dell’Ilva di padron Riva, il presidente
Vendola non ha fatto altro che regalare milioni e milioni di euro a questi
manager già ultrapagati che hanno approfittato della gentile offerta non per
riassorbire i lavoratori tagliati, bensì per delocalizzare i macchinari
dall’altra parte dell’Adriatico dove la classe operaia ha un costo minore. E’ con
questo ineccepibile curriculum che Nichi Vendola si presenta come probabile
leader del centrosinistra nazionale, come servo fedele di larghi settori della
borghesia italiana, pronta a demandare al governatore della Puglia, il
difficile compito di far pagare la crisi del capitalismo ai lavoratori, agli
studenti e alle classi più disagiate.
Il compito dei rivoluzionari, la
politica di Alternativa Comunista
Nel
rocambolesco teatrino che si prospetta davanti ai nostri occhi, tra una
maggioranza spaccata e un’opposizione borghese (Pd) in difficoltà, mentre il poeta
Vendola programma il suo futuro da leader nazionale, il Partito di Alternativa
Comunista, anche qui in Puglia, continuerà a proseguire nel suo percorso di
opposizione a qualunque governo borghese, sia esso di centrodestra o di
centrosinistra, ben conscio di non potersi assolutamente ridurre a nessun tipo
di compromesso con le politiche filopadronali di Nichi Vendola, e deciso a fare
la sua opposizione attraverso la creazione di comitati di lotta contro la
disoccupazione, per il riassorbimento dei licenziamenti, gestiti dal basso e
coordinati da studenti e lavoratori. Nichi Vendola attraverso le sue
filastrocche non riuscirà nell’intento di tenere addormentata la classe operaia
sfruttata e massacrata da licenziamenti di massa. Soltanto attraverso l’unità nella lotta si
può sperare di raggiungere gli obiettivi che tutti noi ci prefiggiamo:
espropriare padroni e affaristi, e riconsegnare fabbriche, scuole e ospedali a
chi ci lavora.
(*)Pdac Puglia